Davines, la mia hair routine e lo shop online

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Sul complicato rapporto tra l’universo femminile e la sua chioma potrei scrivere un trattato e non sarebbe comunque esaustivo. Sì perché i capelli sono per noi donne da sempre croce e delizia, li curiamo, li coccoliamo, li facciamo crescere con tanta fatica, rifuggiamo le doppie punte, ma basta un momento di instabilità emotiva, una crisi, una giornata storta in ufficio ed ecco che andiamo dal parrucchiere, fermamente decise a cambiare look e guai a provare a distoglierci dal proposito.

Così li tagliamo, li tingiamo, li decoloriamo, siamo orgogliose del nostro coraggio, ci sentiamo alla grande. Poi ci guardiamo allo specchio l’indomani mattina e ci pentiamo amaramente dell’insano gesto. Disperate ci chiediamo in lacrime perché lo abbiamo fatto, cosa ci è passato (letteralmente) per la testa, riguardiamo vecchie foto e ci troviamo meravigliose.

Tornare indietro non si può, certo, almeno non subito e così tutto quello che possiamo fare è dare la colpa a quel maledetto del parrucchiere, che come le sirene di Ulisse, ci ha tentato, incantato, raggirato, promettendo di renderci favolose.
Per fortuna però, i colpi di testa (e di forbici) non sono all’ordine del giorno e di norma, ciascuna di noi ai propri capelli ci tiene, li coccola e se ne prende cura. Io ad esempio dopo anni passati a cambiare continuamente prodotti per capelli, ho trovato quello che fa per me, o meglio per loro, ovvero i prodotti Davines.davines_haircare
L’incontro è stato quasi casuale, nel salone di un parrucchiere la scorsa estate li ho provati e me ne sono innamorata, non una passione temporanea ma un amore travolgente, totalizzante, tanto che in un colpo solo ho portato con me a casa shampoo, conditioner e hair milk che mi hanno tenuto compagnia tutta l’estate e mi hanno letteralmente salvato i capelli, messi a dura prova dalla lunga estate sicula, fatta di bagni al mare, in piscina e continuamente esposti al sole in spiaggia come in città. Non potendo ritornare nel salone dove li avevo acquistati per questioni logistiche, mi sono affidata al Davines shop Online e, terminata l’estate, in autunno ho abbandonato la linea “SU” e ho optato per la linea Essential Haircare MINU specificamente pensata per capelli colorati.

La mia prima esperienza è stata positivissima: spedizione rapida e sito ben navigabile. I prodotti, shampo, conditioner e hair mask, sono arrivati in perfetto stato grazie ad un imballaggio a prova di corrieri maldestri e sono diventati i miei fedeli alleati. Il quid in più di questi prodotti è che sono creati nell’assoluto rispetto dell’ambiente con ingrendienti e formulazioni di origine naturale ed ecocompatibili. Se visitate il Davines shop verrete colpiti anche dal packaging, minimal e a impatto zero. Le confezioni dei prodotti Davines sono realizzate infatti con plastiche ad uso alimentare questo vuol dire che una volta terminati non vanno gettate via, ma possono essere adottate successivamente come contenitori porta-oggetti o magari come vasi per piante.

Io ho optato per questa seconda vita per i contenitori della maschera e del conditioner, riempiendoli di terra e interrandoci le mie piantine succulente. Anche questo è riuso, no?
I miei capelli ringraziano e il Pianeta pure.


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Prendi il tuo cuore, fallo in mille pezzi

sogni
Siamo questo ogni volta che rincorriamo ciò che vogliamo, anche fosse un amore. Alla ricerca di qualcosa che seguiamo con volontà. Sogni e obiettivi che ci rendono vivi, facendoci uscire dall’immobilismo di una connessione wi-fi, di un iPhone e di una batteria scarica. Che i messaggi dovrebbero servire solo da cornice alle emozioni, con poche parole. Ti penso, mi manchi, ti voglio qui. Servono i silenzi, a volte. Davanti a un bicchiere di vino bianco con la musica in sottofondo. Le note di The power of love. Ed è proprio la forza dell’amore a darci coraggio, a purificare l’anima per la rincorsa smisurata in quello che ci rende felici. Respira, buttati, non guardarti indietro ma sempre avanti. Perché i sogni vanno rincorsi e poi afferrati per mano per stringerli forte e per sentire il battito del cuore esplodere. Il tuo.

Prendi il tuo cuore, fallo in mille pezzi.
E lancialo tra le stelle.
Prima di ricominciare a rincorrere un altro sogno ancora.
E poi un altro ancora.

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Prima il marito o i figli?

La maternità non ti cambia la vita. Te la stravolge. Manda a quel paese ogni equilibrio costruito con fatica oppure no. La maternità è un punto 0. Un nuovo inizio. Un cammino da condurre con le persone adatte. Perché la maternità è prima di tutto un affare di famiglia. Il papà in tutto ciò?

Il portale del Huffington Post ha pubblicato la lettera di una mamma diventata virale in tempo record. Si chiama Amber Doty e dichiara “mio marito verrà sempre prima dei miei figli” o ancora “se possiamo permetterci solo una vacanza all’anno, ci andiamo da soli” questo perché dedicarci sempre in primis al proprio marito sarebbe il motore di una relazione felice, facendo diminuire le probabilità di divorzio e di conseguenza assicurando una famiglia serena, di riflesso, anche ai propri figli.

Il marito deve venire sempre prima dei figli?

Io non sono d’accordo. Anzi. Questa lettera mi indispone. E ora vi dirò perché.

Alcune mamme dicono: “il marito l’ho trovato per strada. I figli? Sono sangue del mio sangue“,

Sì, ma non troppo.

