Le coppie più glamour del momento (FOTO)

www.cpp-luxury.com

Ricchi, belli e con un senso dello stile innato, queste coppie dello star system fanno scintille sia nello street style che nei red carpet. Quasi sempre coordinati e impeccabili, li troviamo insieme agli eventi mondani e nel front row delle sfilate con look da capogiro, tanto da guadagnarsi l’elitaria etichetta di trendsetter.

Perché in amore bisogna essere complici anche in fatto di stile, a maggior ragione quando la partner è una fashion victim. Ed ecco che Olivia Palermo e Johannes Huebl sfoggiano il medesimo stile alla “Upper East Side”, Kim Kardashian e Kanye West agli eventi vanno vestiti coordinati per mostrare quanto la loro sia una coppia salda e perfetta, mentre Angelina Jolie e Brad Pitt ad ogni evento sono sempre i più attesi e i più glamour. Ma i più eleganti in assoluto, e soprattutto attenti ai minimi dettagli, sono i Beckham, impeccabili in qualsiasi occasione dall’aeroporto allo stadio fino ai red carpet più esclusivi. Tra i ricchi, potenti e ovviamente fashion ci sono anche i coniugi Carter, che da più di sette anni danno lezioni di stile, e i Clooney che dal giorno del loro matrimonio sono stati considerati i più chic di Hollywood.

Ecco dunque una gallery con i best look delle coppie più glamour del momento.

David e Victoria Beckham











Kanye West e Kim Kardashian








Olivia Palermo e Johannes Huebl









George Clooney e Amal Alamuddin






Brad Pitt e Angelina Jolie












Tom Brady e Gisele Bundchen


attends the Metropolitan Museum of Art Costume Institute Gala "Superheroes: Fashion And Fantasy" at the Metropolitan Museum of Art on May 5, 2008 in New York City.



Jay Z e Beyoncé









Adam Levine e Behati Prinsloo








Mandatory Credit: Photo by David Fisher/REX (4443780bj)
Adam Levine and Behati Prinsloo
87th Academy Awards, Oscars, Arrivals, Los Angeles, America - 22 Feb 2015

/Rex_Oscars_4443780BJ//1502230200

Questo articolo Le coppie più glamour del momento (FOTO) è stato pubblicato per la prima volta da Viviana Guglielmino su Blog di Moda.

Continue reading

Milano fashion week SS 2015

milano-fashion-week-ss-20155 giorni.
Un bagaglio di abiti e di scarpe, poi trucchi e creme. Dimenticarsi del balsamo e della spazzola che è un po’ come lasciare a casa spazzolino e dentifricio, questa volta però nel beauty-case. E poi Milano che ti accoglie con un sole che scalda l’anima. E l’estate, alla fine di settembre, non sembra poi lontana.

Così la metro, le corse e tutti i tacchi del mondo portati in valigia non indossati. Siano benedette le Converse e i mini-dress. Sempre. Non appariscenti, nemmeno così interessanti ma comodi per lo meno per arrivare da una sfilata a un’altra senza inciampare, perché sapete? Anche a Milano ci sono i sampietrini della peggior specie poi, un po’ invisibili. GoogleMaps sempre a portata di mano e se non ci fosse stato sarei arrivata anche prima. Cambi di rotta e di strada con i milanesi pronti a darti indicazioni manco fossi loro figlia e con i taxisti che “Fashion week? Stasera gioca il Milan”. Pausa a California Bakery e poi arrivare tardi a una sfilata per osservare immobile gli artisti di strada nei pressi del Duomo. Incantano: un gruppo di ragazzi alle prese con la breakdance, i mimi, un pappagallo, sonorità peruviane, un giovane mentre suona il piano. Quello stesso piano con i tasti bianchi e neri che giorni dopo avrei visto sfiorati dalle dita di Einaudi, come se fossero il corpo di una donna in occasione della presentazione di Emozione, la nuova fragranza di Salvatore Ferragamo. E poi i sogni che quelli non mancano mai. Dalle gonne lunghe e gli abiti corti di Dsquared2, a quello stile un po’ confuso, melting pot, un po’ mal d’Africa di Stella Jean. I pois di Genny si trasformano nelle stelle di Philipp Plein, l’abito lungo lilla di Roberto Cavalli con la schiena scoperta, gli anni ’70 che tornano prepotentemente con Casadei e Angelo Marani, senza tralasciare l’Oriente di Andrea Incontri e la pop art di Alberto Guardiani. Dolce & Gabbana che non deludono mai, nemmeno ispirandosi alla corrida e al flamenco spagnolo piuttosto che alla Sicilia.

