Rossignol: active, comfort e raffinatezza

Da sempre il brand Rossignol evoca spirito sportivo ma anche comodità nel tempo libero con un occhio alle più recenti tendenze della moda. Durante l’ultima edizione di Milano Moda Uomo la maison ha riunito tutte le collezioni Rossignol Apparel sotto un unico simbolo dal forte valore evocativo: il loro Rooster che è diventato così identificativo del prodotto e sinonimo di eccellenza.

C’è chi sa rappresentare più di altri un’evoluzione stilistica pur rimanendo nel segno della continuità e della coerenza. Il marchio Rossignol è uno di questi, perché pur restando fedele alla sua filosofia secondo cui ciò che si indossa può essere sportivo ma anche alla moda, sa rinnovare i suoi tessuti e suoi tagli tanto da rendere anche “tecnici” i suoi capi.
Fondata a Voiron nel 1907, l’azienda Rossignol ha un logo immediatamente riconoscibile che è stato ingrandito su ogni pezzo della collezione autunno/inverno 2017/2018: il Rooster, un gallo dalla coda “folta”. La scommessa di questa nuova stagione è stata quella di allineare la ricerca della perfezione tecnica al gusto contemporaneo, associando così la funzionalità del capo alla sua estetica. Ecco quindi che giubbotti e piumini, pantaloni e maglie parlano di adrenaliniche discese sulle piste innevate ma anche di resort esclusivi e di ambienti modaioli. Lo stile è perfettamente sporty-chic, dove la performance dei materiali, dei colori e dei dettagli di stagione non è certo a scapito dello “chic”.

Le distintive bande grafiche di Rossignol, ispirate alle tracce lasciate dagli sci sulla neve, si sono trasformate in applicazioni di carbonio, disegnature color-block e originali trapuntature asimmetriche. I motivi camouflage nei toni del bianco e del grigio derivano dalle personalizzazioni stesse dell’attrezzatura sciistica professionale. Gli interni dei capi sono proposti in un particolare tono di blu ripreso dallo storico modello “Strato” lanciato nel 1964.

Lifestyle e alta quota, aperichic sulla neve e discese spensierate. Per gli amanti delle sensazioni forti, coloro che non si limitano a sciare piacevolmente tra le valli ma hanno bisogno della velocità per divertirsi davvero, la nuova collezione Rossignol prevede giacche dalla protezione più intensa ma dalla completa libertà di movimento. L’immagine dei capi è sofisticata e versatile tanto che è gradevole indossarli in montagna ma ance in città: i colori sono quelli del blu, rosso e bianco, i “primari” Rossignol, con inserti di nero, grigio, verde e arancio. I materiali sono i più sofisticati: mix di lane e neoprene, con effetti spalmati e lucentezze metalliche, il tutto con imbottiture calde a qualsiasi quota per giacche e giacconi. Lana merinos dalle finissime lavorazioni a intarsio e jacquard multicolor per la maglieria.

Photo credits: Ufficio Stampa Smith-Petersen.com

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Yves Saint Laurent, per l’autunno/inverno 2017-2018 la donna arriva dal futuro

Martedì 28 febbraio Yves Saint Laurent ha aperto il primo giorno di sfilate della Paris Fashion Week portando in passerella la collezione donna autunno/inverno 2017-2018

Yves Saint Laurent ha sfilato in passerella a Parigi martedì 28 febbraio, primo giorno della Paris Fashion Week. Dopo la conclusione della settimana della moda milanese, il mondo fashion si è spostato nella Ville Lumière. La maison di moda francese propone per la collezione prêt-à-porter Autunno/Inverno 2017-2018, tanta pelle e tanti look di una donna che sembra essere arrivata da un futuro lontano per mostrarci come ci si vestirà. Una moda strong, per una donna determinata e sicura di sé. Presenti anche look dal mood più sensuale con abiti, top e dettagli importanti che lasciano poco all’immaginazione. Lintera sfilata è un chiaro omaggio agli anni ’80 di Yves Saint Laurent rivisitati in chiave futuristica.

