Ricordi e madeleine

PicMonkey Collage

Notti che sono pomeriggi e mattine che sembrano notte fonda. Vivo capovolta. Spettinata e con poche ore di sonno. Non ho una canzone preferita in questo momento ed è un peccato. Solo chi sa cosa significhi non avere una melodia, può capire come sia triste: è come se mancasse un qualcosa che racconti un momento. Vi è mai capitato di ascoltare la radio, magari mentre state guidando, e mandano in onda una canzone della tua paylist di vita? Non siete colti da una insolita malinconia, nostalgia o da una risata improvvisa? Quella canzone racconta qualcosa di voi, una parte del passato che in quell’istante avevate dimenticato, cogliendone addirittura i profumi. Effetto Madeleine, direbbe Proust. E ogni volta che succede, mi emoziono davvero, è come se rivivessi tutto. Con il senno del poi, tutto sembra così semplice e ci scappa sempre da ridere. Perché? Perché ho vissuto. E il bicchiere, a me, piace vederlo sempre mezzo pieno, traboccante. Meglio se di mojito.

Non avere una canzone significa che manca qualcosa.
Mi mancano non le emozioni, ma le sorprese, anche solo fossero fiori.
(A proposito, il consiglio per San Valentino è uno: non diamanti ma fiori come se piovesse.
Ed evitate la cioccolata che siamo a dieta).

Ho fatto il punto della situazione attuale.
Ormai esco così: direttamente in sottoveste.
Ma con il velluto ai piedi.

Stivali: Jessica Buurman

DSCN0064

Vivere di sogni

vivere-di-sogni

In amore non ci sono regole. Te lo ripetono da sempre e con il tempo ci hai creduto. Tutto è lecito e così ci provi, tenti e ritenti mettendo alle spalle il passato e inseguendo solo la logica del cuore. Fino a darlo quel cuore nelle mani sbagliate di chi lo riconsegna in frantumi, in mille pezzi che rimetterli insieme richiede un tale sforzo ogni volta. Che solo chi si è messo in gioco almeno una volta può capire. E più si va avanti e più si diventa schivi, meno ingenui e meno propensi a lasciarsi andare, anche solo per un istante. Il rischio è che quando si impara a correre da soli in questa vita, e vai prima a cento, poi a mille, non ti basta più chi ti rallenta ma c’è bisogno che qualcuno ti riesca ad afferrare. Che abbia il tuo stesso passo e battito del cuore. Perché, per fermarti, ne deve valere veramente la pena.

Impara a non accontentarti del niente,
spera che ci sia qualcuno di migliore,
qualcuno per cui valga la pena aspettare,
qualcuno che è semplicemente tuo. Per sempre.
Se così non fosse, almeno vivrai di sogni.
Ed è meraviglioso così.

L’articolo Vivere di sogni sembra essere il primo su Glamour Marmalade.

Stivali Sorel, come indossarli?


stivali-sorel-inverno-1

Sono indietro con il blog, con gli amici, con tutto. Insomma con la vita in generale ma promesso che tra i buoni propositi del 2017 ci sarà anche quello di essere più costante, anche se non lo sono mai stata in nemmeno una delle cose che abbia mai fatto. Posso solo dire che in queste settimane ho avuto di meglio da fare, con una partenza per Parigi organizzata in tempi stretti (anche strettissimi), con la voglia di divertirmi, con le amiche di sempre pronte a farti tornare il sorriso anche solo con un messaggio. Che dire? Nonostante tutto, io mi sento fortunata.

Comunque, tornando a noi: come vestirsi in questo dicembre che sa di primavera? Per il giorno, divertitevi a essere più spensierate possibile. Prendete una minigonna svolazzante e un top con balze, poi abbinateci uno stivaletto. Questo che vedete in foto è di Sorel. Comodi ma anche glam, io li indosserei tutti i giorni a qualsiasi ora. Amo particolarmente l’abbinamento ankle boots e “mostrare le gambe”, perciò perché farlo solo d’estate quando il tempo aiuta anche nella stagione fredda? Ah sì, per completare il look io consiglio non un cappotto o una giacca, ma un parka o un maglione di quelli extralarge, magari rubatelo dall’armadio di lui!

