More che diventano bionde

More-che-diventano-biondeL’ostinazione di alcune more a farsi bionde non l’ho mai capita.
È un po’ come quando si perde la testa per un uomo che non ti vuole.
Aspetti una chiamata, un messaggio, controlli la bacheca Facebook e vai nei luoghi che frequenta.
Fino a quando un giorno ti svegli e capisci che è stato tempo perso.
Un po’ come succede con i capelli, non credete?

E poi smettiamola con questa storia che “gli uomini preferiscono le bionde, ma sposano le more”. Vi sembra una consolazione il matrimonio? Della serie, loro a far le amanti e noi a casa. A rifare il letto, pensare al pranzo e alla cena, a dover spolverare, stirare, cucire. Mentre i nostri uomini si rigirano alla prima bionda che incontrano: lo chiamo riflesso incondizionato. Quando di noi non noterebbero neanche un cambiamento epocale, rivoluzionario. Come appunto passare da more a bionde.

Avete i capelli castani o neri? Rimaneteci.
(Riflessioni dopo aver visto Arisa bionda (platino!)  al Coca Cola summer festival.
Per la serie, esempi – negativi- di more che diventano bionde).

treccia-capelli-biondiMore-vs-bionde Naomi-campbell-fermaglio

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Innosense hair experience(Wella)

Il parrucchiere per noi donne è un po’ come il dentista: se potessimo non ci andremmo mai. Non è così in realtà per tutte, ovvero per quelle che hanno il coraggio di cambiare. Le invidio queste persone qui, sapete? A me che piace l’idea del cambiamento, molto meno metterlo in atto, rivoluzionare le mie abitudini come il thè la mattina presto, leggere il giornale e darsi la buonanotte con un bacio. Un insieme fatto di routine quotidiane che non è come scegliere se abbandonare il Levi’s per un pantalone a palazzo o se provare un crop top al posto della classica t-shirt, non è come la moda, perché le abitudini, quelle vere, sono gli abiti che decidiamo di indossare ogni giorno, che ci rendono “noi”, esattamente come siamo. Detto questo, figuriamoci se riesco a cambiare me stessa in un secondo. E soprattutto con un taglio di capelli.

WELLA HAIR EXPERIENCE – Lo dico subito: non ho tagliato i miei capelli nemmeno di un cm, anzi un mm. Li ho lasciati così: belli (per me) e rovinati (per gli altri). Ma a tutto c’è una soluzione: WELLA, come vi avevo già spiegato (QUI), ha realizzato un trattamento che ripara il capello dall’esterno. Questa linea speciale prende il nome di “Liquid Hair” e posso assicurarvi che l’effetto è immediato. Subito i vostri capelli saranno più morbidi e luminosi. Ma non basta: oltre a tagliare i capelli, infatti, prima di decidere un nuovo colore passano mesi di riflessioni, consigli tra amiche, dibattiti e pure, lo ammetto, l’uso di app che permettono di inserire la tua foto e vedere come starebbe un caschetto, un taglio più azzardato e così anche una tonalità diversa o particolari, come shatush o balayage. In poche parole, sono l’incubo di tutti i parrucchieri. O meglio lo ero prima dell’incontro con Innosense.

