Un’estate fa

estate finita

Poco relax ma mille pensieri che si sono infranti ogni volta che ho ascoltato il rumore delle onde del mare. E poi la sabbia tra le dita, i costumi interi che cominciano a essere troppi, preferiti al bikini. Chi l’avrebbe mai detto qualche anno fa? La verità è che si cambia così tanto nel corso dei mesi, degli anni che ci si rende conto sempre con il tempo, mai subito. E forse ce ne accorgiamo in una mattina qualunque quando ancora assonnate e con i capelli spettinati ci guardiamo allo specchio e ci riconosciamo diverse, più cresciute ma sempre delle ragazze pronte a prendere la rincorsa per afferrare al volo i propri sogni. Anche se adesso abbiamo una fede in più: che la crema anticellulite possa fare miracoli. E non ce la dimentichiamo ogni giorno con i post it lasciati anche in macchina insieme a tutte le altre cose da fare che sono sempre troppe tra i mille vorrei, non vorrei ma se vuoi. Le amiche di sempre che non ti lasciano mai, mica come gli uomini che vanno e vengono. «L’amore. Toglietemi tutto. La carriera, la politica, Mike Bongiorno, il festival di Sanremo. Ma l’amore no. L’amore è la pioggia, il vento, è il sole e la notte. L’amore è respiro e veleno. Certi giorni mi dico: Anna, stai attenta, questa è la cotta che ti ammazza. Perché, sì, di carattere sono eccessiva, smodata. Non mi so fermare, e ogni volta che amo mi impelago fino ai capelli. Che strazio, poi, uscirne vivi. Scappare. E’ una cosa tremenda, da urlare. Come rialzarsi dal letto e non avere più sangue. Ma poi si ricomincia ed è meraviglioso». Diceva Anna Magnani e ne sono altrettanto certa pure io che ho sempre trattato i miei amori come parentesi che si aprono inaspettate e si chiudono con la stessa semplicità. Ma ne sono convinta: con la pelle abbronzata e ancora con il sapore del primo ghiacciolo ancora sulla lingua, è già un’estate fa.

(In attesa dell’autunno che, speriamo, riserverà meraviglie e sorprese.
O almeno mi piace pensare così).

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X Factor 8: lo scontro tra Morgan e Luca Tommassini durante la seconda puntata

X Factor 8: lo scontro tra Morgan e Luca Tommassini durante la seconda puntata

Ieri sera è andata in onda la seconda puntata di X Factor 8 e abbiamo già iniziato a vedere i primi scontri tra giudici e “addetti ai lavori”. In particolare c’è stato un diverbio tra Morgan e Luca Tommassini. Il motivo? Il giudice ha dovuto eliminare uno dei suoi due gruppi andati in ballottaggio: i The Wise e i Komminuet. Un compito molto difficile per il giudice, che ha motivato così la sua scelta: “So che fa parte del gioco, ho deciso di stare al gioco nel vero senso della parola. So che ci sono giochi a carte coperte e scoperte, io preferisco quelle scoperte. Questa sera né voi né voi siete stati meritevoli del ballottaggio (indicando i gruppi). Sono stato politicamente molto corretto, non ho fatto me stesso, non sono stato sincero nei giudizi laddove avrei forse fatto notare molte stonature che non ho fatto notare. Non sbaglierò più come ho fatto questa sera a essere così carino nei giudizi e salvare chi non lo meritava. La scenografia ha fatto di tutto per ammerd*re l’esibizione dei Komminuet. Se volete lavorerò anche fuori da qua. Elimino i The Wise” Morgan è sembrato quindi particolarmente polemico nei confronti di chi si è occupato della scenografia, Luca Tommassini appunto. Quest’ultimo è quindi intervenuto dicendo: “E’ stata una settimana molto complessa. Sono stati cambiati otto brani durante il percorso. Marco sa benissimo che le mie intenzioni sono pure ma che come tutti commetto degli errori. Non voglio entrare nella polemica. Le mie intenzioni e le sue si sono incontrate per anni…” Cosa ne pensate? LEGGI QUI IL RIASSUNTO DELLA PUNTATA DI IERI SERA Fonte| tvblog.it<br /> Photo| daringtodo.com

Lumberjack, famoso brand di calzature, riparte dall’internazionalizzazione e dagli shop in shop

Lumberjack, famoso brand di calzature, riparte dall’internazionalizzazione e dagli shop in shop

È l’internazionalizzazione la direttrice di sviluppo scelta da Lumberjack, brand di calzature caratterizzato dall’iconica foglia d’acero che dal 2012 fa capo a Ziylan Group, il più grande gruppo calzaturiero turco.

