Giocatela (in amore)

GettyImages-541083623Io credo che sia sempre la paura a fotterci. In amore, in amicizia in qualsiasi situazione che possiamo immaginare. La paura di sbagliare, di ricevere un no, di una reazione, di una parola di troppo o di una di meno. Di fare km per ritrovarsi davanti lei o lui e non dire nulla, di cambiare casa, città e vita presi dalle abitudini. Svegliarsi alle 7, mangiare alle 13, staccare alle 18.30 e aperitivo alle 19.15, cena alle 20.30. Immaginatevi, invece, di dimenticare i buoni propositi e di rivoluzionare il vostro destino. Dormite sul divano fate l’amore alle 13 del pomeriggio al posto di mangiare, cantate a squarciagola (non fischiate che è così volgare, cantate anche canzoni di cui non conoscete il senso ma vi piace il ritmo), sedetevi di notte sul terrazzo a contare le stelle o, se riuscite, andate in spiaggia che di notte è così affascinante. Ignorate chi se lo merita, rispondete agli insulti con il sorriso e l’indifferenza di chi sa di fregarsene, parlate ma senza sprecarle le parole, siate diretti, semplici e ragione con il cuore. Bevete una birra, rubate baci, rivoluzionate il vostro destino. E non abbiate paura: tutto quello che vi circonda, ogni scelta, come – e soprattutto – l’amore, ha bisogno di coraggio.

(Per dire, ho conosciuto donne e uomini che per paura si sono accontentati.
E sono ancora lì ad arrovellarsi il cervello, a distruggersi il cuore.
Non vorrete fare la stessa fine)

Giocatela (in amore)

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Disadattate in cerca d’ amore

disadattate in cerca d'amore

Corriamo, ci sbattiamo, studiamo, pensiamo. Ci confrontiamo, facciamo serate e disastri in notti che hanno il sapore di menta, il rumore di parole che si ripetono e il più delle volte hanno il gusto della paura. Paura di quello che sarà, di come dovrebbe essere, di un salto nel vuoto. E poco importa che sia nelle relazioni, in amicizia o nel lavoro o in qualsiasi situazione che rientri nella sfera della quotidianità, in quella vita fatta di abitudini. Ti svegli la mattina, spegni la sveglia, controlli il cellulare ancor prima di alzarti. Ti lavi i denti, la faccia, metti una crema idratante, ti levi la t-shirt bianca per dormire che indossi d’estate, prendi le prime cose che trovi dall’armadio. Controlli le email, scrivi, lavori, pensi, tremila chiamate tranne quella che aspetti, messaggi su whatsapp. Pranzi, ti rimetti al lavoro, a fine passeggiata le lunghe passeggiate che tu non sei tipo da palestra, da quattro mura in cui ti senti rinchiusa, mancare l’aria. La musica e l’aperitivo con le amiche. Le abitudini spaventano. Ma la verità è che, nonostante tutto sia una ripetizione costante di eventi e di situazioni, di dejavù continui, la vita è meravigliosa se c’è qualcuno con cui condividere ogni singolo giorno. Siamo disadattate in cerca d’amore.

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Vorrei, non vorrei, ma se vuoi

Il latte alla mattina, le torte e tutti le meringhe del mondo
che non prenderanno mai il posto dei marshmallow.
Troppo colorati, belli, morbidi. Troppo buoni caldi, soprattutto caldi.
E i pensieri di un lunedì mattina che sembra un venerdì qualunque.
“Chi ama si sente in pericolo*.
E dovremmo sentirci in pericolo tutti i giorni, neanche fossimo in un campo di battaglia,

manco fossimo in trincea. Senza difese.
Mai del tutto inermi però.
Dovremmo avere paura. Quella paura che non ti fa indietreggiare, ma ti porta a rischiare.
A rimanere a volte senza cuore. Ma che ti fa sentire così dannatamente vivo. Nell’anima.
Se così non fosse? Il limbo. Fatto di attese, di
tutte le parole non dette e quelle sussurrate.
Di tutte le cose non fatte e di quelle che avremmo potuto fare.
Dei baci – rubati – non dati che rimangono nell’aria.
Di tutti i vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Il limbo degli amori a senso unico.
E mentre tu imparavi a non poter stare senza di me, io cosa facevo?
Imparavo a non aver bisogno di te.
Come un abito fuori moda, come un’amicizia persa, come una canzone dimenticata.
Come in un film, una di quelle commedie americane, in cui tutto viene ribaltato.
Quando è il momento, prendimi e portami via. Poi è tardi.
Che in amore non vince chi fugge. Ma chi resta.

