Libri: i 10 titoli più venduti nel 2017

“6 italiani su 10 non leggono nemmeno 1 libro all’anno”.

Il delicato punto della situazione culturale in Italia, che stando all’indagine Istat, al Sud peggiora, arrivando a superare il 70% di persone che non amano leggere libri.

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E se leggono, gli italiani, cosa leggono?

A rispondere alla nostra domanda ci pensa Amazon, leader mondiale per la vendita online di libri, che ci svela i 10 libri più venduti nel 2017.

Vincono senza dubbio i romanzi d’amore e i titoli italiani, mentre vanno fortissimo anche i volumi dedicati al food e quelli per il benessere. Ritornano in voga anche i grandi classici per adulti, ma anche quelli per bambini, come “Il Piccolo Principe”, senza contare la forza mediatica delle saghe, come nel caso di “Origin” di Dan Brown”.

La classifica dei libri più venduti da Amazon nel 2017

1. Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori – Francesca Cavallo, Elena Favilli

2. Origin – Dan Brown

3. L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita – Alessandro D’Avenia

4. Le otto montagne – Paolo Cognetti

5. E allora baciami – Roberto Emanuelli

6. Il Piccolo Principe – Antoine de Saint-Exupéry

7. La dieta della longevità. Dallo scienziato che ha rivoluzionato la ricerca su staminali e invecchiamento, la dieta mima-digiuno per vivere sani fino a 110 anni – Valter Longo

8. Tredici – Jay Asher

9. Fatto in casa da Benedetta. Torte, primi sfiziosi, stuzzichini… le ricette più golose del web – Benedetta Rossi

19. 1984 – George Orwell

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REVIEW Coppetta mestruale: cos’è, come si usa e perché preferirla agli assorbenti tradizionali

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Un argomento ancora tabù nel 2017, su cui le donne raramente (quasi mai) si confrontano, è il ciclo mestruale. Sebbene sullo smartphone quasi tutte abbiamo un’app che ci ricorda la puntualità del ciclo e in borsa un tampax d’emergenza che ci salvi la giornata, al ristorante ci alziamo ancora da tavola con un certo imbarazzo impugnando la borsa saldamente per andare in bagno a controllare “la situazione” e al supermercato arrossiamo se il cassiere è un uomo e noi abbiamo sul nastro due confezioni di assorbenti notte-quattro-gocce-plus con ali.

Eppure le cose sono cambiate e anche parecchio da quando le donne dovevano usare panni di cotone da sciacquare a mano ogni volta, abitudine poi soppiantata dalla massiccia produzione di assorbenti in fibre sintetiche che, se da un lato hanno regalato una certa libertà e tranquillità alle donne, dall’altro le distratte dagli effetti collaterali dei materiali sintetici e dalla possibilità di alternative più igieniche e confortevoli. Per questo è nata la coppette mestruale. A chi non la conoscesse premetto che quello sguardo perplesso, quell’essere un po’ prevenute e quella certa diffidenza sono abbastanza normali e comprensibili. Continuate a leggere per capire di cosa si tratta, quali sono le motivazioni e gli effettivi punti di svolta, per poi decidere se proseguire con gli assorbenti classici oppure no. Ricordate che se decenni fa le donne non avessero accettato il cambiamento, ancora oggi quelle che comprano assorbenti interni verrebbero accusate d’essere donnacce sfrontate che profanano il proprio corpo (true story).

Ma torniamo alla coppetta mestruale. Io la uso da diversi mesi e quando qualche giorno fa ne ho accennato su Snapchat ho scoperto che moltissime ragazze e donne la usano, anche da anni, altre sono curiose di saperne di più perché vorrebbero provarla e altre sono completamente diffidenti ma comunque interessante. Così ho raccolto un po’ di domande a cui rispondo qui sotto.

Che cos’è la coppetta mestruale?

È una coppetta in silicone medico che sostituisce l’uso dei classici assorbenti interni ed esterni durante il ciclo mestruale. A differenza degli assorbenti non è usa e getta e una sola dura anni. Va bene per tutte le donne e tutti i tipi di flusso (in particolari condizioni di salute dell’utero va consultato il medico).