Il recente ingresso di Turkven Private Equity, fondo che da sempre dimostra grande attenzione allo sviluppo industriale delle realtà nelle quali investe, nella compagine societaria di Ziylan ha portato il gruppo di Istanbul – che conta circa 3mila dipendenti – a definire una nuova road map che punta a rafforzare la presenza di Lumberjack oltre i confini del mercato domestico. Questo progetto ambizioso sarà supportato da un rinnovamento delle figure manageriali: verranno inseriti professionisti motivati, dinamici e pronti a intraprendere l’espansione internazionale del marchio.

«Il 2015 segnerà un aumento dei Paesi in cui le collezioni del brand saranno distribuite: prevediamo dunque di registrare una crescita del 30% sulla quantità di calzature vendute nei multimarca in Europa. Ad oggi Lumberjack produce e distribuisce oltre 1,5 milioni di paia all’anno fra le vendite in Italia, circa due terzi del totale e quelle all’estero. Dopo un 2014 all’insegna della riorganizzazione e del consolidamento sul piano economico, nel 2015 puntiamo a incrementare il fatturato grazie a importanti investimenti volti a rendere i nostri prodotti sempre più appetibili su scala internazionale» ha affermato Andrea Vecchiato, nuovo ad di Lumberjack.

Il primo focus sarà l’Europa: l’obiettivo del marchio italiano è quello di presidiare capillarmente il mercato. Ad oggi Lumberjack è commercializzato in Turchia, Spagna, Grecia e Benelux. Dalla primavera/estate 2015 anche in Germania, Francia, Austria, Svizzera, Russia e paesi ex Unione Sovietica.

Oltre al progetto di internazionalizzazione, la strategia commerciale prevede la riorganizzazione della distribuzione domestica, destinata a diventare la piattaforma sulla quale verrà modellato l’intero network wholesaledel brand: in completa sinergia con i processi di internazionalizzazione in agenda, l’Italia continuerà a costituire una realtà chiave per Lumberjack che ha scelto di farne la base per il proprio successo globale. Fulcro di questo riassetto saranno le partnership con le catene multimarca e il progetto degli shop in shop: Lumberjack li ha scelti come cuore della propria politica commerciale poiché permettono di creare rapporti stretti con i principali player distributivi.

I primi cinquanta SIS verranno inaugurati già entro la fine del 2014 presso alcuni key client del marchio, mentre per il 2015 se ne prevedono altri cento circa, di cui la metà all’estero.

UrbanNature: un nuovo concept per Lumberjack Proprio questo modello distributivo, fatto di spazi dedicati a Lumberjack all’interno di retailer di fama, consente di veicolare in modo più diretto e forte la nuova identità del brand che ruota<br
/> attorno al concetto UrbaNature.

La storia di Lumberjack è una storia naturale, per il suo legame con il mondo outdoor: oggi continua ad esserlo ma in un modo nuovo. Il riferimento al mondo dei grandi boschi e spazi aperti non può più essere preso alla lettera ma ricondotto a valori generali di robustezza e praticità. Come i jeans e i SUV, nati in contesti da lavoro e outdoor sono diventati negli anni oggetti fashion e  “di tendenza”, anche Lumberjack trasferisce i suoi valori originari nel mondo della moda. La nuova filosofia “urbanature” fa riferimento alla città, l’ambiente in cui i prodotti saranno utilizzati nonché l’ambiente in cui nascono le tendenze contemporanee, e alla “natura” come heritage del marchio, mododi essere, mancanza di artifici, semplicità, concretezza, essenzialità.

I prodotti Lumberjack sono perciò quotidiani, adatti alla vita di tutti i giorni, in città come nel tempo libero e rappresentano l’equilibrio “naturale” fra il valore e il prezzo: essenziali, concreti, contemporanei, raffinati e alla moda.<br
/> Le collezioni contrassegnate dalla foglia d’acero sono tutte accomunate dalla medesima cura dei dettagli e dall’utilizzo di materiali che siano allo stesso tempo di tendenza e confortevoli. A giocare un ruolo chiave su questo piano è il know-how tecnico del Gruppo Zylian che ha permesso, per esempio, di inserire in alcuni modelli di scarpe i nuovi sottopiedi in memoryfoam, materiale altamente performante che garantisce particolare comfort.