(*Dal film “Yves Saint Lauren” visto in anteprima a Roma con #Wella)
#feelwella
Pics by instagram @glamourmarmalade – weheartit

 

Però restiamo amici

L’uomo è strano, è uno di quegli esseri incomprensibili. Sesso, mangiare, calcio, tradimenti = attimi di distrazione. Così potrebbe essere riassunto l’universo maschile in poche parole. Servono giusto un paio di secondi. Ma, in tante certezze, c’è un aspetto che rimane un mistero dalla notte dei tempi ed è quella frase che preannuncia la tragedia. Alla fine del discorso “diretto”, senza neanche tanti giri di parole, “Ti lascio”, la classica frase pronunciata subito dopo, “Però rimaniamo amici”, suscita quel senso di fastidio, una specie di orticaria, paragonabile solo alle espressioni di Rachida a Masterchef. E tu vorresti aver preso da bambina lezioni di wrestling in quel momento, non di balletto classico. Sappiate, uomini, che mentre voi pronunciate quelle precise parole, però rimaniamo amici, noi stiamo solo pensando a come uscirne con stile ed è sempre in un unico modo: alzare i tacchi e andare, lasciandovi lì. E lo sappiamo fare davvero bene.

Vorrei chiarire una cosa: detto che la maggior parte delle storie, circa il 99%, finiscono per un motivo, il tradimento, con il 70% dei casi che viene nascosto con giustificazioni del tipo ho bisogno dei miei spazi, sei troppo gelosa, ho un blocco, e con il 15% invece che viene dichiarato dopo ore di interrogatorio e il 4%, sfigato, che è stato beccato in flagrante di reato nel letto matrimoniale, non si può rimanere amici. Mai, almeno se non si è confuso l’amore con l’amicizia. Perchè, non per altro, ma con gli amici si fa tutto quello che si fa con un ragazzo tranne, e sottolineato tranne, andare a letto insieme. La differenza in apparenza è labile, sottile ma è in realtà un abisso. Ora, cari uomini, per farvi capire il concetto: ma voi che squadra tifate? Inter, Juve, Milan? Ma se aveste Messi in squadra e a fine stagione, a distanza di 6 mesi, si può dire appena comprato, se ne va non in un’altra squadra qualsiasi, ma in quella avversaria storica per eccellenza, tipo dalla Roma alla Lazio, voi, sinceramente, gli direste rimaniamo amici? Come minimo andreste alla stadio con tanto di striscioni, sareste incazzati come le iene e esultereste in caso giocasse male. Ecco è esattamente quello che proviamo noi ma senza striscioni allo stadio, per dire. Incazzate e con la preghiera, prima di andare a dormire, che giochiate in maniera pessima le vostre carte. Tra le lenzuola si intende e anzi preferiremmo proprio un cartellino rosso: quello dell’attuale amante che, nella prima serata di intimità, vi caccia dal campo non degli 11 metri, ma al massimo dei 200 cm. Quelli del letto.
Pics by weheartit



