Vivere di sogni

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In amore non ci sono regole. Te lo ripetono da sempre e con il tempo ci hai creduto. Tutto è lecito e così ci provi, tenti e ritenti mettendo alle spalle il passato e inseguendo solo la logica del cuore. Fino a darlo quel cuore nelle mani sbagliate di chi lo riconsegna in frantumi, in mille pezzi che rimetterli insieme richiede un tale sforzo ogni volta. Che solo chi si è messo in gioco almeno una volta può capire. E più si va avanti e più si diventa schivi, meno ingenui e meno propensi a lasciarsi andare, anche solo per un istante. Il rischio è che quando si impara a correre da soli in questa vita, e vai prima a cento, poi a mille, non ti basta più chi ti rallenta ma c’è bisogno che qualcuno ti riesca ad afferrare. Che abbia il tuo stesso passo e battito del cuore. Perché, per fermarti, ne deve valere veramente la pena.

Impara a non accontentarti del niente,
spera che ci sia qualcuno di migliore,
qualcuno per cui valga la pena aspettare,
qualcuno che è semplicemente tuo. Per sempre.
Se così non fosse, almeno vivrai di sogni.
Ed è meraviglioso così.

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Fine di un amore

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Quando vengono lasciate, le donne diventano ostinate. Talmente ostinate a recuperare il rapporto, l’amore o l’idea di una relazione, che dimenticano l’essenziale: se stesse, convinte che “per amore” si sia autorizzate a fare di tutto, compreso lottare. Così vivono giorni, settimane e mesi a rincorrere lui perdendo forze ed energie, studiando strategie e controllando ogni suo movimento, con whatsapp che diventa un’ossessione come se l’essere online di lui cambiasse qualcosa. “Devo lottare per amore“, si ripetono quando lottare per amore é giá un controsenso di per sè. Si dovrebbe lottare per un ideale, un principio, per un lavoro, per le idee. Ma non per amore o quanto meno non per un amore per giunta finito. Non raccontiamocela, smettiamo, vi prego. Di torturarci e torturare, di toglierci la dignità nell’aspettare qualcosa che molto probabilmente non ci sarà, di aver paura di mancarsi. Poco importa che crediate sia l’uomo della vostra vita, che siate innamorate, che non crediate alle sue giustificazioni, convinte che sia ancora innamorato di voi. La veritá è che se lo fosse, non vi lascerebbe andare. E, nonostante tutte le varie motivazioni, quello che conta davvero è semplicemente il risultato. E il risultato è che lui non vuole stare con voi. Perció la cosa migliore che potete fare è ringraziare, prendere le vostre cose, mettere tutto in valigia e chiudere la porta lasciando lui e le vostre convinzioni alle spalle con orgoglio e rispetto di quello che è stato. E (ri)cominciare. Nessuno dice che sia semplice e indolore, anzi. Starete male, a pezzi. Ma almeno avrete la vita nelle vostre mani. E in quelle del destino: se sarà scritto, le vostre strade si incroceranno ancora o molto probabilmente incontrerete un altro che aspetta solo che voi siate pronte a un’altra possibilità, a vivere un’altra favola.

A proposito, nelle favole, a lottare per amore è sempre l’uomo. Mai la donna.

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Chewingum

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Dicono che non conoscerai mai bene la persona che ami finchè non ne capirai i difetti e imparerai ad apprezzarli. Mi sono sempre chiesta come fosse possibile, come potesse succedere. Perchè le persone si amano per una serie di concatenazioni astrali che non prevede di “innamorarsi del peggio”. E’ solo una delle tante favole raccontate, una scusa per non vedere le differenze abissali caratteriali, di vita. Una favola un po’ come quella che esiste un unico amore nella vita, quando sarebbe più corretto dire “che sì esiste un amore ma per ogni momento della vita”. E, credetemi, ce ne sono talmente tanti ma in nessun caso e da nessuna parte è prevista la sopportazione dell’altro. Che poi quando si ama una persona, si tende talmente tanto a idealizzarla da non vedere nulla, nemmeno la messa in piega appena fatta. Figuriamoci i difetti. E poco importa che tutti te li facciano notare. “E’ una irrimediabile stronza maleducata, irrispettosa di tutto, compresa di te”, ti ripetono. Inutile, non lo vedi o non lo vuoi vedere. Perchè l’amore non va di vista e nemmeno di logica, va di cuore.

Ma c’è un momento in cui scatta qualcosa e l’altra persona la vedi così come è, senza difese d’amore. Non si conosce, infatti, mai bene l’altra persona fino a quando non ci sarà un periodo difficile, complicato, irrisolto. Paradossalmente non conoscerete mai bene l’altra persona fino a quando non sarà finita o non sarete in procinto di dirvi addio. Con i suoi atteggiamenti, i suoi modi di fare che vedrete dall’esterno, in prima fila come foste a teatro, notando cose che prima non avevate visto. Il modo di camminare, il sorriso accennato, gli occhi che magari hanno sempre quel velo di tristezza, i capelli mai in ordine, la dolcezza. Vi mancherà e magari la ricercherete. Oppure l’arroganza, la volgarità nell’anima e la maldicenza cercando di screditare gli altri per avere ragione, dimenticandosi che  se il rispetto ci vuole mentre si sta insieme, non è meno importante il dopo, senza sputare su una storia come fosse la Big Babol appena masticata. In questo caso ringrazierete ogni singolo giorno che sia finita e se, mai dovreste tornarci insieme, sarete solo un chewingum calpestato. Nulla più.

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Mai dire mai

mai-dire-mai C’è dubbio, insicurezza, curiosità insensata, mai innocua, mai banale o scontata. Mai come “mai dire mai” che le amiche ci ripetono finita una storia con la delusioni,i ripianti, la voglia di chiudere una parentesi e gettarsi con i piedi leggeri, come se sfiorassero la sabbia e poi l’acqua del mare, in un’altra storia. Che chiodonon schiaccia chiodo, però aiuta a non pensare quanto meno. Con tutte le promesse del non ricascarci che vengono giurate e spergiurate. E con l’attesa che il portone si apra dimenticandosi della porta, facendo dei giri immensi per poi tornare sempre lì.

“Mai dire mai”, dicono le amiche. E hanno ragione. Perché poi finisce che tutte le promesse vengono rinchiuse in un cassetto chiuso a chiave da un semplice messaggio, uno sguardo, una serata a base di vodka e di vino bianco. Che quello che ci spinge a riprovarci con un ex è la sensazione di aver fatto tutto il possibile per una storia, più che per noi stesse.

(Una volta sola però, poi basta)

Ogni tanto una serata passata a casa ha quel che di straordinaria ordinarietà. Prendi un mercoledì, anzi un freddo mercoledì di fine ottobre, con l'euforia di tanti per Halloween alle porte. Di tanti tranne la mia. Una tisana e pantofole di pelliccia con leggins e maglione. Le gocciole e i cereali ai frutti di bosco nei contenitori trasparenti sul tavolo. Perchè tutto sia pronto per domani mattina a colazione. E un film. Che in televisione non è vero non ci sia mai niente da guardare che non sia X-Factor. Prendi su canale 5 questa sera "Quasi amici - intouchables". E, se non l'avete visto, lasciate perdere qualsiasi riferimento all'amore. Che noi siamo fissati con il romanticismo, non riuscendo a vedere, come se fossimo dietro a un vetro appannato, che ci sono altre emozioni e relazioni e questioni di cuore che vale la pena vivere. Vedi l'amicizia.

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