Perché passare alla coppetta mestruale e abbandonare gli assorbenti?

Perché è più igienica (raccoglie e isola il flusso all’interno del suo cavo – tre volte più capiente di un tampone interno – tenendolo lontano dalle pelle), evita la sensazione di umido e di disagio causata dagli assorbenti esterni e quella di secchezza e fastidio causata da quelli interni). Evita gli odori. Il suo materiale la rende comoda e impercettibile. È economica (ne compri una e dura anni) e, per chi è interessato all’impatto sul pianeta, è ecologica (si evita di produrre tonnellate di materiale usa e getta). Opinione del tutto personale: a me il ciclo sembra durare meno usando la coppetta, probabilmente perché il flusso viene direttamente raccolto dalla coppetta, senza dover essere assorbito da assorbenti e tamponi da cambiare ripetutamente, e quindi impiega meno tempo a defluire.

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Qui di seguito una serie di informazioni che rispondono alle domande più comuni:

La coppetta va sterilizzata solo in 2 momenti ad ogni ciclo (basta metterla in un bicchiere e versare sopra dell’acqua bollita, come per un biberon o ciuccio di neonato o usare una soluzione disinfettante). Si sterilizza PRIMA di essere usata il primo giorno di ciclo e DOPO la fine dell’ultimo giorno, durante i giorni del ciclo non serve sterilizzarla ogni volta che la si svuota e inserisce, ma basta sciacquarla sotto il rubinetto, lavarla con sapone neutro se volete (io uso quello intimo) e così mantiene il suo igiene. Va svuotata e sciacquata al massimo ogni 8 ore, quindi meno spesso di quanto cambiereste un assorbente classico.

Se siete fuori e in un bagno in cui non c’è un lavandino interno, basta avere in borsa una confezione di salviette intime (se già normalmente andate in giro con una scorta di assorbenti e tampax comprenderete quanto avere solo una piccola confezione di salviette da borsetta possa occupare uno spazio irrisorio). Alcune persone che conosco dicono di non aver problemi ad uscire un attimo dal bagno, sciacquarla sotto il rubinetto e tornare in bagno ad inserirla (a meno che non vi troviate nel bagno di una discoteca con cento persone intorno a voi non è una cosa infattibile), io personalmente preferisco il primo metodo. Le aziende che le producono suggeriscono in questi casi che anche solo pulirla con la carta igienica non è antigienico o rischioso. Questo rende la coppetta perfetta anche in viaggio. Ps: su Amazon ho trovato anche questo contenitore per sterilizzare o sciacquare la coppetta quando si è fuori, si apre come i bicchieri portatili (basta riempirlo prima di entrare in bagno e usarlo per sciacquare la coppetta), non l’ho mai usato ma sembra furbo come sistema, a questo punto anche un bicchiere pieghevole lo è però.

È facile da inserire, la prima volta è normale essere nel panico e non avere idea di come fare, per questo consiglio di acquistarla e provarla prima dell’arrivo del ciclo mestruale mensile, così da poter far pratica più serenamente, on-line trovate immagini che vi mostrano come fare e i siti delle aziende che le producono sono pieni di informazioni, domande e risposte di ogni tipo. Può essere usata in qualunque circostanza e momento della giornata, in viaggio, durante lo sport e di notte.

Rimuovere la coppetta: A differenza degli assorbenti esterni richiede una maggiore consapevolezza del proprio corpo, usando la coppetta sarete a contatto con la vostra zona intima maggiormente rispetto agli assorbenti tradizionali, dovendo inserirla e rimuoverla all’interno (anche se la coppetta va meno in profondità di un classico tampone). Questo prevede un gesto meno “distaccato” del tirare un cordoncino di cotone, gesto che può comportare macchiarsi una o due dita in base al modo che scegliete per premerla leggermente quando la rimuovete, per contrastare l’effetto ventosa e tirarla fuori. Ma è il vostro corpo, non saprei come altro rispondere a chi chiede se fa “impressione” o se ci si sporca (comunque anche dopo aver rimosso un tampone interno ci si deve lavare le mani).