Stivali: Sorel

stivali-sorel-inverno

stivali-sorel-inverno-2 stivali-sorel-inverno-3

September issue

settembre

Settembre è il ritorno a casa dopo mesi di pazzie, di serate passate a ballare a piedi nudi, di notti trascorse a contare le stelle aspettandone una cadente per esprimere un desiderio. Che di sogni qui ce ne sono tanti e a forza di rincorrerli ci si perde in mille strade, in mille luoghi lontani.

Settembre è la voglia di castagne, delle canzoni di Venditti, di tornare al cinema a guardare un film romantico, della fine di Saturno contro per i Gemelli, è la voglia di passare le serate su un divano a chiacchierare fino alle 5 della mattina con le amiche di una vita, di starsene sotto il piumone intrecciati senza parlare che le parole non servono quando dicono tutto le emozioni, da vivere in silenzio come se non ci fosse un domani. Che solo il presente vale la pena vivere in ogni istante, come se fosse la prima volta che respiri provando ad allentare la presa, a lasciare andare le difese che ci fanno rimanere immobili.

Ma poi mi dico che la tranquillità di settembre non fa per me, che l’estate is a state of mind. E ben vengano i bicchieri di vino rigorosamente bianco, i mutamenti del cuore e della mente, le canzoni stonate, gli sguardi che si incrociano, la voglia di vivere che non è mai abbastanza credendo che dopo tanta pioggia, c’è sempre l’arcobaleno. E che nemmeno settembre e l’arrivo dell’autunno, fanno cambiare chi nell’anima è folle, dannatamente folle.

Bentrovato così settembre.

settembre-vino

L’articolo September issue sembra essere il primo su Glamour Marmalade.

Pelle perfetta: un bicchiere d’acqua per il viso

pelle perfetta crema viso galenic aqua infini

Fleur de Rocher, il deserto e l’acqua. Dietro questi elementi, si cela una realtà miracolosa che permette una, due, cento rinascite come un’araba Fenice. Siamo in Messico, precisamente nella zona desertica dove qualche millimetro di pioggia cade durante l’anno e in cui le condizioni termiche sono estreme. In questo ambiente ostile vive il Fleur de Rocher che semplicemente dalla rugiada mattutina riesce a vivere anche dopo un lungo periodo di siccità e riesce a resuscitare anche più volte nei suoi 300 anni di vita. Un miracolo che le è valso anche il soprannome di “pianta della resurrezione”.

La formula di Galénic per la pelle perfetta

Fleur de Rocher, dicevamo. Il segreto di questa pianta viene rubato da  Galénic per una pelle perfetta. Sull’idea dell’assorbire come una spugna e trattenere l’acqua osservato in natura,  è stata creata una collezione idratante per il viso derivato dalla formula perfetta elaborando un mix di ingredienti e in cui l’estratto della pianta della resurrezione permette alle cellule di rimanere perfettamente intatte anche dopo un’ora a 37 gradi. La linea dal nome Aqua Infiniti è un vero e proprio rituale che disseta, protegge e nutre la pelle, composto da quattro trattamenti d’eccezione, dalle texture uniche e dalle note olfattive che esaltano la femminilità, la raffinatezza, l’eleganza.

My beauty experience per una pelle perfetta

Ho provato il sérum booster d’eau Aqua Infini dall’effetto idratante e rimpompante. Inutile dirvi – e chi segue Glamour Marmalade lo sa – che amo incondizionatamente i sieri, ma questo – dalle note olfattive floreali – è efficace immediatamente. Soprattutto in estate, quando la pelle del viso ha bisogno di essere idratata più frequentemente, vi consiglio di usare frequentemente un prodotto che riesca a farvi sempre sentire fresche e perfette come questo.

Prezzo: 45 euro

pelle-perfetta-crema-viso

Fiori: F. Rocher

pelle perfetta crema viso aqua infini galénic

L’articolo Pelle perfetta: un bicchiere d’acqua per il viso sembra essere il primo su Glamour Marmalade.