L’offerta merceologica di Lumberjack si sta evolvendo: le proposte maschili rimangono il core business del marchio che ha però sviluppato in chiave sempre più contemporanea e funzionale le linee donna e junior. Proprio la collezione bambino, che è stata declinata in una linea boy e in una linea girl, rappresenta per Lumberjack un promettente driver di crescita sul medio-lungo periodo.

Rivedere le priorità

Non so perché queste foto mi hanno fatto pensare alla lavanda, al suo profumo, ai suoi colori.
E poi a quei petali che si mettono nei sacchetti, quelli che nonna tiene nel cassetto della biancheria.
Un capriccio che ho ripreso prendendo delle stoffe bianche
e poi una manciata di lavanda, un nastro per chiudere tutto con tanto di fiocchetto.
E poi messo tra slip e reggiseni tutti sparpagliati.
Come se in quel caos, qualcosa di sensato ci fosse.
(Che è un po’ la metafora della mia vita)

Non lo so, è un’associazione di idee che non ho capito. Come non ho ben chiare altre 3milioni di cose.
Del tipo che la gente parla di politica, di Grillini e Renziani, di Pd e via dicendo,
di pace nel mondo e di ballottaggi. Io, invece, me ne sto qui: a conversare di massaggi,
di spritz e anche del perchè le donne arrivano a 100 anni
e hanno una vita molto più lunga degli uomini.
La conclusione è la seguente: “perchè usano la crema cellulite“.
Alla soglia dei 30 anni devo rivedere la mia lista di priorità. Forse.

Accessori: Chicnova (QUI e QUI)
Shorts: Chicnova

Credits: A. O. – weheartit

Ho bisogno di cose inutili, di serenità.

Ore 13.40.
“Ma sei ingrassata?”.
“Si. Io dormo uguale e te?”
Il tradimento è sempre sbagliato, Dio ce ne guardi a dire il contrario. Ma un po’ Raoul Bova fa tenerezza. Perché magari avrà sbagliato, ma ritrovarsi come avvocato difensore dell’ex moglie Chiara Giordano, la madre di lei nonché ex suocera, la divorzista più rinomata d’Italia, Annamaria Bernardini de Pace, è una sorta di legge del contrappasso. Per intenderci, l’incubo di ogni marito in via di separazione. Ecco se fossi Raoul mi sarei già preso il primo biglietto aereo per Honolulu, cambiato il numero di cellulare, nome, cognome ed avrei messo in valigia anche la nuova compagna spagnola 25enne Rocio Munoz. Potrebbe filare tutto liscio sempre se poi, già in dirittura d’arrivo per l’isola, non si renda conto di essersi sbagliato. E che, preso dalla fretta, si è confuso Rocio con il Mocio.
La somiglianza del resto c’è.
Aumentano le aliquote e purela Tares, la benzina, il costo del pane, l’acqua, gli interessi e le bollette. Aumenta pure Zara. 99,95 euro per una gonna in eco-pelle. Che, dico io, quel che peggio sono quei 5 centesimi. Inutili. Quel 99,95 che non fa 99 ma manco 100. Un contentino che sa tanto di “Togliamo l’Imu” per poi metterela Service Tax. Che se Berlusconi promettesse “Restituirò i prezzi di Zara di una volta”, non tornerebbe in politica ma diventerebbe Santo subito. Ed è già un passo avanti: le colombe già le conta. Piove. Zara ladra – altro che Governo.
Bianco come il latte, nero come la notte. Bianco come le pagine di un quaderno ancora da riempire. Nero come il kajal. Bianco come le Calle. Nero come 219 Black Satin di Chanel Le Vernis. Bianco come i pizzi di Dolce&Gabbana. Nero come un abito Lanvin. Bianco come il colore preferito da bambina. Nero come le prime Converse. Bianco come il Philadelphia e la panna montata. Nero come le lacrime sporche di matita che cadono lungo la guancia.– E potrei così continuare all’infinito.

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