Le donne preferiscono le perle. Il più classico dei gioielli torna di tendenza

Era il 1953 quando una sensualissima Marilyn Monroe cantava Diamonds Are a Girl’s Best Friend nel musical Gli uomini preferiscono le bionde. Oggi, al luccichio sfarzoso dei diamanti le donne preferiscono l’eleganza delle perle.

La tendenza della prossima stagione vede infatti come protagoniste le perle, non solo da indossare come gioiello e accessorio ma anche applicata su maglie, pantaloni, scarpe e ogni sorta di capi di abbigliamento. Grandi stilisti e marchi di abbigliamento low cost hanno cavalcato il trend, già anticipato nella precedente stagione, eleggendo le perle a must have dell’inverno 2018.

slita chanel

Conosciute fin dall’antichità, le perle hanno dato origine a una diversità di miti e leggende sulla loro origine. Considerate simbolo di purezza, amore e perfezione ed associata al concetto di un’eleganza senza tempo, la perla oggi viene sdrammatizzata, accompagnando look casual e capi tipici dello sportswear.


Felpa Stradivarius, € 19.95
felpa con perle color nero
Felpa Bershka, € 19.99

Le collezioni del prossimo autunno-inverno propongono felpe con applicazione di perle, come quelle proposte da Stradivarius, con decorazioni sulla manica, e Bershka. Si arricchisce con le perle anche il denim, con jeans e camicie decorate, magari anche alternando perline a piccoli strass.

camicia denim stradivarius perle
Camicia Stradivarius, € 29.95

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Short Zara, € 25.95

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Cinque Tasche Elisabetta Franchi, € 252.00

Sulle passerelle gli stilisti hanno decretato il ritorno della pietra preferita da Mademoiselle Coco, eleggendola a must have dell’inverno 2018.

Applicazioni di perle anche sugli accessori, come borse, scarpe e ovviamente gioielli. Un classico marchiato Chanel è la maxi collana, rivisitata anche in versione colorata o total black.

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Ciabattina Zara, € 39.95


Decolleté Miu Miu, € 750.00

tracolla perle zara
Borsa tracolla Zara, € 29.95

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Collana lunga Chanel, € 950.00

Che siano vere o finte poco importa. Certo è che capi e accessori con decorazioni in perle ci accompagneranno per molto tempo.

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Happy Birthday Bikini: Storia della nascita del due pezzi

La nascita ufficiale del bikini risale all’immediato dopo guerra, nel 1946, data in cui il sarto francese Luis Réard fece indossare il due pezzi a Micheline Bernardini. La modella e spogliarellista, dopo aver sfilato presso il Piscine Molitor, ricevette più di 50 mila lettere di fan. Il francese si era inspirato ad un modello disegnato nel 1932 da Jacques Heim e denominato Atome, che però non decollò mai.

In realtà l’origine del bikini è ben più antica: già nell’antica Grecia, il due pezzi era diffuso tra le donne, così come si può desumere dai dipinti e dalle raffigurazioni dell’epoca.

Il nome bikini a quello di un atollo, situato nelle isole Marshall, dove venivano condotti esperimenti atomici dall’esercito degli Stati Uniti. L’invenzione di Réard avrebbe avuto sulla società lo stesso effetto della bomba atomica, poiché considerato un capo capace di rivoluzionare il mondo della moda.

C’è da dire però che il bikini fu vietato alle fino agli anni ’50. I controlli sulle spiagge da parte della polizia erano frequenti e le donne che indossavano bikini erano soggette a sanzione. All’epoca il bikini era vietato anche alle partecipanti al concorso di bellezza per aggiudicarsi la corona di Miss Mondo. La moda del bikini iniziò a diffondersi solamente quando il rivoluzionario costume da bagno fu indossato da Brigitte Bardot nel film Manina, ragazza senza veli del 1952 e in E Dio creò la donna del 1956.