Yves Saint Laurent, per l'autunno/inverno 2017-2018 la donna arriva dal futuro

Anthony Vaccarello, il nuovo direttore creativo della maison, che ha debuttato con la collezione Primavera/Estate 2017 dopo un anno di collaborazione con Versus, ha proposto ben 105 look che riprendono in maniera chiara i simboli iconici dell’eredità di Monsieur Saint Laurent. “Ho voluto che questa collezione fosse come una rilettura, una reinterpretazione radicale di questo patrimonio“, ha raccontato Vaccarello. Le modelle hanno sfilato nel suggestivo cantiere in ristrutturazione dell’abbazia cistercense di Penthemont, sulla Rive Gauche della Senna, dove la griffe installerà il suo head quarter nel 2018; un autentico cantiere open space, chiara metafora lanciata dal designer: la griffe è under construction, in rinnovamento dei propri codici.

Yves Saint Laurent, per l'autunno/inverno 2017-2018 la donna arriva dal futuro

La sfilata si divide in due momenti; i look pensati per il daywear e i look più eleganti per la sera con protagonista assoluta la pelle rivisitata in diverse varianti. I dettagli sono enfatizzati e ricchissimi: morbide ruches giganti e taglio monoshoulder. Le proposte per il giorno sono decisamente easy ma super chic; jeans skinny e maglioni in stile anni ’80, cuissard in suedes con tacco a cono e abiti da cocktail con scollature e tagli asimmetrici in pelle, vinile, velluto e chiffon. In front row ad ammirare la collezione di Vaccarello: Eva Herzigova, Kate Moss, Jane Birkin, Catherine Deneuve, Charlotte Gainsbourg, Amber Valletta e Pierre Bergé, per più di vent’anni compagno e guida del grande stilista francese, oggi a capo della Fondazione Yves Saint Laurent.

Yves Saint Laurent, per l'autunno/inverno 2017-2018 la donna arriva dal futuro

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Federico Curradi, l’armonia dei contrasti per capi senza tempo

“Debutto col botto” a Milano Moda Uomo per Federico Curradi, ex direttore creativo di Iceberg Uomo che per la prima volta sulla piazza milanese ha presentato la collezione autunno/inverno 2017/2018 che porta il suo nome. I capi, dal taglio classico ma originale, di squisita fattura, tessuti naturali di grande qualità, hanno conquistato il massimo gradimento di appassionati di moda e operatori del settore, pubblico da sempre attento alle novità e nello stesso tempo abituato a livelli di eccellenza.

La gavetta paga. Lo sa bene Federico Curradi, arrivato al debutto milanese dopo anni passati a “farsi le ossa” negli atelier di Ermanno Scervino, Roberto Cavalli e poi Iceberg, dove ha convinto nel ruolo di direttore creativo della collezione uomo. Dopo la curiosità accesa a Pitti 89, lo stilista “fiorentino verace” è arrivato a Milano convincendo e stregando chi ancora non conosceva l’omonimo marchio.

In passerella capi dedicati a un uomo che ama sentirsi “libero” in ogni occasione, le cui regole sono spontanee e imprevedibili. Il contrasto tra ciò che è razionale e ciò che non lo è, tra conscio e inconscio, viene stemperato sapientemente dal designer in uno stile fluido che non permette classificazioni di genere a parte l’eleganza. “Streetwear e classic style” convergono in un’unica dimensione dando vita a un linguaggio universale e senza tempo, comprensibile a tutti, il cui denominatore comune è la qualità dei tessuti: lane a spina di pesce, alpaca, mohair, cashmere, gabardine e seta sono materiali preziosi che mettono d’accordo gli amanti dell’eccellenza e del comfort.

Piacevoli da sfoggiare ma soprattutto da indossare i cappotti-accappatoio dalle ampie proporzioni, i parka robusti, i maglioni avvolgenti che accarezzano la pelle a ogni movimento regalandole calore, le felpe oversize con cappuccio, le camicie fluide con tessuti da sciarpa, i pantaloni con doppia pince. La palette comprende le tonalità del nero, del grigio, del cammello, del verde militare e del blu oltremare. Mai come in questa occasione il marchio del brand si fonde con lo spirito della collezione: il lupo, animale notturno che affascina, inquieta e incuriosice, che esprime libertà e temperamento.

L’intenzione è razionale, l’istinto è irrazionale, ma Federico Curradi, entrando nella realtà parallela di un sogno, rende la conciliazione degli opposti delicatamente possibile. E anche se, per stessa ammissione dello stilista, ogni sua creazione è espressione di ciò che piace a lui e non di quello che risponde a logiche di mercato, inevitabilmente i suoi abiti hanno fatto presa sul grande pubblico, alla ricerca costante di uno stile personale che rispecchi anche le incertezze caratteriali.