Un ritorno alla natura e ai suoi colori. Con il verde, il rosa, il lilla, il blu e soprattutto il giallo – divino quello di Luisa Spagnoli – insieme all’oro e all’argento, cominati tra loro per il ritorno del color-block. E poi Moschino con la sua Barbie con quella tonalità di rosa che stomaca. Quello che più mi ha colpito di questa sfilata? Il modo con cui una delle modelle teneva le mani, all’insù, per un’idea di bambola a mo’ del film “Una donna perfetta” con Nicole Kidman. Non mi ha convinto, nemmeno colpito. Ma già “sei matta? Questa è la storia. Ma ne sai qualcosa dello stile di Moschino? Che poi Jeremy Scott che è un genio”, tuonano quelle/i che è tutto amazing sempre e comunque. Ma io ne capisco poco di moda e di storia, dico la verità. Vado a pelle, a vista, a gusto e non potrebbe essere diverso con Coccinelle e le sue borse con le caramele Haribo. Scoprire pure che le presentazioni possono essere meglio delle passerelle, che ridere è il passpartout per ogni evento e lo fanno anche le modelle, sapete? Un po’ meno le fashion addicted che passeggiano avanti e indietro per le strade di Milano aspettando che qualcuno le noti o le fotografi per la fiera dell’apparire. Ma anche questo è viversi la fashion week.

E imparare che più imprevedibile di Dio, di Anna Dello Russo e del destino c’è solo Trenitalia.

Dolce & Gabbana spring/summer show at Milan fashion week

milano fashion week ss 2015

_DAV9760

_DAV9991

Dolce & Gabbana Spring/Summer 2015 collection

Pics Dolce&Gabbana: TheGuardian

L’articolo Milano fashion week SS 2015 sembra essere il primo su Glamour Marmalade.

10 motivi per dire no agli uomini con la barba

Sono contro. Un po’ come le ciabatte di Zara o Birkenstock che dir si voglia, i sandali con le calze e la cotonatura in stile anni ’40, così retrò, troppo. Sono contro sia agli uomini dalle ciglia ad ali di gabbiano che a quelli con la barba che manco 7 anni in Tibet. Che poi è la stessa storia di quelli che, dopo il primo appuntamento, spariscono con “Ti chiamerò” e quelli che invece sono pronti a giurare amore eterno dopo il “piacere di conoscerti”.
– Le mezze misure mai, eh? –
10 motivi per non farvi crescere la barba (per gli uomini)
– e di conseguenza dirgli no, care donne –
1. Irrita la nostra pelle in caso di baci. Se avete una fidanzata: procuratevi shampoo e balsamo, pure maschera per renderla morbida.
2. Sa di sporco.
3. Potrebbe uscire di tutto da quella barba là, anche un coniglio come da un cilindro.
4. Non siete fighi. Nemmeno Brad Pitt lo è con la barba. Se avete un calo considerevole di conquiste, non è che le donne ad un certo momento son diventate tutte sante e non date la colpa nemmeno al cambio di deodorante. E’ quella cosa che avete fatto crescere con consapevolezza – intorno alla vostra bocca.
5. Sembrate tutti i fratelli di Noè, vi manca l’arca e i due liocorni.
6. Potremmo farci le treccine.
7. Un bacio potrebbe diventare la caccia al tesoro.
8. Sembra che avete 20 anni in più.
9. E’ una moda e come tutte le mode – che anche voi uomini la seguite come noi donne, allo stesso modo – è destinata a finire. Tra qualche anno vi chiederete solo una cosa: “Perché l’ho fatto?”. E vorrete bruciare tutte le foto in circolazione.
10. Ma a voi – uomini – piace la donna con i peli sulle gambe? No. Appunto: pensate noi nel vederveli in faccia.

Morale: sono davvero pochi gli uomini a cui sta bene la barba incolta, quella un po’ maledetta.
Tutto il resto son leggende (o mode). Moderate con cura.
 
Credits: weheartit
 
 