Caring, eclectic e unusual – Vlab store

Una gonna oro e un crop top un po’ baracco. Una versione futuristica di questo look. Non potrebbe essere altrimenti con Vlab store, uno spazio che guarda al futuro. Un futuro fatto di moda e di tendenze che guardano al di là dei tempi e delle logiche. E così ho deciso di presentarveli, Angela e Valerio, con un’intervista per scoprire lo stile che sarà e il loro mondo Vlab. Caring, eclectic e unusual.
Come nasce Vlab?
Il Vlab Store nasce dalla sincronia di due persone che hanno in comune non solo un progetto di vita e lavorativo, ma anche degli interessi tali da poter essere riversati in quello che ogni giorno si crea: la musica, le sub­culture, i romanzi d’autore, la tradizione nordica e la ricerca di tutto ciò che ci affascina sono ciò che ci smuove e ci permette di ampliare il nostro orizzonte. L’ispirazione non può che non nascere da noi stessi, quindi, dai nostri desideri, dai nostri percorsi professionali precedenti. Ci piace sapere che i nostri amici, i nostri ospiti, possano toccare con mano ciò che facciamo e respirare la passione con la quale abbiamo costruito questo spazio, la stessa passione che ci permette di stimolare una crescita nel tempo.
Come definireste lo stile dello store?
Un po’ per scherzo, un po’ per render nota la nostra identità, ci siamo affibbiati degli aggettivi che contraddistinguono il nostro store: caring, eclectic e unusual. Ci piace l’idea di poter comunicare in questo modo il nostro modo di essere e di lavorare. Ci prendiamo cura dei nostri clienti, siamo sempre attenti alle loro esigenze , li coccoliamo, instauriamo con loro un rapporto più sincero, che spesso sfocia in amicizia; è per questo che abbiamo scelto l’aggettivo caring. Il Vlab store, inoltre, è nascosto dal circuito cittadino più commerciale quasi per preservare l’unicità delle scelte che propone, è un luogo in cui trovare degli abiti stravaganti così come dei pezzi basic da mixare. L’ambiente viene costantemente rinnovato, oltre che nell’offerta merceologica, anche negli spazi, sempre in base alla nostra ricerca quotidiana. Siamo eclettici proprio in questo: non seguiamo le tendenze più commerciali, offriamo una amalgama di stili e di elementi differenti. Parte dell’esperienza del Vlab Store è anche il costante monitoraggio dei designer emergenti, nazionali e internazionali; questo è uno dei punti di forza che ci aiuta a plasmare la nostra realtà. Tutti i designer con i quali collaboriamo sono selezionati in base al nostro gusto personale: siamo,purtroppo o per fortuna, clienti stessi prima che buyer. Siamo certi di poter annoverare tra i nostri brand alcuni nomi ancora poco noti ai più, ma in cui abbiamo creduto sin dall’inizio. Ciò che si può trovare al Vlab Store è, pertanto, unusual, insolito, non comune, diverso da ciò che facilmente si vede altrove; un po’ come i nostri clienti, unici, eccentrici e fuori dall’ordinario.
A chi si rivolge? Principalmente è moda femminile, pensate anche alla maschile?
Cerchiamo di non trascurare affatto la moda maschile. Crediamo sia importante offrire una valida alternativa. Purtroppo, in giro c’è una tale monotonia e poca offerta per gli uomini. Il nostro scopo è proprio quello di tentare di colmare questa lacuna proponendo dei capi e degli accessori irriverenti.
Parliamone di tendenze: cosa consigliereste di acquistare e cosa andrà di moda per la prossima stagione?
Già dalla stagione P/E 2013 abbiamo fortemente creduto nelle tonalità pastello. I trend in Italia partono sempre un po’ in sordina, ma abbiamo voluto abituare i nostri clienti all’idea di poter trovare da noi ciò che sarà in voga l’anno successivo. E così è stato. Per questa stagione prevediamo e insistiamo, quindi, con il rosa, in tutte le sue sfumature, dal pesca al big bubble, da mixare però tassativamente con accessori più forti, specie con delle scarpe come quelle del brand The Whitepepper. Inoltre, con nostro immenso piacere, son tornati in auge gli anni Novanta: vai, quindi, di crop­top, shorts e pantaloni a vita alta, scarpe platform per creare uno stile un po’ grunge. Per l’uomo, invece, crediamo nei volumi e nelle lunghezze rivisitate, nelle geometrie nette create dalla contrapposizione di bianco e nero e da alcuni motivi presi dal mondo dei tatuaggi old school, già accennati, per l’appunto, nella collezione della stagione che sta per concludersi.
Per una donna mai senza?
Mai senza rossetto, rigorosamente nero o rosso, e il chiodo un po’ oversize da indossare con abiti dalle linee pulite.
Pics by A. O.