5 punti del corpo su cui non hai mai spruzzato il profumo (ma dovresti provare a farlo)

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Sul collo, sui polsi, qualche volta spruzzandone una nuvoletta in aria e passandoci dentro… ne abbiamo sperimentati modi per applicare il profumo tentando di farlo durare di più, percepire di più agli altri (senza esagerare), ma ce ne sono alcuni “inediti” che vale la pena sperimentare.

1 All’interno del gomito. Se avete mai letto un libro sul profumo, saprete che sono le zone in cui si concentra maggiormente il flusso sanguigno i migliori su cui applicare il profumo, così i polsi, la clavicola ed il collo sono i preferiti, ma pochi si ricordano dell’interno del gomito. Prendete nota!

Leggi anche: 10 regole per scegliere il profumo giusto.

2 Dietro le ginocchia. Stesso principio di cui sopra, anche il retro delle ginocchia è un punto consigliatissimo su cui vaporizzare il profumo, naturalmente questo suggerimento è consigliato in estate, quando le gambe sono nude, per evitare che la fragranza venga assorbita immediatamente dai vestiti o li macchi.

3 Sui polpacci. Strano posto su cui applicare il profumo, ma a quanto pare se vaporizzate la vostra fragranza preferita sulla zona interna dei polpacci, questi durante il movimento, sfregandosi l’uno contro l’altro, scalderanno il profumo così da diffonderlo tutt’intorno. Anche le caviglie sono un punto consigliato!

A Parigi una donna non si sognerebbe mai di spruzzare il profumo su se stessa. Lei lo spruzzerebbe nell’aria… e lo attraverserebbe. The danish girl

4 Sulle orecchie. Nella zona alta in particolare, in questo modo sarà piacevole per voi percepire maggiormente il profumo e più facile che chi vi saluta, abbraccia e sta vicino, lo senta. È consigliato idratare bene questa zona prima di applicare il profumo, perché essendo qui la pelle molto sottile potrebbe seccarsi a causa del profumo.

5 L’ombelico. Altro punto strategico ma al tempo stesso impensabile per molti, consigliato soprattutto se indossate crop top.
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Struccarsi solo con l’acqua e il panno MakeUp Easer

Il mondo della bellezza e del make-up ci bombarda ogni giorno di nuovi prodotti, tendenze da seguire (purché non siano le unghie pelose o a forma di bara), trucchi da sperimentare… ma a volte ci piace aspettare di leggere come rendere ancora più pratico qualcosa di semplice e quotidiano, come struccarsi.

Tutte abbiamo il nostro detergente o la nostra acqua micellare preferita, ma se si potesse qualche volta fare a meno di tutto questo, magari quando si è di fretta, in viaggio o si è troppo stanche la sera e struccarsi solo con l’acqua? Pare sia possibile come MakeUp Easer, un panno in poliestere al 100%, composto da fibre che, una volta inumidite, sono in grado di eliminare qualsiasi tipo di trucco, compresi i make-up waterproof.

MakeUp Easer è delicatissimo sugli occhi e resta efficace, mantenendo le sue proprietà, per almeno 1000 lavaggi, costa 19,90€ e la trovate in eslcusiva da Sephora!

A proposito di: 4 regole base per la pulizia del viso quotidiana e per eliminare le impurità

NB: per un lungo periodo su YouTube si sono susseguiti tutorial di struccaggio in cui venivano utilizzati panni in microfibra per struccarsi, si tratta di panni utilizzati per la pulizia della casa, dei mobili e dei pavimenti. Fate attenzione però, spesso questi panni, non essendo pensati per la pulizia della pelle ma solo della casa, contengono agenti sgrassanti o sono trattati con prodotti non adatti al corpo.

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Il programma per la pelle bella

Adina Grigore è una giovane imprenditrice americana fondatrice del brand cosmetico S.W. organics, prodotti di origine naturale per la cura della pelle.

