MILF, GILF e Cougar (in poche parole)

Mi ero fermata alle MILF, non conoscendo le altre parole entrate nel vocabolario quotidiano. Non mi riferisco a Selfie, usato un po’ come il prezzemolo, il pepe, il cacio sui maccheroni. E visto che di cucina si parla e me ne intendo davvero poco, avevo perso i termini Cougar e Gilf. Che detta così, se una si sentisse dire “Sei una cougar”, non è che vi stanno dando del puma o del leone delle montagne, come vuole la traduzione dall’inglese. Magari se incontrate Piero Angela in persona si ma, diciamolo, la maggior parte degli uomini che incrocerete nella vostra vita vi parleranno di cose inutili. Voi penserete di calcio. No, quello è il minore dei mali, anzi: quando lui vi porta a vedere la partita, voi potete trascorrere felicemente il tempo a sognare quei fasci di muscoli per un po’. Fino a quando tornerete nella vita reale. Come? Semplicemente girando lo sguardo dalla parte di lui che sta prendendo a morsi qualche stinco, con le mani e sta cercando di dirvi qualcosa che voi interpretate come un “Quanto ti amo“, quando in realtà è un “Daje andiamo” in fase di attacco della sua squadra. Non il calcio, perciò. Il maggiore dei mali è l’uomo a sopracciglia ad ali di gabbiano e ancor peggio quello fissato con la dieta. Perchè poi finisce che a cena mentre tu ordini tutto quello che è nella parte destra del menù, passando a sbirciare la lista dei dolci, lui vuole un’insalata manco mista, verde. Con acqua naturale “perchè stimola la diuresi e sai? la prova costume è vicina“. Che se la situazione è questa, comincio a sperare nell’estinzione delle tartarughe. Della serie, uomini continuate a parlare di calcio, bere birra e mangiare pizza. Tutto quello che è detox, comprese creme anticellulite e calorie, lasciatelo a noi.

Detto questo però, voglio chiarire una cosa che MILF, COUGAR E GILF dell’universo femminile stanno a quello maschile come Raul Bova, George Clooney e Sean Penn. E già così è molto chiara la situazione, comunque ecco qua un vocabolario per eliminare ogni dubbio:
MILF – Mother I‘d Like to Fuck. Espressione anglosassone che indica una donna matura, tra i 35 e 50 anni, madre di figli (pur mantenendo un corpo ancora sessualmente appetibile).

COUGAR – E’ una donna tra i 35 e i 50 anni che cerca di conquistare il numero maggiori di ragazzi più giovani. La differenza con la MILF? Non ha figli. Anche in questo caso, ancora sessualmente appetibile.
GILF – Granny I’d Like to Fuck. E’ un’espressione che sta ad indicare una donna over 40, presumibilmente nonna (Granny è il diminutivo di Grandmother).
I loro uomini? Sempre e solo toy-boys che ritornano sempre. E questi qua che hanno magari la metà dei loro anni, le scelgono. Un po’ come se andassero dal macellaio: “Vorrei un etto di Milf e facciamo due di Cougar e mezzo di Gilf”. Perché sono i toy-boy a condurre il gioco e queste donne – o femmine – diventano solo un numero. Il numero delle volte che se la riescono a portare a letto con tanto di racconto agli amici, che in confronto Spielberg è un regista mediocre. A stare sentire loro i dinosauri non è che li hanno portati al cinema, ma resuscitati proprio. Che poi alla storia che la donna fa sesso senza amore, ci credo poco. Ecco una donna lascia sempre un po’ di sé, anche per una sera. La donna non fa un giro e basta, magari comincia dei lunghi viaggi in cerca di qualcosa. E quel qualcosa, potete starne certi a qualsiasi età, prende le sembianze dell’amore.
(Certo è che se tra qualche –buon –anno dovessi diventare come Lory Del Santo, legatemi).

Sembrerebbe che per l’universo femminile, il segreto della felicità così sia il toy-boy.
Piuttosto scelgo un sex-toy.
(Le ADAM (*), me lo confermano)
(*) CHI SONO LE ADAM – Per chi non lo sapesse è la girlband olandese che ha realizzato l’ultimo video, Go to go, cercando di cantare, mantenere l’intonazione e la tranquillità con un vibratore tra le gambe. Il risultato? Ironico, nulla di volgare, geniale (QUI il video).

Cos’è l’amore se non libertà?

Una passeggiata in spiaggia, in lontananza la musica di qualche chiosco che si prepara all’estate. La voglia di menta e di mojito. Stare lì a guardare il sole che sembra muoversi, quando poi in realtà lo facciamo noi. La relatività delle cose e delle persone. Senza neanche accorgerci che a girare e rigirare siamo noi, il più delle volte su noi stessi. Un po’ come fanno i pensieri quando non riescono a liberare la mente, per poi appesantire il cuore. Senza lucidità o ragione. Con strade sbagliate prese, alla rinfusa, così di fretta da inciampare e cercare di tornare indietro. Si prendono allora altre vie magari quelle che sanno di bucato e di primavera con i panni stesi dalle finestre, pronti a fare strane forme mossi dal vento. Incontrarsi con qualcuno, distrattamente e andare avanti perché non si ha altra scelta. “Oh, honey. You can’t break a broken heart“. E chissà perchè qualsiasi sia la direzione, quello di cui siamo in cerca è l’amore. L’amore folle, quello che sì spacca il cuore. Ma per la troppa felicità.
E in tutto questo andare, tornare indietro, sbagliare strada e poi perdersi per le vie di corsa tra qualche musica canticchiata per strada, le voci dei passanti, il profumo di gelsomino e i petali di ciliegio, il vento dell’est e pure dell’ovest, incontrerai lui.
E quando conosci un uomo e la prima impressione è pessima, sta pur certa che per quello stesso uomo perderai la testa. Così non rimane che una cosa: fermarsi. Che poi cos’è l’amore se non libertà? Libertà di restare. Immobili. Insieme.