Se ai sostenitori dell’”ecofriendly” piacciono i suoi materiali naturali certificati, prodotti da manifatture locali a km. 0, ai fanatici del lusso contemporaneo non sfuggono le rifiniture frutto di sapiente artigianalità e tradizione sartoriale del territorio. In un mondo dove tutto cambia rapidamente, dove l’immagine dell’uomo bello e dannato è già vecchia, la nuova tendenza è il vivere “healty” e vestirsi di conseguenza. Federico Curradi l’ha appreso prima degli altri e ne ha già fatto tesoro.

Photo Credits: Karla Otto Press Office

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Damiani: quando la moda è fonte di vita

Straordinaria iniziativa del brand di gioielli di lusso Damiani: per il secondo anno consecutivo “Metropolitan Dream” by H. Nakata, una “capsule collection” di gioielli dedicata all’uomo, permetterà a tanti villaggi africani di avere pozzi di acqua potabile. Parte del ricavato della vendita di questi preziosi infatti sarà destinato a “Clean Water”, il progetto promosso con “Drop in a Bucket”, “Una goccia nel secchio”, grazie al quale molti villaggi già hanno acqua per bere e per tutti quegli usi che a noi paiono scontati ma che in Africa garantiscono la sopravvivenza soprattutto ai più piccoli.

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Ormai sono coinvolti, spirito e corpo, in questa importante iniziativa che li rende responsabili della buona salute e della vita di centinaia di bambini africani e dei loro genitori. Giudo Damiani, presidente dell’omonima azienda italiana di gioielli superlusso e l’ex calciatore della Roma Hiroshi Nakata per il secondo anno consecutivo hanno presentato la linea di gioielli da uomo “Metropolitan Dream” i cui proventi contribuiscono a realizzare pozzi d’acqua potabile in Africa.

I due non si sono limitati a disegnare e produrre questi accessori dal gusto raffinatissimo ma si sono recati più volte nel continente nero per verificare di persona la funzionalità di queste strutture costruite grazie anche alla recente donazione di 50 mila euro: 60 pozzi in tutto, disseminati lungo il paese, fondamentali per garantire la sopravvivenza nelle aree in cui un bene prezioso come l’acqua è spesso e volentieri inaccessibile o limitato a bacini infetti. Purtroppo il consumo di queste acque impure e contaminate è causa di malattie e decessi soprattutto tra i più piccini. Ogni giorno un pozzo fornisce acqua potabile a oltre mille persone permettendone una vita più sicura. Il progetto si chiama “Clean Water”, promosso insieme a “Drop in the Bucket” e il programma prevede quest’anno l’apertura di dieci nuovi pozzi.

La “capsule collection” Metropolitan Dream by H. Nakata è il simbolo del gusto e della qualità della gioielleria Made in Italy, frutto dell’unione tra design innovativo e artigianalità, ricerca stilistica e passione per i dettagli. E’ grintosa, audace e decisamente maschile, anche se non saranno poche le “fashion victims” che “ruberanno” questi gioielli al compagno.

Contemporanea e versatile, questa collezione iconica è stata proposta in argento nelle finiture silver e black con diamantini a illuminare le superfici. I bracciali e i pendenti a croce ricalcano il concept della originaria collezione e descrivono una nuova esperienza manifatturiera firmata Damiani.

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L’argento lavorato secondo la raffinata texture Metropolitan restituisce ai gioielli una nuova portabilità. Sono accessori da scegliere tutti i giorni per definire con disinvoltura la propria personalità. Disponibili nella versione rigida o in quella con laccio di pelle intrecciata, si indossano da soli o abbinandoli, uno accanto all’altro, in decisi contrasti cromatici che giocano sull’alternanza fra argento naturale e black.

Un grande classico della gioielleria tradizionale maschile, come è la croce, rivela nella variante in argento la migliore espressione della lavorazione tipica della collezione. Le superfici dei pendenti finemente cesellate sono interrotte dalla presenza di dettagli che danno movimento al rigoroso andamento geometrico della texture.

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Spesso si accusa la moda di essere frivola senza dimenticare che il Made in Italy di lusso è uno dei settori che più contribuisce all’economia italiana e che maggiormente sostiene svariate cause benefiche: la ricerca contro le malattie come cancro, Aids e fibrosi cistica, il sostegno alle categorie più deboli della popolazione e, in questo caso, la fornitura di acqua potabile in zone disagiate. Ed è noto che l’acqua è fonte imprescindibile di vita.

