5 prodotti beauty coreani firmati TonyMoly che vorrete assolutamente provare

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Per chi non ne avesse sentito ancora parlare, TonyMoly è un marchio beauty coreano famoso in tutto il mondo, conosciuto per il suo packaging super divertente e colorato (non per niente “tony” in inglese sta per “stiloso” e “moly” in coreano indica il “confezionare”) che è arrivato anche in Italia.

Si tratta di prodotti smart, non solo confezionati in maniera accattivante, ma anche efficaci e utili. Qui abbiamo voluto raccogliere 5 prodotti TonyMoly che vi incuriosiranno e che vorrete assolutamente provare.

Panda’s dream Stick contorno occhi rinfrescante e decongestionante (10,90€): Un piccolo astuccio a forma di panda che custodisce un prodotto che già dall’applicazione dona sollievo (soprattutto con l’arrivo dell’estate) e, grazie all’estratto di bambù, decongestiona le borse sotto gli occhi e aiuta a defaticare lo sguardo. Ideale anche se avete dormito poco o viaggiato molto.

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Egg Pore Tightening Cooling Pack Maschera (€14,90): La forma ad uovo richiama uno degli ingredienti contenuti in questa speciale machera restringi pori dilatati, che contiene appunto estratto di uovo, aceto di vino, sale marino e altri ingredienti. Ha una consistenza molto particolare, una volta applicata basta attendere 20 minuti e poi risciacquare. Per un risultato migliore vi suggeriamo di abbinare Egg Pore Balsamo anti-punti neri, per prevenire e curare insieme!

Magic Food Banana Hand Milk (8€): Una crema idratante contenuta dentro una banana, sfrutta le proprietà dell’estratto di burro di karité e le proteine del latte per ammorbidire la pelle e nutrirla ed ha un piacevolissimo profumo di banana.

Mini Lip Balm (7,50€): sembra uno di quei prodotti che ci concedevano di usare quando eravamo troppo piccole per il make-up e lo spirito infantile di TonyMoly si fa notare proprio in questi aspetti, ma si tratta di un ottimo lip balm idratante a forma di ciliegia, disponibile anche nelle versioni al gusto di pesca e mela verde, che non solo idrata le labbra ma le protegge dal sole grazie al fattore SPF15 PA+.

Maschera viso in tessuto al pomodoro (5,50€): Ci hanno detto di usare il miele, il bicarbonato, di mettere i cetrioli sugli occhi, ma il pomodoro ancora non le avevamo trovato in nessuna maschera. Grazie alle sue proprietà il pomodoro illumina l’incarnato e apporta idratazione e morbidezza alle pelli ruvide.
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Pascal Craymer, sotto il vestito niente!

Per la conturbante Pascal Craymer, starlette britannica ed ex fiamma del calciatore Ashley Cole, vestirsi è un concetto… astratto. Paparazzata all’uscita di un locale londinese, dopo una festa di compleanno, la sexy modella ha sfoggiato il suo esagerato nude look. Fasciata da un sinuoso  abito verde svolazzante, completamente aperto sui fianchi e sul décolleté e con una striscia di stoffa tra le gambe, la ragazza ha mostrato le sue curve da capogiro. Sotto il vestito niente! Per la gioia di fans e paparazzi.

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Tonymoly, cosmetici efficaci dalla Corea del Sud

