Olaz Regenerist Crema Notte anti-età 3 zone, la crema che va bene per mamma e figlia

Olaz Regenerist Siero Intensivo Rassodante 3 Zone

Telefono, video-chiamate, WhatsApp… eppure quei 1300 chilometri di distanza che mi separano da lei a volte si sentono tutti, ancor di più il giorno della Festa della Mamma, quando la mente si diverte a riproporre, quasi come una retrospettiva a sorpresa, ricordi di momenti speciali vissuti insieme. Vivere in una città distante da casa rende certi momenti pieni di nostalgia, come quelle sere in cui tornano alla mente i ricordi della favola della buona notte, del bacio sulla fronte e quei passi delicati che sentivo allontanarsi prima di sprofondare in un dolce sonno.

Si cresce, si fanno scelte e si scoprono nuovi modi per sentirsi vicini: un libro da leggere contemporaneamente, un film da commentare il giorno dopo averlo visto – anche se in due cinema diversi – e persino la crema sul comodino, da spalmare prima di andare a dormire, tutte le notti. Quando ho scoperto Olaz Regenerist Crema Notte anti-età 3 zone, è stato bello leggere che è perfetta per me, ma anche per mia mamma. Condividere la beauty routine sarà un’altra occasione per sentirsi vicine.

Olaz Regenerist Crema Notte contiene la Skin Energising Technology, una tecnologia che agisce in modo profondo, affinché le cellule più vecchie si comportino come quelle più giovani, ri-energizzando l’aspetto della pelle durante tutto il suo ciclo di 24 ore. È una crema ricca e corposa ma che assorbe facilmente, quindi è piacevole da applicare sul viso, contiene acido ialuronico quindi combatte il rilassamento dei tessuti e riduce la visibilità dei segni dell’età, un ottimo modo per prevenire e per contrastare il tempo che passa. Per questo è la crema perfetta tanto per figlie quanto per le mamme.
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#LoveistheRealBeauty: il video virale di Wycon cosmetics che fa commuovere le mamme (e non solo)

Cos’è la bellezza? Wycon cosmetics, il brand di make-up, ha provato a rispondere a questa domanda toccando le corde della sensibilità femminile e lo ha fatto per festeggiare le mamme, in occasione della festa della mamma, l’8 Maggio; la risposta è un commovente video virale che sta già facendo il giro dei social in cui mamme e figlie sono chiamate a dare la propria idea di bellezza un’idea che prescinde dalle rughe e dalle imperfezioni e che riguarda solo gli affetti, le relazioni e i legami, quelli veri. Perchè è l’amore la vera bellezza.

#LoveistheRealBeauty credo che non possa esserci augurio migliore per ogni mamma e ogni donna.

Il test di gravidanza adesso si fa con un’app e attivando il bluetooth

test di gravidanza app bluetooth

Quando negli anni Novanta si pensava al 2000 si ipotizzava che avremmo viaggiato su auto volanti e indossato vestiti simili a mute spaziali, nessuno però aveva parlato del fatto che nel 2016 il test di gravidanza si sarebbe fatto con un’app.

First Response Pregnancy PRO è il primo test di gravidanza che funziona con un’app e attivando il bluetooth dello smartphone. Sia chiaro: non vi viene chiesto di fare pipì sul vostro telefono, il test avviene attraverso quello che sembra essere un classico bastoncino di quelli già in vendita in farmacia, ma che ha la capacità di inviare sullo smartphone il risultato e dati necessari per il responso. Ma non finisce qui, First Response accompagna le donne durante il count down dei 3 fatidici minuti che bisogna attendere per scoprire se si è incinte e per alleviare l’ansia di questo momento offre tre opzioni.

  • Calm Me: fa partire una serie di immagini che rilassano e calmano i nervi e diminuiscono l’ansia;
  • Educate Me: Fornisce informazioni riguardanti gravidanza e fertilità;
  • Entertain Me: Avvia una serie di video per distrarre l’attenzione in attesa del risultato del test di gravidanza.

first response Pregnancy Pro app

Allo scadere dei 3 minuti sullo stick apparirà il risultato che comparirà anche sull’app, ma solo dopo aver inserito un codice di sicurezza impostato dall’utente. In caso di esito positivo fornisce informazioni sulla presunta data del parto, sulla settimana di gravidanza in corso e altre info elaborate sulla base delle informazioni inserite dall’utente. In caso di esito negativo l’app fornisce utili consigli a chi vuole restare incinta. Insomma è una nuova era anche per i test di gravidanza. Su Amazon First Response Pregnancy PRO è in vendita a circa 21 dollari.
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#DontJudgeChallenge i teenager dichiarano guerra alla perfezione, ma l’hashtag diventa una buffonata

dontjudgechallenge

Ci sono iniziative che nascono con i migliori propositi, ma succede che in corsa il messaggio che sta alla base venga distorto, al punto da far perdere valore a quella che doveva essere una campagna di sensibilizzazione, trasformando tutto nell’ennesima tendenza da social.

E’ successo con #DontJudgeChallenge l’hashtag lanciato dalla beauty blogger Em Ford che sfidava dal suo canale youtube i teenager a pubblicare le loro foto “imbruttite” su twitter, per poi rivelarsi come sono effettivamente. Il primo video andato in rete è stato proprio il suo e la mostrava mentre rimuoveva il trucco dal viso, mostrando i segni visibili dell’acne. Gli utenti hanno reagito apprezzando il gesto, ma anche criticandola e insultandola definendola orribile, inguardabile, disgustoso. Da qui l’idea di lanciare l’hashtag. Il messaggio? Imparare ad accettarsi per come realmente si è, senza nascondersi né vergognarsi di se stessi, invitando a non giudicare mai gli altri per l’aspetto fisico.

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Tutto bene fin qui, lo scopo era nobile, peccato però che non appena l’hashtag ha iniziato a diffondersi e i video sono diventati virali, la sfida abbia assunto connotati ben diversi: milioni di ragazzini hanno iniziato a imbruttirsi disegnando sul viso improbabili segni di acne, monociglio,  capelli crespi e arruffati, addirittura denti mancanti e doppio mento.

I video pubblicati seguono uno schema ben preciso, i finti-brutti si mostrano con facce tristi ed espressioni sconsolate per qualche secondo, poi si passano sul viso una qualsiasi crema, la mano copre l’obiettivo della videocamera e quando ritornano in primo piano sono tutti belli, pettinati e fighissimi, pelle senza imperfezioni, sorriso smagliante, l’emblema della perfezione.

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Non si è fatta attendere la polemica: se lo scopo dell’hashtag era quello di imparare ad accettarsi con i propri difetti, i numerosissimi video hanno mostrato invece come l’aspetto esteriore e la perfezione siano sempre e comunque l’obiettivo da raggiungere e quella dei difetti fisici che in realtà vengono solo raccontati come una presa in giro.

L’hashtag #DontJudgeChallenge è-stato condiviso più di 2,2 milioni di volte su Twitter e oltre 162.000 volte su Instagram. Un’altra occasione persa per lanciare un messaggio positivo, peccato.

Qui potete vedere una raccolta dei video pubblicati in rete.


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