L’amore nella coppia, non ha nulla a che vedere con l’amore per i figli. Sì, è vero, diventare mamma ti fa scoprire un amore mai provato prima. Di una rara intensità. Un amore puro che parte dal più profondo. Viscerale. Vero, tutte le mamme o quasi hanno pensato almeno una volta di non aver mai conosciuto un amore così forte. E magari di aver “finalmente” scoperto l’amore “vero”.

Eppure io continuo a pensare che siano due amori diversi che non possono essere comparati nè affiancati. Semmai si completano. Da una parte un amore fisico, alla pari. Dall’altra un amore legato anche dalla protezione, dall’accudimento. Dalla trasmissione.

Ecco perché compararli non ha senso.

Il marito prima dei figli? Anche no!

Il rapporto di coppia è per ovvi motivi potenzialmente più fragile e a rischio, e va preservato, sempre. Ma siamo sicure/i di farlo nel modo giusto?

In quanto mamma bazzico più o meno spesso e volentieri, più o meno felicemente in numerosi gruppi legati alla maternità. Gruppi che molto spesso, raccontano molto meglio di chiunque cosa significhi essere mamma oggi. Gruppi riflesso della società odierna e delle sue (nuove) mamme.

Oggi la maternità è anticipata o posticipata. Ci sono molte mamme di 20 anni così come altrettante di quaranta. Mamme e donne. Donne che si prendono cura di loro stesse. Giustamente.

Donne che non tralasciano la manicure, la palestra, e che esigono il diritto all’emancipazione. Donne che ancora hanno sogni e non stentano a realizzarli.

Eppure… donne capaci di commenti del tipo: “se non la dai a tuo marito, non lamentarti se va a cercare altrove“. “La coppia va preservata, e se poi lui si stufa?“, “non lamentatevi poi delle corna!

La stessa Amber, autrice della famosa lettera, scrive: “io ritengo che l’impegno nella relazione con mio marito possa essere di beneficio per l’intera famiglia. Mettere al primo posto le sue necessità, farà diminuire le possibilità di divorzio“.

Eh no cara Amber! Possibile che al giorno d’oggi la stabilità della famiglia e della coppia incomba soltanto alla donna? Una donna deve essere mamma e moglie. Donna e amante. Deve accudire e soddisfare.

E i papà?

Fino a prova contraria un figlio si concepisce in due, e da quei due deve essere cresciuto.

Credo che dare l’esempio di una relazione sana ai nostri figli possa aiutarli nei loro rapporti futuri” continua Amber nella sua lettera. Io aggiungo che l’esempio che vorrei dare ad entrambi i miei figli, a mio figlio e a mia figlia, è quello di una famiglia alla pari. Insegnando loro che una famiglia si costruisce insieme. Che una coppia si preserva insieme. Che non esiste chi viene prima e chi dopo. Dovrebbero soltanto esserci amore, collaborazione, rispetto.

Il tempo per la coppia è sacro. Ed appartiene a mamma e papà. Così come appartiene ad entrambi l’impegno di preservare e coltivare l’amore.

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In cerca di cose belle

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Dovremmo andare in cerca delle cose belle, di quelle che fanno stare bene solo a guardarle. Fosse anche una semplice giornata di sole, del profumo della pioggia, delle nuvole che sembrano zucchero filato. Di un rossetto rosso che dà sicurezza per rimetterlo una, due, tre volte durante la giornata. Non dico lo smalto che tanto dopo cinque secondi già è sbeccato, non so se succede anche a voi. Quelle cose belle come un viaggio improvvisato e poco importa dove, conta con chi. Senza pensieri, senza paura e senza la nostalgia che ti porta a non lasciare andare i ricordi. Belle come i capelli lunghi in una treccia che cade sulla spalla, un chiodo in pelle e un jeans strappato, meglio se boyfriend. Come un gelato alla stracciatella e rigorosamente con panna, che poi alla prova costume non siamo mai arrivate come avremmo voluto. E il lato b perfetto lo lasciamo a Gisele & Co, che poi vanno ora anche di moda le curvy. Quindi che curvy sia. Cose belle come “essere al posto giusto nel momento giusto”, per qualche strano caso del destino, improvvisamente come quando ascolti una canzone per la prima volta e ti piace. E dovresti tu sentirti meravigliosa, come non mai, ogni volta che c’è lui che ti guarda come se di fronte avesse la cosa più bella che esista al mondo.

Che se ci fate caso, ne sono convinta, ognuna di voi ce l’ha a fianco.

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Vivere di sogni

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In amore non ci sono regole. Te lo ripetono da sempre e con il tempo ci hai creduto. Tutto è lecito e così ci provi, tenti e ritenti mettendo alle spalle il passato e inseguendo solo la logica del cuore. Fino a darlo quel cuore nelle mani sbagliate di chi lo riconsegna in frantumi, in mille pezzi che rimetterli insieme richiede un tale sforzo ogni volta. Che solo chi si è messo in gioco almeno una volta può capire. E più si va avanti e più si diventa schivi, meno ingenui e meno propensi a lasciarsi andare, anche solo per un istante. Il rischio è che quando si impara a correre da soli in questa vita, e vai prima a cento, poi a mille, non ti basta più chi ti rallenta ma c’è bisogno che qualcuno ti riesca ad afferrare. Che abbia il tuo stesso passo e battito del cuore. Perché, per fermarti, ne deve valere veramente la pena.

Impara a non accontentarti del niente,
spera che ci sia qualcuno di migliore,
qualcuno per cui valga la pena aspettare,
qualcuno che è semplicemente tuo. Per sempre.
Se così non fosse, almeno vivrai di sogni.
Ed è meraviglioso così.

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