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Quale comprare?

Io uso la Mooncup, esiste in due differenti misure (Mooncup A se hai 30 o più anni o se hai avuto un parto vaginale, indipendentemente dall’età. Invece la Mooncup B se hai meno di trent’anni e non hai avuto parti vaginali); le misure che non c’entrano con il flusso del ciclo e quindi la capienza, ma solo con l’utero. Se avete un flusso abbondante l’unica differenza per voi è che potreste aver bisogno di svuotare la mooncup più spesso di donne con un flusso regolare, ma non è detto. È in silicone medico trasparente (la preferisco a quelle colorate di altri marchi), ipo-allergenica, priva di lattice, morbida ed è venduta all’interno di una scatoletta di cartone e di un sacchetto di tessuto. Purtroppo non esiste una custodia rigida, ma io ho ovviato a questo problema con una custodia per ciucci di neonato!

Consiglio: inizialmente vi sembrerà difficilissimo, avrete paura di averla messa male, di macchiarvi, di combinare qualche pasticcio in bagno. Vi suggerisco di provare ad usarla a casa PRIMA dell’arrivo del ciclo e, al suo arrivo, di indossare un salva-slip, che vi farà sentire più tranquille e vi proteggerà nel caso in cui qualcosa andasse storto.
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La maschera peel-off contro i punti neri che si strappa come un cerotto

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Punti neri. Chi ne ha di più, chi ne ha di meno, ma portatemi qui una donna che non ne ha e le conferisco immediatamente il premio “bellezza pura”. Assodato che tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo a che fare con questa questione, adesso arriva la domanda “come rimuovere i punti neri?” non esiste un metodo definitivo ma, partendo dal presupposto che una buona e costante igiene del viso collabora a mantenere la pelle più pulita e che una pulizia del viso in un centro estetico ogni tot di tempo male non fa, veniamo alla soluzione o meglio al prodotto che risolve il problema dei punti neri.

Qualche mese fa una ragazza mi ha consigliato la maschera Missha Black Ghassoul, una maschera peel off (la trovate anche QUI su Amazon), ovvero che si strappa via come un cerotto (ma a differenza dei cerotti di cui ho scritto QUI, non ha una forma pre-definita e potete quindi applicarla dove volete, senza sprecarne né tralasciare nessuna zona).

Su Youtube si trovano assurdi video di gente che la ricrea miscelando colla vinilica o roba varia, con un mix chimico che ci credo che tira via i punti neri, insieme a chissà quanti strati essenziali di epidermide e film protettivo della pelle. 

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Come si usa?

Dopo aver lavato e asciugato per bene il viso, versate qualche goccia di tonico (qualunque abbiate in casa) su un dischetto di cotone e passatelo nelle zone in cui intendete applicare la maschera (io la applico sul naso e al centro delle sopracciglia, voi fatelo sulle zone che notate la presenza di punti neri). La consistenza è gommosa, applicate uno strato non troppo spesso ma sufficiente a coprire le zone interessate ed aspettate 15 minuti. La maschera deve essere completamente asciutta, se è così sollevate gli estremi inferiori (aiutate delicatamente con le unghie o una pinzetta) e strappate come un cerotto ma lentamente e delicatamente. Dal basso verso l’alto.

Consigli: Guardate il “cerotto” e noterete se, oltre alla peluria, avrà portato via con sé anche dei punti neri. Naturalmente se prima di applicare il cerotto farete un bagno di vapore (basta mettere acqua bollente in una pentola, inclinare la faccia verso di questa e coprire la testa con un asciugamano per concentrare il vapore per circa 30 minuti) i pori saranno più aperti ed i punti neri più facili da incollare alla maschera. Ma non è necessario farlo, sta a voi capire se la maschera riesce a raggiungere per bene i punti neri. Vi consiglio di fare gommage e scrub prima, perché in questo modo “mozzerete” la testa dei punti neri e sarà difficile per la maschera strapparli via.
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Il test di gravidanza adesso si fa con un’app e attivando il bluetooth

test di gravidanza app bluetooth

Quando negli anni Novanta si pensava al 2000 si ipotizzava che avremmo viaggiato su auto volanti e indossato vestiti simili a mute spaziali, nessuno però aveva parlato del fatto che nel 2016 il test di gravidanza si sarebbe fatto con un’app.