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Photo credits: wellroundedny.com

In quest’epoca fortemente orientata al consumo consapevole dei cosmetici e con la virata al naturale di moltissimi grandi brand, la missione di Mrs Grigore ha subito fatto breccia nel mio cuore. La cura del viso passa attraverso ingredienti di qualità, INCI semplici e sostenibili per prodotti facili da usare, multiuso e con costi adeguati. Chi non condividerebbe una mission del genere? Quando poi ho visto il libro che Adina ha dedicato alla bellezza della pelle ho deciso di darle una chance, “Vuoi vedere che trovo la soluzione definitiva a tutti i miei problemi?”

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Il libro si chiama Skin Cleanse, the simple, all-natural program for clear, calm, happy skin e promette di migliorare la pelle spiegando tutte le motivazioni per cui la skincare come la intendiamo è solo il risultato dei decenni di marketing delle case cosmetiche: dispendiosa, inefficente, non formulata per il nostro bene.

La prima pagina del libro è in pieno stile motivazionale anni 2010, “Dedicated to you, because you’e awesome” e la mia prima reazione è un misto tra il “Dai su, non esageriamo” e “Anche meno Adina, anche meno”. È vero che più ce lo ripetiamo, più aumentano le chance che ci entri in mente, ma non è questo il momento Adina, parliamo di pelle.

Ma di pelle poi si parla veramente, per ben 220 pagine, con un esordio forte davvero: ci hanno insegnato a temere le imperfezioni, ad ossessionarci col brufolo, i pori dilatati, le rughe, fornendoci come soluzione prodotti chimici.

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Oscillando fra affermazioni “un filo integraliste” (secondo Adina dovremmo decisamente provare ad affrontare la pulizia del viso con la sola acqua e per me è NO) e verità inconfutabili (basta con lo skin shaming, l’idea che l’unica pelle che vada bene sia quella photoshoppatissima delle fotografie), Skin Cleanse comunica una grande lezione: la bellezza della pelle viene dall’interno, dall’alimentazione e dalle nostre abitudini. Ma le regole per l’healthy living non sono certo universali, ognuno deve seguire ciò che il proprio corpo richiede, pur con un comune filo conduttore.

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E qui Adina si scatena: w la verdura, la frutta, facciamo il pieno di vitamine e cibi freschi e salutate col labbro tremulo l’alcool, i fritti, i cibi raffinati e pieni di conservanti. L’equazione non è perfetta, non ci sarà una corrispondenza univoca fra barretta calorica al cioccolato e brufolo della mattina, ma non aspettatevi che la pelle faccia finta di nulla nei periodi di cibo in scatola, pizza e gelato. Per quanto il libro spieghi con dovizia di particolari le grandi linee della alimentazione più adatta ad una bella pelle, non posso fare a meno di pensare che in fondo sono cose che sappiamo già, no?

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L’acqua, poi, è l’altro ingrediente fondamentale: bevetene in abbondanza, concedetevi un bel tè verde, gli infusi, i centrifugati e dite addio all’alcool (zucchero liquido secondo Adina per i suoi effetti sul corpo), succhi di frutta e bibite gassate. Niente di nuovo, quindi.

C’è un cenno alla dibattuta vicenda “Il latte fa male alla pelle?”, ma saggiamente non c’è una presa di posizione radicale. Di sicuro in alcuni casi l’aumentare di brufoli e imperfezioni si lega al consumo eccessivo di latticini (la sottoscritta in primis), di sicuro il latte è veicolo di antibiotici e ormoni somministrati alle mucche, ma nessuno di noi vi dirà che il latte è il male, ma solo provate a diminuirne le dosi per provare.

A proposito di prove Adina Gligore suggerisce un metodo infallibile per individuare gli alimenti che più fanno impazzire la nostra pelle: il food journal. Prendete nota di tutto quello che mangiate per un intervallo di tempo fra i 3 e i 7 giorni, annotate anche la situazione della vostra pelle e poi traete le vostre conclusioni. Molto probabilmente riuscirete ad individuare quei due o tre ingredienti che la vostra pelle proprio non digerisce.

Chi esce vincitore da questo libro? Gli oli naturali, olio di cocco in primis, olio extravergine d’oliva poi.

I grandi sconfitti? I prodotti cosmetici, ma non tutti, quelli della grande distribuzione sicuramente.

