In cerca di cose belle

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Dovremmo andare in cerca delle cose belle, di quelle che fanno stare bene solo a guardarle. Fosse anche una semplice giornata di sole, del profumo della pioggia, delle nuvole che sembrano zucchero filato. Di un rossetto rosso che dà sicurezza per rimetterlo una, due, tre volte durante la giornata. Non dico lo smalto che tanto dopo cinque secondi già è sbeccato, non so se succede anche a voi. Quelle cose belle come un viaggio improvvisato e poco importa dove, conta con chi. Senza pensieri, senza paura e senza la nostalgia che ti porta a non lasciare andare i ricordi. Belle come i capelli lunghi in una treccia che cade sulla spalla, un chiodo in pelle e un jeans strappato, meglio se boyfriend. Come un gelato alla stracciatella e rigorosamente con panna, che poi alla prova costume non siamo mai arrivate come avremmo voluto. E il lato b perfetto lo lasciamo a Gisele & Co, che poi vanno ora anche di moda le curvy. Quindi che curvy sia. Cose belle come “essere al posto giusto nel momento giusto”, per qualche strano caso del destino, improvvisamente come quando ascolti una canzone per la prima volta e ti piace. E dovresti tu sentirti meravigliosa, come non mai, ogni volta che c’è lui che ti guarda come se di fronte avesse la cosa più bella che esista al mondo.

Che se ci fate caso, ne sono convinta, ognuna di voi ce l’ha a fianco.

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REVIEW Coppetta mestruale: cos’è, come si usa e perché preferirla agli assorbenti tradizionali

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Un argomento ancora tabù nel 2017, su cui le donne raramente (quasi mai) si confrontano, è il ciclo mestruale. Sebbene sullo smartphone quasi tutte abbiamo un’app che ci ricorda la puntualità del ciclo e in borsa un tampax d’emergenza che ci salvi la giornata, al ristorante ci alziamo ancora da tavola con un certo imbarazzo impugnando la borsa saldamente per andare in bagno a controllare “la situazione” e al supermercato arrossiamo se il cassiere è un uomo e noi abbiamo sul nastro due confezioni di assorbenti notte-quattro-gocce-plus con ali.

Eppure le cose sono cambiate e anche parecchio da quando le donne dovevano usare panni di cotone da sciacquare a mano ogni volta, abitudine poi soppiantata dalla massiccia produzione di assorbenti in fibre sintetiche che, se da un lato hanno regalato una certa libertà e tranquillità alle donne, dall’altro le distratte dagli effetti collaterali dei materiali sintetici e dalla possibilità di alternative più igieniche e confortevoli. Per questo è nata la coppette mestruale. A chi non la conoscesse premetto che quello sguardo perplesso, quell’essere un po’ prevenute e quella certa diffidenza sono abbastanza normali e comprensibili. Continuate a leggere per capire di cosa si tratta, quali sono le motivazioni e gli effettivi punti di svolta, per poi decidere se proseguire con gli assorbenti classici oppure no. Ricordate che se decenni fa le donne non avessero accettato il cambiamento, ancora oggi quelle che comprano assorbenti interni verrebbero accusate d’essere donnacce sfrontate che profanano il proprio corpo (true story).

Ma torniamo alla coppetta mestruale. Io la uso da diversi mesi e quando qualche giorno fa ne ho accennato su Snapchat ho scoperto che moltissime ragazze e donne la usano, anche da anni, altre sono curiose di saperne di più perché vorrebbero provarla e altre sono completamente diffidenti ma comunque interessante. Così ho raccolto un po’ di domande a cui rispondo qui sotto.

Che cos’è la coppetta mestruale?

È una coppetta in silicone medico che sostituisce l’uso dei classici assorbenti interni ed esterni durante il ciclo mestruale. A differenza degli assorbenti non è usa e getta e una sola dura anni. Va bene per tutte le donne e tutti i tipi di flusso (in particolari condizioni di salute dell’utero va consultato il medico).

Perché passare alla coppetta mestruale e abbandonare gli assorbenti?

Perché è più igienica (raccoglie e isola il flusso all’interno del suo cavo – tre volte più capiente di un tampone interno – tenendolo lontano dalle pelle), evita la sensazione di umido e di disagio causata dagli assorbenti esterni e quella di secchezza e fastidio causata da quelli interni). Evita gli odori. Il suo materiale la rende comoda e impercettibile. È economica (ne compri una e dura anni) e, per chi è interessato all’impatto sul pianeta, è ecologica (si evita di produrre tonnellate di materiale usa e getta). Opinione del tutto personale: a me il ciclo sembra durare meno usando la coppetta, probabilmente perché il flusso viene direttamente raccolto dalla coppetta, senza dover essere assorbito da assorbenti e tamponi da cambiare ripetutamente, e quindi impiega meno tempo a defluire.