Questi in foto non sono giocattoli, né soprammobili, ma una nuova frontiera della cosmetica che dista anni luce da quello a cui siamo abituate. Il brand è originario della Corea del Sud, terra sovrana della skincare perfetta, e si chiama Tonymoly. Alcuni dei suoi prodotti, quelli dal packaging più giocoso e strano, sono in vendita su Cultbeauty, un sito inglese. L’ultimo trend in America e Inghilterra, infatti, prevede la venerazione totale della routine di cura del viso e del make up delle ragazze sud coreane: pelle perfetta, colori naturali e step ripetuti con dedizione ogni giorno. I concetti chiave della skincare coreana, in breve: – Pulizia doppia con detergenti mai aggressivi (balsamo, latte o olio detergente) – Esfoliazione regolare una volta a settimana – Un buon tonico acido – crema contorno occhi – idratazione – maschere per il viso, una o due volta alla settimana – protezione solare sempre presente Per cui per emulare i loro riti della pelle bella è sufficiente cominciare con cose semplici: 1 mai dimenticare di struccarsi 2 niente detergenti schiumogeni aggressivi 3 usate buone maschere per il viso 4 idratare con generosità All’insegna di questi consigli vi presento i primi due prodotti Tonymoly che ho provato. Non vi mentirò dicendo che non li ho scelti per il loro packaging: li avete visti? Una mela e un fungo, non sarebbe già una ragione sufficiente per acquistarli? La mela è una crema per le mani ricca, ma non troppo, dall’intenso profumo di mela, ma niente di artificiale o sintetico, sembra davvero di avere purea di mele sulle mani. Non ha un INCI totalmente verde, ci sono i siliconi, ma per metà sono ingredienti realmente idratanti per cui le mani ne beneficiano davvero. Potete trovare l’elenco preciso nella scheda prodotto su Cult Beauty, a meno che non conosciate il coreano. Il fungo, invece, è una maschera per il viso purificante al profumo di cioccolato, con un tocco alcolico aggiungerei io. Questa maschera si stende sulla pelle del viso pulita e asciutta, insistendo sulle zone con imperfezioni e pori dilatati. Tenetela su tra i 12 e i 15 minuti, si asciuga molto e tira un po’, quindi se avete la pelle particolarmente sensibile o reattiva diminuite il tempo di posa. Scaduto il tempo toglietela con un panno morbido e umido. Gli effetti purificanti sono subito evidenti e, se usata con regolarità senza esagerare, diventa un buon momento di pulizia profonda per il viso. Anche in questo caso gli ingredienti sono elencanti nella scheda prodotto di Cult beauty. Potete acquistare questi prodotti Tony Moly su Cult Beauty, tra panda/creme contorno occhi e ciliegie/balsamo labbra. Prossimamente, su Cosebelle, vi parliamo delle maschere in tessuto Tony Moly e ne vedremo delle belle.

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Tonymoly, cosmetici efficaci dalla Corea del Sud

Il programma per la pelle bella

Adina Grigore è una giovane imprenditrice americana fondatrice del brand cosmetico S.W. organics, prodotti di origine naturale per la cura della pelle.

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Photo credits: wellroundedny.com

In quest’epoca fortemente orientata al consumo consapevole dei cosmetici e con la virata al naturale di moltissimi grandi brand, la missione di Mrs Grigore ha subito fatto breccia nel mio cuore. La cura del viso passa attraverso ingredienti di qualità, INCI semplici e sostenibili per prodotti facili da usare, multiuso e con costi adeguati. Chi non condividerebbe una mission del genere? Quando poi ho visto il libro che Adina ha dedicato alla bellezza della pelle ho deciso di darle una chance, “Vuoi vedere che trovo la soluzione definitiva a tutti i miei problemi?”

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Il libro si chiama Skin Cleanse, the simple, all-natural program for clear, calm, happy skin e promette di migliorare la pelle spiegando tutte le motivazioni per cui la skincare come la intendiamo è solo il risultato dei decenni di marketing delle case cosmetiche: dispendiosa, inefficente, non formulata per il nostro bene.

La prima pagina del libro è in pieno stile motivazionale anni 2010, “Dedicated to you, because you’e awesome” e la mia prima reazione è un misto tra il “Dai su, non esageriamo” e “Anche meno Adina, anche meno”. È vero che più ce lo ripetiamo, più aumentano le chance che ci entri in mente, ma non è questo il momento Adina, parliamo di pelle.

Ma di pelle poi si parla veramente, per ben 220 pagine, con un esordio forte davvero: ci hanno insegnato a temere le imperfezioni, ad ossessionarci col brufolo, i pori dilatati, le rughe, fornendoci come soluzione prodotti chimici.