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LA NUOVA COLORAZIONE INNOSENSE – La mia hair experience è avvenuta a Perugia, al saloneMael Parrucchieridove ho potuto vivere un pomeriggio esclusivo di benessere e relax. Proprio qui ho fatto la mia conoscenza con il quarto tipo di colorazione di Wella, Innosense che prevede un percorso preciso di consulenza per decidere quale tonalità scegliere e poi la massima attenzione sul lato allergico. Così trovi anche qualcuno che ti ascolta tanto che tra “non voglio il rosso” e “voglio mantenere lo shatush anche se non va più di moda”, cominci anche a parlare del ragazzo che hai conosciuto ieri, di cosa preparerai stasera e degli acquisti per i saldi senza accorgerti. Perché il parrucchiere sta lì e ascolta così attentamente che ti lascia prima parlare, per poi consigliarti al meglio come fosse il tuo migliore amico. Detto questo, siamo passati poi con Marco Tricca, il titolare del salone, all’azione: ho scurito la mia base, ravvivato il colore mantenendo le mie punte più chiare. Penserete voi? Ma se sono rovinate? Nessuna paura: ho provato ancora una volta Liquid Hair.
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LA MIA ESPERIENZA – Ho voluto aspettare due settimane prima di dirvi come mi sono trovata con Innosense e Liquid Hair. Questo perché i prodotti migliori sono quelli che riescono a garantire un risultato a lungo termine e non il tempo di un lavaggio quando poi, senza la mano del parrucchiere, diventa un’impresa anche solo pettinarli. Cosa posso dirvi? Il capello è rinato con Liquid Hair, mentre il colore è luminoso e brillante con Innosense. Promossi.

Impressioni di settembre

Tutti a dire che settembre è il mese dei cambiamenti, della rinascita.
Al massimo, secondo me, è dei ritorni.
A settembre, ad esempio, si ritorna a scuola, all’università o al lavoro. Si ricomincia a sperare che il fine settimana arrivi presto e che il lunedì sia il più lontano possibile, come a pensare alla dieta ed alla palestra. Si ritorna al cinema, a mangiare popcorn davanti ad un film distesa sul divano ed indossare maglioni di lana. Non parliamo poi delle giornate che si accorciano con il sole che cala già verso le 18. E poi ripiombano la pioggia, il maltempo ed i vetri brinati la mattina. Per il nostro malumore. A settembre ritorna anche il compleanno di mia sorella che, se lo dimentico, sono morta (per il regalo eh). Ed anche la tv con trasmissioni e/o personaggi impegnati: nell’ordine Barbara D’Urso, il Campionato di calcio, le serie tv ed i reality. A proposito, sto aspettando X Factor Italia con ansia. Si inizia, come ogni settembre, a prendere l’agenda per segnare in rosso tutte le varie festività, i ponti e si fa il conto alla rovescia per l’arrivo dell’estate prossima. E’ pure il mese delle fashion week internazionali e poi della ricerca del nuovo taglio di capelli che con quello shatush e l’acqua del mare, le punte sono diventate “biondo Barbie”. E bionda no, bionda mai. Ritornano nella dispensa anche le Macine del Mulino bianco, quelle preparate da Antonio nostro sotto la guida esperta della gallina che gli fornisce pure le uova. Biscotti da inzuppare nel thè caldo alla cannella.
E soprattutto, chi si è lasciato a giugno, di solito, ritorna insieme proprio a settembre.
Del resto, c’eravamo tanto amati – prima dell’estate.
(Anche l’amore ha un suo calendario, come dire? Una sua ciclicità (1). Se vi ha lasciate verso giugno con la scusa “Mi sento soffocare, ho bisogno dei miei spazi”, vi ricercherà proprio a settembre. Al termine delle ferie estive. Vi sentirete dire che ora gli mancate e vuole rivedervi. Parlateci, vis-à-vis, sia nel caso decidiate di tornarci insieme sia vogliate dargli un due di picche memorabile, che entrerà nella storia al pari della caduta dell’Impero romano, della sconfitta di Napoleone a Waterloo e della defenestrazione di Praga. Presentatevi sorridenti con una calma serafica come se aveste trovato nel corso di questi mesi la pace interiore. Aspettate che lui finisca il solito discorso dei “mi dispiace, del perdono e di quanto gli siete mancata”, omettendo “quando ci provavo con tutta la riviera romagnola o greca ma nessuna mi ci stava”. Bene, solo in questo preciso momento, tirare fuori gli artigli e soffocatelo. Così che ora possa capire concretamente e gli sia chiaro, limpido e nitido il significato del termine. Una rivelazione. E non nomini più l’asfissia invano, come una causa futura falsa di rottura in qualsiasi rapporto. Con qualsiasi donna).
– Educazione sentimentale. Continue reading