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Qui di seguito una serie di informazioni che rispondono alle domande più comuni:

La coppetta va sterilizzata solo in 2 momenti ad ogni ciclo (basta metterla in un bicchiere e versare sopra dell’acqua bollita, come per un biberon o ciuccio di neonato o usare una soluzione disinfettante). Si sterilizza PRIMA di essere usata il primo giorno di ciclo e DOPO la fine dell’ultimo giorno, durante i giorni del ciclo non serve sterilizzarla ogni volta che la si svuota e inserisce, ma basta sciacquarla sotto il rubinetto, lavarla con sapone neutro se volete (io uso quello intimo) e così mantiene il suo igiene. Va svuotata e sciacquata al massimo ogni 8 ore, quindi meno spesso di quanto cambiereste un assorbente classico.

Se siete fuori e in un bagno in cui non c’è un lavandino interno, basta avere in borsa una confezione di salviette intime (se già normalmente andate in giro con una scorta di assorbenti e tampax comprenderete quanto avere solo una piccola confezione di salviette da borsetta possa occupare uno spazio irrisorio). Alcune persone che conosco dicono di non aver problemi ad uscire un attimo dal bagno, sciacquarla sotto il rubinetto e tornare in bagno ad inserirla (a meno che non vi troviate nel bagno di una discoteca con cento persone intorno a voi non è una cosa infattibile), io personalmente preferisco il primo metodo. Le aziende che le producono suggeriscono in questi casi che anche solo pulirla con la carta igienica non è antigienico o rischioso. Questo rende la coppetta perfetta anche in viaggio. Ps: su Amazon ho trovato anche questo contenitore per sterilizzare o sciacquare la coppetta quando si è fuori, si apre come i bicchieri portatili (basta riempirlo prima di entrare in bagno e usarlo per sciacquare la coppetta), non l’ho mai usato ma sembra furbo come sistema, a questo punto anche un bicchiere pieghevole lo è però.

È facile da inserire, la prima volta è normale essere nel panico e non avere idea di come fare, per questo consiglio di acquistarla e provarla prima dell’arrivo del ciclo mestruale mensile, così da poter far pratica più serenamente, on-line trovate immagini che vi mostrano come fare e i siti delle aziende che le producono sono pieni di informazioni, domande e risposte di ogni tipo. Può essere usata in qualunque circostanza e momento della giornata, in viaggio, durante lo sport e di notte.

Rimuovere la coppetta: A differenza degli assorbenti esterni richiede una maggiore consapevolezza del proprio corpo, usando la coppetta sarete a contatto con la vostra zona intima maggiormente rispetto agli assorbenti tradizionali, dovendo inserirla e rimuoverla all’interno (anche se la coppetta va meno in profondità di un classico tampone). Questo prevede un gesto meno “distaccato” del tirare un cordoncino di cotone, gesto che può comportare macchiarsi una o due dita in base al modo che scegliete per premerla leggermente quando la rimuovete, per contrastare l’effetto ventosa e tirarla fuori. Ma è il vostro corpo, non saprei come altro rispondere a chi chiede se fa “impressione” o se ci si sporca (comunque anche dopo aver rimosso un tampone interno ci si deve lavare le mani).

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Quale comprare?

Io uso la Mooncup, esiste in due differenti misure (Mooncup A se hai 30 o più anni o se hai avuto un parto vaginale, indipendentemente dall’età. Invece la Mooncup B se hai meno di trent’anni e non hai avuto parti vaginali); le misure che non c’entrano con il flusso del ciclo e quindi la capienza, ma solo con l’utero. Se avete un flusso abbondante l’unica differenza per voi è che potreste aver bisogno di svuotare la mooncup più spesso di donne con un flusso regolare, ma non è detto. È in silicone medico trasparente (la preferisco a quelle colorate di altri marchi), ipo-allergenica, priva di lattice, morbida ed è venduta all’interno di una scatoletta di cartone e di un sacchetto di tessuto. Purtroppo non esiste una custodia rigida, ma io ho ovviato a questo problema con una custodia per ciucci di neonato!