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Oscillando fra affermazioni “un filo integraliste” (secondo Adina dovremmo decisamente provare ad affrontare la pulizia del viso con la sola acqua e per me è NO) e verità inconfutabili (basta con lo skin shaming, l’idea che l’unica pelle che vada bene sia quella photoshoppatissima delle fotografie), Skin Cleanse comunica una grande lezione: la bellezza della pelle viene dall’interno, dall’alimentazione e dalle nostre abitudini. Ma le regole per l’healthy living non sono certo universali, ognuno deve seguire ciò che il proprio corpo richiede, pur con un comune filo conduttore.

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E qui Adina si scatena: w la verdura, la frutta, facciamo il pieno di vitamine e cibi freschi e salutate col labbro tremulo l’alcool, i fritti, i cibi raffinati e pieni di conservanti. L’equazione non è perfetta, non ci sarà una corrispondenza univoca fra barretta calorica al cioccolato e brufolo della mattina, ma non aspettatevi che la pelle faccia finta di nulla nei periodi di cibo in scatola, pizza e gelato. Per quanto il libro spieghi con dovizia di particolari le grandi linee della alimentazione più adatta ad una bella pelle, non posso fare a meno di pensare che in fondo sono cose che sappiamo già, no?

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L’acqua, poi, è l’altro ingrediente fondamentale: bevetene in abbondanza, concedetevi un bel tè verde, gli infusi, i centrifugati e dite addio all’alcool (zucchero liquido secondo Adina per i suoi effetti sul corpo), succhi di frutta e bibite gassate. Niente di nuovo, quindi.

C’è un cenno alla dibattuta vicenda “Il latte fa male alla pelle?”, ma saggiamente non c’è una presa di posizione radicale. Di sicuro in alcuni casi l’aumentare di brufoli e imperfezioni si lega al consumo eccessivo di latticini (la sottoscritta in primis), di sicuro il latte è veicolo di antibiotici e ormoni somministrati alle mucche, ma nessuno di noi vi dirà che il latte è il male, ma solo provate a diminuirne le dosi per provare.

A proposito di prove Adina Gligore suggerisce un metodo infallibile per individuare gli alimenti che più fanno impazzire la nostra pelle: il food journal. Prendete nota di tutto quello che mangiate per un intervallo di tempo fra i 3 e i 7 giorni, annotate anche la situazione della vostra pelle e poi traete le vostre conclusioni. Molto probabilmente riuscirete ad individuare quei due o tre ingredienti che la vostra pelle proprio non digerisce.

Chi esce vincitore da questo libro? Gli oli naturali, olio di cocco in primis, olio extravergine d’oliva poi.

I grandi sconfitti? I prodotti cosmetici, ma non tutti, quelli della grande distribuzione sicuramente.

La riflessione? Siamo circondate da composti chimici, li respiriamo, li assumiamo con i cosmetici fino a farli arrivare in circolo nel sangue, ma non facciamoci prendere dal panico. Troverete una lista parziale, ma sufficiente, dei primi ingredienti da evitare (formaldeide in primis, controllate che gli smalti che usate ne siano privi), e la versione cosmetica del food journal. Segnate i prodotti cosmetici di uso giornaliero, provate a farne a meno per qualche giorno in maniera alternata e tirate le conclusioni: forse c’è qualcosa che usate che non fa al caso vostro.

Non è un libro imprescindibile questo Skin cleanse, ma contiene una buona percentuale di informazioni ragionevoli, ricette interessanti per chi ama la cosmetica fai da tè e qualche consiglio utile (food journal su tutti!) più una punta di esagerazione sulla quale ho chiuso un occhio.

La morale? Sempre da tenere a mente: non aspettatevi che siano solo i cosmetici a fare il loro lavoro, se non migliorate anche l’alimentazione nulla cambierà e voi avrete speso soldi inutilmente.

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All Australian Girl 2016 – selezione @ Perth

22 Alice Niculescu Un tocco d’internazionalità per BE! Magazine, che, sempre guidato dall’amore per la bellezza femminile, sbarca nel Nuovissimo Continente, quella land down under che è oggi un sogno per tanti giovani italiani.
L’occasione è la prima tappa (o heat, come la chiamano quaggiù), del concorso di bellezza “All Australian Girl 2016“, organizzato da Crazy Sexy Cool.

