September issue

settembre

Settembre è il ritorno a casa dopo mesi di pazzie, di serate passate a ballare a piedi nudi, di notti trascorse a contare le stelle aspettandone una cadente per esprimere un desiderio. Che di sogni qui ce ne sono tanti e a forza di rincorrerli ci si perde in mille strade, in mille luoghi lontani.

Settembre è la voglia di castagne, delle canzoni di Venditti, di tornare al cinema a guardare un film romantico, della fine di Saturno contro per i Gemelli, è la voglia di passare le serate su un divano a chiacchierare fino alle 5 della mattina con le amiche di una vita, di starsene sotto il piumone intrecciati senza parlare che le parole non servono quando dicono tutto le emozioni, da vivere in silenzio come se non ci fosse un domani. Che solo il presente vale la pena vivere in ogni istante, come se fosse la prima volta che respiri provando ad allentare la presa, a lasciare andare le difese che ci fanno rimanere immobili.

Ma poi mi dico che la tranquillità di settembre non fa per me, che l’estate is a state of mind. E ben vengano i bicchieri di vino rigorosamente bianco, i mutamenti del cuore e della mente, le canzoni stonate, gli sguardi che si incrociano, la voglia di vivere che non è mai abbastanza credendo che dopo tanta pioggia, c’è sempre l’arcobaleno. E che nemmeno settembre e l’arrivo dell’autunno, fanno cambiare chi nell’anima è folle, dannatamente folle.

Bentrovato così settembre.

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Corri

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E’ che dovremmo capire, fermare a rifletterci, vedere le cose da più prospettive quando ci sentiamo persi. Analizzarle con un pizzico di ragione. Q.b. – quanto basta – si direbbe se parlassimo di ricette in cucina. Senza bisogno di interpretare però. Guardare la realtà esattamente così come è. E poi decidere  per correre nella direzione che abbiamo scelto non con la ragione però. Che alla fine l’ultima parola c’è l’hanno sempre le ragioni del cuore. Correre, pure con i tacchi, tra gli sguardi dei passanti che si chiederanno dove staremo andando e il perché. Con quegli occhi addosso che sono quelli della curiosità. E neanche ci accorgeremo di loro, continuando a correre esattamente dove abbiamo deciso di andare. Che il destino è lì dietro l’angolo ma spetta a noi afferrarlo,  prenderlo per mano e decidere di portarlo esattamente dove noi abbiamo deciso che sia la destinazione. Senza mai paura di cadere.

E che tutti i nostri perchè, tutti i nostri discorsi, le lunghe telefonate, le conversazioni, i chiarimenti e le perplessità, le storie e gli affari di cuore. Ma anche quella minigonna in vetrina che potrebbe stare bene solo a Kate Moss, tutti gli istanti passati a scrivere su whatsapp e le ore trascorse per aspettare una risposta, tutte le indecisioni che abbiamo sullo smalto, su quello che mangiare per cena, sul taglio di capelli, la conclusione è sempre la stessa. “Se vuoi una cosa, va e prendila”. E che in fondo, c’è una Kate Moss in ognuna di noi.

(Compratela quella minigonna)

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Pitti Immagine Uomo: ecco la preview della collezione F/W 14/15 di Campomaggi

Una vocazione in netto contrasto con l’oggi dove tutto si crea e si consuma con estrema rapidità. Questo è Campomaggi.
Pezzi unici che raccontano la tradizione artigianale e l’eccellenza del Made in Italy che saranno presenti a Pitti Uomo. Shopping in vacchetta tinta in capo, stampata cocco.

Interno sfoderato, con 2 tasche in canvas e inserti in pelle. Da portare a mano o con la tracolla regolabile.

Borsa in vacchetta tinta in capo, con interno foderato in cotone. Dotata di sei tasche frontali con chiusura a bottone e una tasca a zip verticale sul retro. Da portare anche a tracolla.

Belle vero?!