Consiglio: inizialmente vi sembrerà difficilissimo, avrete paura di averla messa male, di macchiarvi, di combinare qualche pasticcio in bagno. Vi suggerisco di provare ad usarla a casa PRIMA dell’arrivo del ciclo e, al suo arrivo, di indossare un salva-slip, che vi farà sentire più tranquille e vi proteggerà nel caso in cui qualcosa andasse storto.
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I migliori mascara che abbiamo provato (e ricomprato)

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Un po’ cavie umane, un po’ volontarie come Katniss nella versione beauty di Hunger Games, proviamo periodicamente decine di mascara: per infoltire, allungare, curvare. Effetto farfalla, panda, ragno, fenicottero (fenicottero?)… ogni giorno vediamo uno spot, un’inserzione Facebook, un post, un articolo di giornale che ci svela il miglior mascara del mondo.

Ma alla fine quale mascara decidere di comprare? Tenendo conto del costo medio di un mascara (25€?), non possiamo certo acquistarne decine, fosse anche solo per non invadere il beuaty case. Io e Valentina in questi ultimi due anni ne abbiamo provati moltissimi e qui vi sveliamo i nostri preferiti.

Pupa Vamp! Mascara: nero intenso, assicura volume e lunghezza. Lo scovolino aiuta a raccogliere la giusta quantità di prodotto e a distribuirla bene su tutte le ciglia. Lo usiamo entrambe da anni. Della stessa linea Vamp! ne esistono altre varianti interessanti, per noi il classico resta sempre il migliore. Prezzo ottimo (13,50€).

Benefit Cosmetics They’re real! Mascara: Super curvate, super allungate, probabilmente avrete già letto e sentito pareri entusiasti su questo mascara e qui trovate conferma. Esiste sia nel formato classico (27,50€), sia in quello mini per ritocchi rapidi e da tenere sempre in borsa o nella trousse da viaggio (13,50€).

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Smashbox X-Rated Mascara: curva e colora le ciglia dando profondità all’occhio, può essere applicato più volte senza appiccicare, basta dosarne bene la quantità. Si conserva bene e non secca le ciglia, soprattutto non sbava (25€). Ottima anche la base bianca Photofinish Lash Primer, da applicare prima del make-up per aumentare la durata del mascara ed enfatizzandone l’effetto (23€).

Marc Jacobs Beauty Velvet Noir: ciglia super scure per un effetto “bold” assicurato. La formula è molto cremosa, quasi vellutata, suggeriamo di dargli qualche secondo per l’asciugatura, il risultato finale è eccezionale. Lo trovate in vendita da Sephora (27,50€).

Conclusione: lo saprete già, ma ricordarlo male non fa, le promesse di un mascara e l’opinione dopo l’esperienza di chi lo ha provato, possono variare da soggetto a soggetto, ma in linea di massima questi sono i mascara che in assoluto ci hanno dato le migliori prestazioni e rese e che abbiamo ri-comprato soddisfatte
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Nuovi fondotinta: Dress me perfect cushion di Deborah Milano

L’ispirazione arriva dritta dalla Corea, il nuovo trend sono i fondotinta in formato cushion. Si tratta di fondotinta liquidi in packaging compatto: c’è una spugna morbida impregnata che rilascia gradualmente il prodotto con una leggera pressione. Prima volta per me in assoluto con questo nuovissimo formato, il fortunato è stato il Dress me perfect cushion di Deborah Milano. Il packaging è compatto e leggero, come uno specchietto portatile. Si apre con un click e all’interno ci sono un applicatore morbido e un tappo per preservare il prodotto. Aprendolo trovate la spugna “cushion” imbevuta di fondotinta; premete leggermente con l’applicatore e poi tamponate sul viso. Se il packaging è decisamente differente, la modalità d’uso del fondotinta è classica e comoda. Il vantaggio più evidente Lo mettete in borsa, nella trousse, e potete portarlo in giro senza il pericolo che il fondotinta si rovesci/esploda/macchi qualsiasi cosa. Senza contare la difficoltà estrema di dover dosare un fondotinta fluido in bottiglia o tubetto nel bagno dell’ufficio o in viaggio, armeggiando con i pennelli in un ambiente a noi estraneo. Col Dress me perfect cushion è tutto a portata di mano, nella massima pulizia. La formula Il fondotinta è fluido e di coprenza leggera, ma comunque modulabile.

Questo significa che applicando il prodotto rilasciato ad una prima pressione il viso è già uniforme, ma per coprire eventuali macchie o imperfezioni conviene insistere con almeno una seconda passata. Il finish del prodotto è molto luminoso e naturale, ottimo per le pelli secche e normali, ma non da meno per quelle a tendenza oleosa. Tende a lucidarsi prima di un normale fondotinta ad effetto opacizzante, ovviamente, ma la soluzione è rapida: con un po’ di cipria torna perfetto. Il fondo ha un fattore protettivo 30, ottimo per il sole di primavera, in estate piena indossatelo comunque sopra una crema solare con protezione 50. La durata del fondotinta è davvero notevole. Come lo capisco? Da quanto persiste il blush sulle mie guance a fine giornata e, nel caso di questo dressi me perfect, è sempre rimasto intatto.