First Response Pregnancy PRO è il primo test di gravidanza che funziona con un’app e attivando il bluetooth dello smartphone. Sia chiaro: non vi viene chiesto di fare pipì sul vostro telefono, il test avviene attraverso quello che sembra essere un classico bastoncino di quelli già in vendita in farmacia, ma che ha la capacità di inviare sullo smartphone il risultato e dati necessari per il responso. Ma non finisce qui, First Response accompagna le donne durante il count down dei 3 fatidici minuti che bisogna attendere per scoprire se si è incinte e per alleviare l’ansia di questo momento offre tre opzioni.

  • Calm Me: fa partire una serie di immagini che rilassano e calmano i nervi e diminuiscono l’ansia;
  • Educate Me: Fornisce informazioni riguardanti gravidanza e fertilità;
  • Entertain Me: Avvia una serie di video per distrarre l’attenzione in attesa del risultato del test di gravidanza.

first response Pregnancy Pro app

Allo scadere dei 3 minuti sullo stick apparirà il risultato che comparirà anche sull’app, ma solo dopo aver inserito un codice di sicurezza impostato dall’utente. In caso di esito positivo fornisce informazioni sulla presunta data del parto, sulla settimana di gravidanza in corso e altre info elaborate sulla base delle informazioni inserite dall’utente. In caso di esito negativo l’app fornisce utili consigli a chi vuole restare incinta. Insomma è una nuova era anche per i test di gravidanza. Su Amazon First Response Pregnancy PRO è in vendita a circa 21 dollari.
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IL NATURALE CHE CI PIACE, EPISODIO 8

Ritorna l’appuntamento con Il naturale che ci piace per parlare, senza angosce e diktat, di prodotti 100% naturali che funzionano. Non staremo a discutere se ecobio è meglio o se i siliconi sono mortali, piuttosto stiliamo un elenco di prodotti efficaci, se son naturali tanto di guadagnato, no? Pur non essendo una fondamentalista del naturale, ho la fissa di usare per i miei capelli solo prodotti provi di siliconi e, soprattutto, agenti schiumogeni aggressivi. Non lo faccio per particolari evidenze scientifiche, ma cerco di strapazzare i miei capelli fragili e sottili il meno possibile. Il “prodotto naturale che funziona” di oggi è uno shampoo biologico, prodotto col 100% di ingredienti naturali, privo di parabeni, prodotto con ingredienti vegani e gluten free. Il brand si chiama Rahua – Amazon beauty ed è made in USA. L’ispirazione viene direttamente dall’omonimo olio di bellezza prodotto dalle donne della tribù Quechua-Shuar che lo avevano per avere capelli corposi, lucidi, sani. Tutti i prodotti Rahua contengono i principi di quest’olio amazzonico, potevo io con la mia chioma sempre sofferente non provare questa linea? Ecco allora il Voluminous shampoo per dare corpo, volume e leggerezza ai capelli che tendono naturalmente ad afflosciarsi, ma ottimo anche per capelli che hanno perso la lucentezza e il brio dei bei tempi. Tra gli ingredienti c’è il tè verde, citronella, il già citato olio di Ungurahua, profumo di lavanda ed eucalipto per proprietà rilassanti durante l’utilizzo. L’uso regolare migliora di molto i capelli malconci, niente effetto afro dopo il primo utilizzo se siete drammaticamente lisce, impariamo a pretendere effetti verosimili dai prodotti, ma capelli visibilmente più sani sì, decisamente. Dove acquistare i prodotti Rahua- Amazon beauty? Nello shop ufficiale, Beauty bay o Beautyhaolic. La bottiglia da 275 ml costa all’incirca 31 euro.