La scena in bikini più famosa del cinema è e resterà quella che ritrae Ursula Andress in bikini bianco nel film Agente 007 – Licenza di uccidere. Il famoso bikini della bond girl fu poi venduto all’asta per 57,992 euro.

ursula andress in 007

La nascita del tanga

Dalle illustri case di moda alle più varie catene di abbigliamento, tutti (o quasi) si sono cimentati nella creazione e commercializzazione di costumi da bagno. Così il capo da spiaggia per eccellenza ha subito durante gli anni una lunga evoluzione, cambiando forme, tagli e tessuti. La versione più minimale è senza dubbio il tanga. Fu un italo-americana ad indossarlo la prima volta sulla spiaggia di Ipanema a Rio de Janeiro, Rose de Primo. Per farsi notare ad un festa in spiaggia, alla donna venne l’idea di modificare lo slip del proprio bikini, inventando così il tanga.

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Autoreggenti: perché sono un’icona dell’eros?

Autoreggenti

Le autoreggenti sono un simbolo di sensualità e femminilità, ma da dove arrivano? Quali sono le loro origini?

Le autoreggenti sono calze di nylon che terminano con una fascia circolare ed elastica a metà coscia a forma di balza. Sono una variante delle collant, che invece arrivano fino alla vita, ma sono considerate estremamente più sexy. Prima le autoreggenti non avevano la fascia ma erano sostenute da guepière e reggicalze. Dal 1987 si parla invece di “autoreggenti” ovvero “calze che si sostengono da sole”. C’è chi le indossa perché sono molto comode ed evitano l’elastico in vita e chi invece le trova scomode e “pericolose” (potrebbero allentarsi e scendere, cosa che determinerebbe un incidente imbarazzante).

PERCHÉ LE AUTOREGGENTI SONO COSI SEXY

Le autoreggenti sono sexy e iconiche perché mettono in rilievo la gamba, la slanciano e la rendono sinuosa. È un indumento che mette in risalto una zona del corpo femminile che ha sempre attratto l’immaginario maschile: in autoreggenti è il classico simbolo erotico della segretaria, dell’infermiera o di un’altra serie di figure sexy e protagoniste dei sogni maschili. Ma c’è un altro motivo per cui le autoreggenti rimandano a un immaginario di femminilità, iconicità ed eros. Non sono altro che la manifestazione contemporanea di una lunga tradizione di sensualità femminile.

LE DONNE E LE CALZE, UNA LUNGA STORIA

Le autoreggenti sono lo sviluppo moderno del reggicalze, un oggetto utilizzato da sempre dalle “prostitute vintage”, dalle ballerine del Moulin Rouge, dalle pin up e da tutti i simboli retrò dell’eros. Le autoreggenti quindi acquistano anche una componente nostalgica, che richiama un passato con il ruolo femminile molto più definito, e infiamma gli animi maschili. Ricordate Bettie Page o i vecchi film con Sophia Loren?

Autoreggenti

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Photo Credits Pinterest

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Poncho uomo: come scegliere

PONCHO

Il poncho si è rilanciato come capo d’abbigliamento trendy. Non solo d’inverno ma anche d’estate. Non solo per donne ma anche per uomini. Ecco alcuni esempi.

Il poncho è uno dei grandi protagonisti delle ultime passerelle. Capo di origine profondamente street, nato in Messico come indumento tipico sudamericano, si è evoluto secondo uno stile contemporaneo e si è declinato in tante nuove possibilità. Accanto al poncho femminile, innestabile su un look bon-ton come un outfit boho-chic, si stanno diffondendo anche i poncho maschili. Il poncho è nato come unisex ma gli influssi della moda degli ultimi decenni se ne sono occupati quasi solo dal punto di vista femminile. Eppure ci sono validi spunti anche per quanto riguarda la vestibilità maschile.

Poncho da uomo: quale scegliere

Su Pinterest ci sono una serie di possibilità per abbinare il poncho maschile. Ci sono i poncho lunghi, tinta unita e asimmetrici, un po’ svasati, per un tocco country e leggermente boho. Ci sono i modelli più folk, che ricordano decorazioni e motivi tipici degli Indiani d’America. Ci sono i poncho aperti davanti e quelli che assomigliano a sciarpe, i poncho con richiami etno-chic e quelli, cult, ispirati alla mitica tradizione degli spaghetti western (ricordate Giuliano Gemma?).