 

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Franca Sozzani: la moda in Italia era lei

Lutto nel mondo della moda per la scomparsa di Franca Sozzani, storica direttrice di Vogue Italia, figura di spicco e testimonial del gusto tipicamente italiano nel mondo. Da tempo malata di cancro, se n’è andata a 66 anni: ne piangono la morte il figlio, Francesco Carrozzini, fotografo e regista, la sorella Carla, fondatrice dell’omonima galleria milanese, gli amici come Donatella Versace e le migliaia di lettori che dal 1988 non hanno perso un numero di “Vogue”.

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Si definiva “una pantera in lotta” Franca Sozzani: ed era vero, visto che dagli anni settanta, arrivata giovanissima a “Vogue Bambini”, ha scalato le tappe fino ad arrivare alla direzione della versione italiana del mensile più patinato del globo per non lasciarla mai più. Aveva personalità da vendere: c’è parecchio di vero in quelle “chiacchiere da caffè” che la volevano padrona delle sorti degli stilisti, dei grandi marchi e di tutti gli appartenenti al bel mondo del fashion system, modelle comprese.

Era la “Anna Wintour” di casa nostra, dotata di grande autorevolezza in materia di arte, fashion e design. Una donna che aveva fatto grandi sacrifici per arrivare sulla vetta del mondo. Suo figlio, presentando a Venezia il documentario “Franca: Chaos and Creations”, ha raccontato che sua madre per la moda aveva fatto tante rinunce a livello personale. A lei aveva dedicato questo lungometraggio che oggi, alla luce dei fatti, appare proprio un film-testamento. “E’ una lettera d’amore per lei”, aveva dichiarato in laguna Francesco, e ora capiamo il perché.

Franca Sozzani era malata da un anno di cancro: lo era già durante la kermesse cinematografica veneziana ma la “pantera” aveva fatto promettere a tutte le persone che vi avevano lavorato di mantenere il riserbo più assoluto. E quando Franca Sozzani ordinava, il mondo eseguiva. “Sono di sicuro una pantera”, aveva dichiarato una volta alla stampa, “ho lottato tutta la vita per quello che ho fatto, me lo sono guadagnato, la determinazione è la mia guida. Prendiamo Vogue, sulla carta doveva essere solo un giornale con bei cappotti e belle gonne, invece io l’ho usato per lanciare messaggi, appoggiare campagne”.

Era potente, lo sapeva, ma sapeva anche che questo potere le derivata dall’impegno: “Sono una donna che lavora parecchio e ho anche rischiato per ottenere le cose che volevo. Per tre volte mi stavano licenziando, ma se fai un lavoro in cui credi e se hai la fortuna che ti riconoscano le cose che hai fatto, allora a quel punto hai potere. Perché vuol dire che hai vinto tu”.

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Dopo la moda, come per la sorella Carla, l’arte era la sua seconda passione: fa sorridere il ricordo di lei al Miami Art Basel, rilassata, incuriosita, mentre girava nei vari padiglioni della mostra alla continua “caccia” di nuovi pezzi. “Avete visto il Picasso laggiù in fondo? Ora vado a vederlo, per quella tela farei follie. Meno male che c’è Carla che mi trattiene”. Oppure: “C’è Faye Dunaway, chissà cosa comprerà stavolta?” . Davanti a una scultura di Giacometti è rimasta dieci minuti buoni in contemplazione, girandoci intorno come un satellite.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala in una nota ha dichiarato che “Milano oggi perde una importante rappresentante di moda e di stile, italiano e non solo. Franca Sozzani è stata molto più di una giornalista di moda. La nostra città le deve molto. La ricorderemo sempre con affetto”. Commossa Donatella Versace, che su Instagram ha pubblicato il messaggio: “Ciao Franca, la mia amica più cara. Franca Sozzani per sempre nel mio cuore”.

Anche la politica ha voluto omaggiare una figura tanto importante per l’economia del nostro paese, visto che il made in Italy, e la sua promozione, sono fondamentali. Il Ministro dei beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini ha dichiarato: “Addio a Franca Sozzani, signora della moda, storica direttrice di Vogue Italia e modello di stile e tendenze in tutto il mondo. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo non solo nel campo della moda”: gli ha fatto eco il Segretario del Partito Democratico Matteo Renzi: “La ricordo piena di energia nelle tante iniziative fiorentine e milanesi di questi anni in cui abbiamo condiviso idee e progetti. E mi resta scolpito il suo coraggio e la sua tenacia di questi ultimi mesi. La ricorderemo anche per la voglia di amare l’Italia sempre e comunque”.

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