La storia sta tutta qui.
Corri e a un certo punto fermati.
Solo quando (e se) ne vale la pena.

Credits: weheart – Martina Cancellotti

Tutte le grandi imprese cominciano di lunedì

Chissà perchè ci si metterà a dieta sempre di lunedì. Tutto comincia ill primo giorno della settimana. Carta e penna alla mano: addio Nutella, carboidrati e tutto quello che fa rima con –ata. Si comincia il trattamento anti-cellulite, anti-smagliature, anti-age, anti-tutto, però sì al rassodante. Di lunedì si inizia anche ad andare in palestra e si comincia a leggere un libro. Lasciato poi sul comodino. Si resta a casa la sera in pigiama e pantofole sul divano a bere thè all’arancia e cannella con un po’ di latte, a guardare una commedia americana di quelle divertenti o l’ennesima serie tv. Unico imperativo? Che sia d’amore.
Ah si, già, esistono anche gli uomini del lunedì, quelli miracolati. Nel senso che sono pronti a sparire e riapparire via sms/telefonata. Però ti amano, pronti a giurarlo manco fosse un chewing-gum masticato e poi gettato. Amore che sta per “scaldare le lenzuola quando mi va”. Un po’ come chiedessero un appuntamento dall’estetista per le sopracciglia ad ali di gabbiano. La scusa della sparizione? Sempre la stessa: “Ero malato” o “Avevo da fare”. Per 7 giorni di fila se va bene, ma potrebbe essere pure un mese. E indovinate quando si fanno vivi? Mai di venerdì in vista del week-end e della Domenica sportiva. Mai. Se vi capita così il classico tipo da “messaggio del lunedì”, quello che si ricorda di voi dopo innumerevoli impegni/altredonne/passioni/opere/omissioni, voi dategli il ben servito con le lenzuola che devono rimanere perfette. Non sul letto, ma piegate direttamente nel cassetto.
Ci sono però anche quegli uomini che incontri un po’ per caso, magari un sabato sera qualunque. Quelli a cui basta un solo sguardo tra milioni di persone e usano la domenica per cercare il tuo numero. E di lunedì te li ritrovi sotto casa, senza un perché. E tu scendi le scale, sorpresa. In pigiama e pantofole.
Tutte le grandi imprese cominciano di lunedì.

Tranne le mie. Che sono sempre talmente stanca – da far sembrare che sia sabato – che io non una, non due ma dieci tazze di caffè dovrei bere per riprendermi (e considerate che a me, il caffè, manco piace). O servirebbe un completino intimo in pizzo nero da trovare davanti la porta di casa. Un po’ come se fosse Natale. Altro che lunedì.

 

Credits: weheartit

#wannabecasalinga

Ricapitolando:

– Ho cominciato a fare la lavatrice. In lavanderia. Con 1 euro in più ho anche l’asciugatura.
Totale: 5 euro per 6 kg per i panni sporchi.
Se non è rivoluzione copernicana questa, poco ci manca. #wannabecasalinga
– La mia casa avrà il parquet. Tanti fiori perchè quel profumo là a me riempe l’anima.
Sarà disordinata, caotica, quanto basta però. Un po’ come la mia vita.
Avrà quadri, e sarà solo bianca e nera (non c’entrano la Juve e le mou alla liquirizia e menta).

Bene, ora diamoci da fare. E cerchiamo la casa.
– Non puoi #wannabecasalinga se non impari l’arte dello spettegolare e della chiacchiera strategica con domande astute per sapere qualsiasi cosa avvenga nel circondario/città/comune/Regione. Che Mark Zuckerberg poi ci viene incontro e ci ha fatto un favore: incastrando i mi piace su foto e stati di Facebook, veniamo a conoscenza di storie e di relazioni, anche se nascoste. Addirittura ancor prima che lo sappiano gli interessati.

Nel frattempo:

– Sono diventata dipendente dallo scrub. E da Narcisio Rodriguez.
– Un invito, della buon musica, del buon vino e dell’ottimo sesso.
– Ho voglia di ananas, giuro. Sugli abiti.
– Quando perdi la fiducia nelle persone, non c’è altro modo che chiudere.
Alcune situazioni sono irrecuperabili, per quanto possano farci male.

– Le persone che ci amano a volte non vedono cose che sono sotto gli occhi di tutti.
Non ho mai capito se perchè non riescono o non vogliono vedere.
– Dopo l’ennesimo appuntamento arrivata in ritardo con tanto di litigio perché cosa vuoi che sia un quarto d’ora,
trascorsi altri 15 minuti che alla domanda “Farò in tempo ad arrivare?”,
la mia risposta: “E cosa vuoi che sia? Farai in ritardo, che problema c’è?”. Non imparo nulla.
– Errare è umano, perseverare è diabolico. E io persevero.
– Tutti si aspettano qualcosa da te. A te che resta da fare? Sorprenderli, disattendendo le aspettative.
– In vista delle elezioni, leggo stati e pensieri, parole e d’omissioni, non con i programmi ma con “Vinceremo”.
Come se al posto della poltrona, si giocassero la più banale Juventus – Inter.
– Ho rotto l’iPhone. Due mesi di vita. Sapevo che sarebbe accaduto e ho stipulato l’assicurazione.
Motivo? Non il furto ma la caduta. Prevenire è sempre meglio che curare.

Detto questo, ho ancora molto da fare per diventare la perfetta casalinga.
Credits: @glamourmarmalade – weheartit