Poncho uomo: alcuni modelli

A realizzare poncho da uomo è stata ovviamente anche Zara, la nota catena di fast fashion che ha proposto diverse varianti del’indumento: tartan e chiuso sul collo, come una sciarpa, per poi aprirsi a portafoglio; a mantello con dolcevita e trame etniche; a mantello da vampiro di colore nero. Oppure ci sono i modelli più classici e regolari di Burberry, i modelli Asos o quelli più sperimentali e alternativi come il poncho NikeLab di cotone del comparto activewear, i capispalla Save the Duck o l’elegante e formale mantello nero.

poncho

Asos

Poncho

L’ispirazione degli spaghetti western

Poncho

Poncho Folk

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Photo Credits Pinterest

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Body intimi da donna: il must have dell’estate 2017

Il body intimo da donna è un capo di abbigliamento altamente versatile per ogni gusto ed ogni esigenza. Attraverso le sue varianti si adatta alla vita di tutti i giorni, è comodo e ultra femminile, da indossare durante un’ampia gamma di occasioni.

Il body non è solamente appannaggi prettamente dell’abbigliamento intimo ma si abbina a meraviglia con altri outfit diurni, per la vita all’aria aperta. Ad esempio, si può abbinare il body ad un paio di pantaloni in lino fresco e dalla linea morbida, come se fosse un costume da bagno, per le passeggiate sul lungomare nelle notti d’estate, aggiungendo un paio di sandali e un cappello a tesa larga; uno stile glamour e raffinato dove il body a spalline sottili è protagonista di classe.

Quest’estate il mood generale ripropone lo stile esotico e tropicale, con stampe di fiori dai colori accesi come le classiche bouganville, alle quali si intrecciano ghirlande hawaiane; anche i brand di moda che disegnano body si adeguano a questo spirito selvaggio, con decorazioni floreali e palme lussureggianti.

Il body si combina perfettamente anche ad un look spiccatamente anni Ottanta, soprattutto se colorato e con stampe fluo ed esagerate; ricordiamo ad esempio gli outfit della cantante Madonna che usava il body abbinato a giacche in pelle con borchie e frange. Anche un’altra artista di questo periodo, Cindy Lauper, usava indossare il body abbinato a gonne di chiffon dai colori accesi, stivali da cow girl, giubbotti di jeans e pettinature cotonate con tanto di cappello con visiera. È chiaro come il body sia quindi un capo di abbigliamento molto voga negli anni Ottanta, dal gusto americano, che prende il suo nome dalla caratteristica di fasciare il corpo in maniera molto femminile, scoprendo le curve e le forme della donna. Si tratta quindi di un capo di abbigliamento dai mille usi e per tutte le stagioni; è molto utilizzato anche in inverno e nei periodi più freddi, da indossare sotto i maglioni, come una canotta sexy ed aggraziata.

body spalla stretta

Il body intimo per donna è proposto ogni anno da migliaia di brand fashion che trattano capi di abbigliamento di varia tipologia, dal casual all’alta moda, dagli articoli da notte, a quelli per lo sport ed il tempo libero. Uno dei marchi leader nel settore è Cotonella, l’azienda che sin dagli anni Settanta è attenta alle esigenze di tutta la famiglia, con collezioni per uomo, donna e bambino di gusto e di praticità.

body pizzo mezza manica

Cotonella propone l’estrema qualità Made in Italy in ogni suo articolo, garantendone le proprietà in tutti i passaggi, dalla scelta del cotone pregiato, alla produzione, alla distribuzione nei punti vendita. L’azienda è da sempre sensibile al problema dello sfruttamento minorile, ponendo particolare attenzione e sensibilità al rapporto con i suoi dipendenti e collaboratori. Cotonella presenta la sua collezione di body intimi da donna a spalla stretta, ultra femminile, e a spalla larga, più sportivo, due articoli estivi da abbinare a tantissimi outfit per l’attività sportiva di giorno o per le occasioni di festa la sera. Cotonella presenta anche il suo nuovissimo body intimo girocollo a mezza manica, in cotone elasticizzato e con inserti in morbido pizzo, molto seducente e femminile; la tinta è quella glamour del blu cobalto.

I modelli classici, più invernali, sono quelli dal gusto minimale, in cotone total black. Possono essere a lupetto con collo alto, dolcevita o girocollo, tutti a manica lunga, ideali da indossare con i jeans e sotto i maglioni caldi.

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