La riflessione? Siamo circondate da composti chimici, li respiriamo, li assumiamo con i cosmetici fino a farli arrivare in circolo nel sangue, ma non facciamoci prendere dal panico. Troverete una lista parziale, ma sufficiente, dei primi ingredienti da evitare (formaldeide in primis, controllate che gli smalti che usate ne siano privi), e la versione cosmetica del food journal. Segnate i prodotti cosmetici di uso giornaliero, provate a farne a meno per qualche giorno in maniera alternata e tirate le conclusioni: forse c’è qualcosa che usate che non fa al caso vostro.

Non è un libro imprescindibile questo Skin cleanse, ma contiene una buona percentuale di informazioni ragionevoli, ricette interessanti per chi ama la cosmetica fai da tè e qualche consiglio utile (food journal su tutti!) più una punta di esagerazione sulla quale ho chiuso un occhio.

La morale? Sempre da tenere a mente: non aspettatevi che siano solo i cosmetici a fare il loro lavoro, se non migliorate anche l’alimentazione nulla cambierà e voi avrete speso soldi inutilmente.

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10 regole per vestirsi sempre bene

Lo stile è una cosa personale ma la moda non è magnanima, infatti bisogna rispettare delle vere e proprie regole per apparire perfette ed impeccabili, perché l’eleganza viene sempre prima di tutto. Blog di Moda vi svela alcuni indumenti che non bisogna mai indossare se ci si vuole vestire sempre bene.

Non usare collant color carne

I collant color carne non vanno mai indossati, neanche quando sta per arrivare la primavera. Il colore della calze non sarà mai uguale al resto del corpo che verrà lasciato scoperto e l’effetto sarà a dir poco orrendo.

Non indossare troppi capi firmati insieme

Alcune fashion victim credono che indossare molti capi firmati insieme sia sinonimo di stile. Non è così, anzi, indossare troppi capi con loghi vistosi crea solo confusione e scompiglio. Se si vuole mostrare la borsa firmata o l’ultima felpa di Kenzo bisogna indossarli uno per volta.

credit photo: santinchic.com

Non usare le spalline trasparenti

Le spalline trasparenti non devono mai essere indossate, perché di trasparente non hanno proprio nulla. Se il vestito è scollato bisogna optare per un reggiseno a fascia o, al massimo, usare un reggiseno con le spalline dello stesso colore dell’abito.

credit photo: twenga.com

Non indossare troppe fantasie

Assolutamente vietato indossare troppe fantasie insieme, il risultato finale sarà disastroso. Meglio usarle una per volta.

credit photo: fashionista.com

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Non usare colori fluorescenti

I colori fluorescenti non sono il massimo dell’eleganza, ma se proprio non si può fare a meno bisogna sfoggiarli solamente d’estate, con un po’ d’abbronzatura. Assolutamente vietati durante l’inverno.

credit photo: 10elol.it

Non usare troppe fantasie animalier

Le fantasie animalier non sono per tutte, meglio non usarle troppo o usarle solo per gli accessori. Assolutamente vietati interi outfit con questa fantasia.

credit photo: donnafanpage.it

Non indossare capi che non sono adatti al proprio fisico

Mai acquistare un indumento solo perché è bello, bisogna sempre fare i conti con il proprio fisico. Non si può indossare una minigonna se si è troppo formose, non si può indossare un capo molto scollato se si ha un seno abbondante, si rischia di essere volgari e l’eleganza viene prima di ogni cosa. Continue reading

Terapia d’urto

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Regole per far tornare il sorriso.
1. Fare una doccia lunga, calda ascoltando della buona musica.
2. Asciugare i capelli, metterli in ordine e truccarsi. Rossetto rosso, sempre e comunque.
3. Indossare quello che più ci piace.
4. Prendere un pellicciotto rosa che l’effetto è come quello di un abbraccio.
5. Prendere i tacchi più alti che avete (come quelli di Jessica Buurman).
6. Uscire e farsi sorprendere dagli eventi.

Ecco, è proprio quello che ho fatto.
Chiamatele se volete, terapia d’urto per (ri)trovare la felicità.

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