Trovandomi già a Perth (no, non ho fatto più di 24 ore di viaggio solo per il concorso…) e attratto dalla locandina dell’evento, ho richiesto la possibilità di scrivere un articolo, ricevendo la graditissima contro-proposta di essere uno dei giurati che voteranno le partecipanti.
01 Kellie Germain Eccomi dunque, lo scorso 20 Novembre, dentro ad uno dei locali più centrali della capitale della Western Australia, il Brass Monkey, nel quartiere di Northbridge.

Dentro al pub/discoteca scopro che il mio riferimento è Tanya Chalmers, ovvero la presentatrice della serata. Tanya è un ben riuscito mix di diverse culture (sicuramente una ex reginetta di bellezza) e fa un ottimo lavoro, sia nel valorizzare le ragazze al microfono che nell’interessarsi alla logistica e “coccolare” i quattro giudici del concorso, tra i quali il sottoscritto.
07 Mikaela Jane Nel briefing che precede l’evento, scopro che le concorrenti saranno undici e sfileranno due volte: la prima in un costume che racconti la loro idea di Australia, la seconda rigorosamente in bikini. Noi giudici dovremo giudicarle in base a quattro parametri: la bellezza (del viso, soprattutto), l’outfit indossato, il fisico e l’x-factor, ovvero la spontaneità e la capacità di creare una connessione col pubblico. Per ogni parametro, il voto va in una scala da zero a venti.

Si parte con una presentazione dell’intero gruppo e capisco che le mie scelte saranno parecchio difficili: le ragazze sono tutte bellissime e rappresentano diversi “tipi” di bellezza. Il livello medio mi sembra comunque essere decisamente più alto di quello che avrei visto in Italia in un concorso di pari importanza.
42 Lisa Wyse Le ragazze sfilano nel loro outfit australiano e, dopo un intervallo, nell’atteso bikini, mentre Tanya ci racconta alcune curiosità su di loro.
Infine, rieccole tutte insieme in passerella per un ultimo applauso e un’ultima votazione speciale: la “crowd reaction”. Il pubblico presente fa sentire il proprio rumoroso appoggio ad ognuna delle partecipanti e io e gli altri giudici vestiamo i panni del compianto Corrado ai tempi della Corrida, misurando il gradimento nella scala da 0 a 20.

45 All Australian Girl 2016

Arriva il momento del verdetto: la vincitrice è Alice Niculescu, che ci aveva colpiti soprattutto nella prima sfilata, con quel costume rosso intero… Una novella C. J. Parker con nulla da invidiare alla Pam Anderson di vent’anni fa.
Il podio è completato da altre due biondissime: Mikaela “Mikki” Willigen (seconda) e Kellie Germain (terza). Intercettata a fine serata, Mikki ci racconta che sta studiando per una doppia laurea, in scienza e in business. Per lei partecipare è stata una bella esperienza, una sorta di sport, e le ha permesso di fare nuove amicizie. Una curiosità: ha iniziato a partecipare ai concorsi meno di un anno fa, dopo essere dimagrita di ben 15 kg!
Unica mora premiata, la crowd favourite, Lisa Wyse.

19 Deya Cozac

Non posso e non voglio dare troppi dettagli sulla mia scorecard, ma vi svelo che l’inatteso alto livello a cui accennavo prima mi ha portato ad avere 5-6 ragazze molto vicine nel punteggio. Tra le non premiate, voglio citarne due.
La prima è Deya Cozac: impazzisco per i “mix” e lei è per metà rumena e per metà irlandese; il risultato di questa miscela esplosiva è una bellezza da lasciare senza fiato.
La seconda è Demi De Lange: molto spiritosa la scelta dell’outfit da lavoratrice (con tanto di elmetto e giubbino ad alta visibilità) e di assoluto livello anche il fisico che sfoggia sotto l’outfit.

12 Demi De Lange

In conclusione non mi resta che ringraziare Crazy Sexy Cool per l’ospitalità e lasciarvi alla gallery completa della serata. Restate sintonizzati sui nostri profili social: se una delle ragazze citate sarà la vincitrice finale, non mancheremo di riferirvelo!

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