Tutta colpa degli uomini

La situazione è la seguente:
noi donne nasciamo e abbiamo già scritto in parte il nostro destino.
Essere perfette, belle, educate, garbate. Avere una famiglia, fare figli ma anche essere capaci di preparare la migliore spremuta all’arancia rossa al mondo. Non possiamo prendere kg di troppo e dobbiamo fare il conto delle calorie, nonostante con le operazioni non è che siamo così ferrate, proprio delle Einstein con il 5 al liceo fisso e con il conto corrente perennemente in rosso. Abbiamo la prova costume sempre in agguato così che se una si azzarda poi a mangiare una mollica di pane in più durante una cena, sappiamo tutte cosa ci sentiremo dice: “Ma quanto mangi?”. Quasi a farci sentire in colpa. Il risultato? Per cena un’insalata e poi si torna a casa, apriamo il frigorifero per cercare qualcosa di commestibile. Frigorifero che contiene in ordine: pollo arrosto comprato già pronto e avanzato dal pranzo, una busta d’insalata già lavata, pane da toast, 2 bottiglie di birra e tortine alla carota. E mentre a mezzanotte passata addentiamo quel coscio freddo con una mano, mentre l’altra tiene appoggiata la testa, non pensiamo all’appuntamento andato davvero male, passato a sperare per tutto il tempo che qualcuno chiamasse per poi lasciare lui con una scusa del tipo “è andata a fuoco casa, la mia migliore amica ha improvvisamente litigato con il fidanzato, ha bisogno di me“. Riflettiamo solo su una cosa: il nostro carrello della spesa è triste. E abbiamo la consapevolezza che nella vita non potremmo mai partecipare a Masterchef. Junior.
Ma non è finita: dobbiamo avere i capelli in ordine, truccarci, spalmarci la crema anticellulite e tre diverse anti-age per il viso. Dobbiamo pensare alla cucina, al letto da rifare alla mattina, anche all’immondizia. Dobbiamo – in caso di figli – guardarci tutti i cartoni della Walt Disney quando vorremmo vedere solo l’ultima puntata di American horror story. Dobbiamo poi guardare tutte le partite di calcio, dal Campionato fino alla Primera Divisiòn. Nel peggiore dei casi, la Formula 1. Dobbiamo controllare il marito, fidanzato e qualche volta anche l’amante. Ci sentiamo in dovere di giustificarci se qualcuno ci fa notare: “Ma sei ingrassata?”. “No, sei te che hai perso la vista. E sappiamo tutti come”, dovrebbe essere la risposta. E poi si passa dalla fase adolescenziale in cui la domanda è una: “Ma sei fidanzata/Con chi fai l’amore?”, magari davanti ai tuoi che ancora credono tu sia con il vestito bianco da chierichetta anche a 20 anni, le mani a ‘mo di preghiera e l’aureola in testa, al “Ma quando ti sposi?”. E tu, a quella frase, ti senti un po’ morire, con una spada di Damocle pronta a cadere da un momento all’altro. Ora vi svelo un segreto: non tutte le donne sognano l’abito bianco. Alcune nero, un tubino alla Audrey Hepburn. Meglio se firmato Chanel. Ma soprattutto dobbiamo essere sempre per forza con il sorriso, simpatiche, bombe sexy pronte a esplodere a comando, brave a letto. Che poi dove sta scritto che una per forza deve essere simpatica, gentile, cordiale? Sulla Bibbia, sulla costituzione, sui Baci Perugina, sull’album delle figurine Panini? Ditemelo.
La conclusione? Tutta colpa degli uomini.
Che poi viste le loro domande, molti dei nostri problemi sarebbero spariti, dimezzati, inesistenti se solo rimanessero in silenzio. Del resto, avete mai visto parlare David Beckham nelle sue pubblicità? No. Lo mettono in mutande. Prendete ispirazione va.
Credits: weheartit – tumblr

Haute Couture Parigi e la dialettica della compostezza

Non c’è semplicità ma sofisticatezza e illusorietà, contro ogni senso di ordinario. L’Alta Moda di Parigi, così, si conclude tra suggestioni enigmatiche in cui la compostezza si mescola con la ridondanza di stilemi classici. Per una questione di fisica, di geometrie composite, di un’eleganza ispirata dal trascorrere del tempo. Di una dialettica continua tra passato e presente, tra ciò che è stato e quello che sarà attraverso stoffe, rouches e pizzi, in cui l’estro maggiore è dimostrato nell’artigianalità e nella cura di ogni minimo dettaglio e cucitura.
Una Haute Couture, quella della primavera/estate 2013, che delinea uno spirito contrapposto, ma composito alla ricerca di quelle ombre sempre meno nitide che celano le sfumature dell’anima femminile. Ispirazioni diverse, a volte, totalmente contrarie, così prendono vita.

Sono androgine, infatti, le collezioni di Ulvana Sergeenko e Atelier Versace. Ciò che viene rappresentato è una femminilità che impone la propria essenza attraverso capi legati all’universo maschile. Il total black, accompagnato da un make up deciso come quello dello smoke eyes, caratterizza smoking, blazer e camicie, che si perdono però nella seconda parte delle sfilate, quella dei capi da sera, in cui avviene un tripudio di sensualità dato da abiti inguinali, come nel caso di Sergeenko, o con tonalità accese mescolate con un gusto anni ’70, come in Versace. E questa visione così definita della donna, entra in contrasto con le proposte sulle passerelle di Eliee Saab e Zuhair Murad. Abiti e pelle: non c’è distinzione tra i due ma viene creata una dialettica spontanea tale che la stoffa si trasforma in una sorta di carne umana. Tessuto ed epiderma diventano un unisono per uno splendido spaccato creativo che rimanda alla mitologia classica. E non c’è, invece, mito in Jean Paul Gaultier che, al contrario, gioca con le avanguardie futuristiche del primo ‘900 che si miscelano alla perfezione con la cultura indiana. Il geometrismo più puro rivoluziona le forme più tradizionali con gonne lunghe in shantung arricchite di ruches o l’abito bustier classique, dai colori della terra di Siddharta. Cardamomo e zafferano, verde curry e paprika, beige e grigio, non solo creano suggestioni orientali ma rimandano agli odori di quelle terre ed ai paesaggi dell’India. E’ eterea illusione del fermarsi del tempo, invece, quella degli splendidi scenari, ispirati dalle novelle dei fratelli Grimm, di Christian Dior e Valentino. E’ desiderio ciò che viene espresso con abiti dalle tonalità cipria e pastello che avvolgono il corpo con volant e ricami idiomatici.
Ed è, così, che in questa Haute Couture viene esaltato l’incanto della compostezza.
marti
Glamour Marmalade
Facebook//Bloglovin’//Twitter//Instagram
Pics by Vogue – GoogleImage – Chanel News