Come usare l’applicatore nella maniera corretta La parola d’ordine è picchiettare, cioè piccole pressioni sulla pelle dal centro del viso verso l’esterno. Di solito prelevo il fondotinta con due o tre pressioni, più o meno quella che ho individuato essere la quantità ideale per me, lo distribuisco con un lieve tocco su naso, fronte, guance e mento e poi lo lavoro per fonderlo con la pelle, anche con i polpastrelli, soprattutto sull’attaccatura dei capelli e sul mento così come consiglia Deborah Milano. Lavo l’applicatore ogni giorno a fine giornata e il mattino dopo è già asciutto. A questo proposito: non cedete alla pigrizia, lavate velocemente con un sapone neutro, anche quello per le mani, ma fatelo spesso, così che non diventi portatore di germi soprattutto dopo una giornata di ritocchi.

L’unico difetto dell’applicatore? Non si smacchia mai completamente, ma è un problema puramente estetico. Ho testato il cushion anche con diversi pennelli e il mio preferito è un duofibra: il prodotto si preleva sempre con la stessa comodità e preserva la modulabilità del fondotinta. Quattro colorazioni disponibili, Dress me perfect cushion è disponibile in tutte le profumerie ad un prezzo di circa 19 euro.

 

L’ELBOW GREASE SECONDO LUSH

La premessa: se siete a Londra o se ci andrete a breve andate in Oxford Street e passate almeno 30 minuti nel nuovissimo negozio Lush.

Lush oxford street Londra

Due piani, musica assordante, un mare di gente e frotte di commesse che provano a venderti qualsiasi cosa. Questo nuovo punto vendita è assolutamente inedito per forma e concept perché non solo propone un piano dedicato interamente ai trattamenti, ma ha moltissimi prodotti esclusivi non in vendita negli store online italiano e inglese. Solo la sezione make up propone rossetti in stick longlasting, ombretti minerali in forma solida da usare come gessetti colorati, pigmenti sfavillanti, ma potete trovarci anche prodotti per capelli, per il corpo e sapone in fogli. Sì, avete letto bene.

Lush oxford street Londra

Lush oxford street Londra prodotti

Lush oxford street Londra eye jewels

Lush oxford street Londra rossetti

Durante questa esperienza di shopping estremo ho vissuto il mio primo momento di senilità perché il mio cervello s’è chiaramente inceppato: ho visto troppe cose belle, volevo comprare tutto, ma sono uscita con un solo prodotto. Fortuna ha voluto che abbia beccato quello che è in vendita anche in Italia e online, per cui vi consiglio di provarlo, comprarlo, usarlo.

Si chiama Elbow grease ed è un panetto idratante a base di olio di cocco, burro di murumuru e cupuaçu, con un odore fiorito persistente dovuto a neroli, ylang ylang e fiori d’arancio.

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Ha l’aspetto di un panetto di burro, quando lo usate sembra davvero di imburrarvi come una teglia, ma è decisamente più comodo, anche se il consiglio è conservarlo sempre in un luogo fresco e asciutto per evitare che diventi appiccicoso.

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Scartatelo, strofinatelo sulla pelle e poi massaggiate respirandone il profumo. Si assorbe facilmente e lascia la pelle morbida, luminosa e profumata a lungo. Inizialmente pensato per ammorbidire gomiti, ginocchia e, in generale, tutte le parte secche, piedi e mani comprese, Elbow Grease può essere usato come trattamento idratante di bellezza anche per le pelli tatuate. L’idratazione, si sa, esalta i colori dei tatuaggi e ne preserva la bellezza. Elbow Grease non unge ed è lenitivo e protettivo. Io lo uso sui miei tatuaggi, fatti tutti con inchiostro nero, e l’effetto idratazione e brillantezza è ugualmente ben visibile.

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Se dopo l’uso non sapete come incartarlo e portarlo in viaggio o in borsa affidatevi a cara vecchia carta oleata o da forno. Come tutti i prodotti Lush Elbow grease è un prodotto non testato sugli animali ricco di ingredienti naturali.

Se Elbow grease può essere facilmente vostro, il resto delle meraviglie dello shop di Oxford Street va acquistato in loco. Non so se Lush esporterà il modello Oxford Street anche in una grande città italiana, io però ne approfitto: riaprireste almeno il punto vendita di Bari? Grazie.

 (credits: Lush UK & Alessia Ragno)

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