INTEGRATORI ALIMENTARI PER CAPELLI: FUNZIONANO DAVVERO?

Torniamo a parlare di capelli e cambiamenti di stagione. Dopo le prove fatte con i trattamenti d’urto è arrivato il momento di parlare dell’altro aspetto della questione: gli integratori. Sono sempre stata scettica e ci è voluto molto tempo per decidermi a provarli, ma poi ho trovato un equilibrio: ad ogni cambio di stagione (di solito Ottobre/Novembre e Aprile/Maggio) ho usato per  due anni consecutivi le compresse Bioscalin. Ho fatto, quindi, 4 cicli completi, una compressa al giorno appena sveglia, due confezioni per ogni ciclo, per un totale di due mesi di trattamento. Per i miei capelli sottili e deboli Bioscalin ha sempre funzionato: ho notato una riduzione della caduta dei capelli, un maggiore volume e capelli più sani.

Un integratore alimentare che svolge il suo compito, non è fantastico? In più il prodotto è indicato non solo per i cambi di stagione, ma anche in periodi di forte stress, carenze alimentari e esposizione prolungata al sole. Nella formulazione indicata sulla confezione Bioscalin ci sono la Biotina, le vitamine B6 e C, l’acido Pantotenico, Rame, Zinco e la Sincrobiogenina, una molecola brevettata, antiossidanti in pratica, che proteggono i capelli dai radicali liberi. Prezzo del trattamento completo: 40 euro circa. L’autunno 2015, invece, è stato dedicato ad un secondo integratore alimentare: Phytophanère di PhYto, un mix di vitamine e minerali per garantire a capelli e unghie forza, crescita, volume.

Due capsule al giorno per tre mesi, sempre al mattino appena sveglie. Queste capsule contengono Vitamina E, B2, B6, biotina, vitamina C, olio di borragine, acidi grassi polinsaturi e zinco. Alla fine del terzo mese di trattamento posso dirvi che è come se non avessi fatto nulla: capelli deboli, volume inesistente e caduta per nulla arginata. Non mi aspettavo certo risultati fantascientifici, chioma fluente e caduta arrestata, ma seguire diligentemente una “cura” di tre lunghissimi mesi per non avere nessun risultato, tenendo conto anche del fatto che la mia alimentazione è parecchio migliorata, è abbastanza avvilente. Prezzo del trattamento completo: 29 euro circa, prezzo di lancio. Come è possibile questa differenza abissale di risultati? Cosa hanno le compresse Bioscalin che quelle Phyto non hanno? Ma soprattutto: cosa ha funzionato con voi? Parlando con la nostra Eva Conti, dietista ed esperta di alimentazione, il responso è che Bioscalin ha in più selenio e rame che lo rendono vincente rispetto all’altro prodotto.

Ma si potrà evitare l’uso di questi integratori e sostituirli con piccoli accorgimenti nell’alimentazione quotidiana? Risponde sempre la nostra Eva e io prendo appunti: Parlando di benessere del capello nella nostra dieta non devono mancare le proteine, alcune vitamine e i sali minerali. Ci sono in particolare alcuni alimenti che dovremmo consumare con regolarità: – i cereali integrali e il riso come fonte principale di Biotina (vitamina H) per il rinnovo, la crescita e il rafforzamento dei capelli – l’olio, verdure a foglia verde come gli spinaci, frutti di bosco e frutta/verdura arancione perché sono cibi ricchi di vitamina E e antiossidanti. – la frutta secca e i semi per i sali minerali (di particolare interesse sono rame, selenio, zinco) – i legumi  per il contenuto di vitamine del gruppo B e ferro  – un apporto di proteine costante: una porzione al giorno di pesce o uova o carne bianca sia per l’apporto in proteine ad alto valore biologico che per l’apporto dei minerali utili ai capelli Attenzione quindi a diete dimagranti fortemente restrittive, ma soprattutto allo scarso consumo di frutta e verdura.

Per garantire un buon apporto di vitamine e minerali si può ricorrere alla regola del 5 intesa sia come cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura sia come i cinque colori. Infatti i vegetali possono essere suddivisi in cinque colori (blu/viola – bianco – giallo/arancio – rosso – verde) e se si consumano frutti e verdura dai colori variati è semplice soddisfare i nostri fabbisogni.

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INTEGRATORI ALIMENTARI PER CAPELLI: FUNZIONANO DAVVERO?

Un libro racconta il layering, il segreto di bellezza delle giapponesi per avere pelle di porcellana e capelli di seta

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Avete notato che le donne giapponesi, di solito, dimostrano almeno dieci anni in meno della loro età effettiva? Hanno le pelle radiosa e capelli lucidi e non è solo merito dei loro geni se rispetto a noi occidentali hanno quei visi di porcellana e l’incarnato che fa invidia.

La famosa blogger e illustratrice parigina, Elodie-Joy Jaubert, affascinata dal Giappone e dalla sua tradizione e attenzione per la bellezza come gesto d’amore verso se stesse, è andata a scoprire il segreto di quei visi dall’aspetto sano e dalla carnagione liscia e soda come il mochi, il cremoso dolce di riso la cui consistenza richiama una pelle levigata e in salute e lo ha raccontato in un libro “Sette riti di bellezza giapponese”.jaubertRITIcover_piccolo

Le giapponesi, pare abbiano elaborato un sistema di cure tradizionali, che si trasmette di generazione in generazione. Si tratta di un rituale quotidiano di trattamenti chiamato layering, un termine inglese che significa a strati, e consiste in un minuzioso ordine di gesti di bellezza e di cure specifiche, dalla pulizia alla tonificazione, dall’idratazione alla protezione e al nutrimento, da ripetere mattino e sera. in realtà non è per nulla complocato, non sono richieste ore davanti allo specchio né spese folli in profumeria.

Anzi, questo metodo è alla portata di tutti, e l’autrice lo illustra in sette semplici tappe, con tanto di illustrazioni, consigli su prodotti naturali, biologici ed etici (molti dei quali avrete già sicuramente nelle vostre dispense in cucina).

Elodie-Joy Jaubert si occupa da anni di salute, benessere e cosmetica bio. Il suo sito è: sirenebio.fr.

Sette riti di bellezza giapponese
in libreria dal 1 ottobre
Elodie-Joy Jaubert
Sonzogno Editori
pp. 128; € 13.00
Ebook € 7.99

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Glam (un po’ rock) style

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Glam rock style. Il glam almeno c’è e anche il rock (almeno un po’).
Jeans strappati in stile boyfriend, tronchetti open toe in pelle nera.
Una giacca da uomo extralarge e una blousa larga.
Gli occhiali da sole alla Tom Cruise che a me piacciono da impazzire.
E ora che ci penso avrei potuto chiamare questo outfit “Top Gun”.

shoes/scarpe: JessicaBuurman

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Donne in cucina

donne in cucinaUna ci prova a farsele piacere certe cose. E non dico certi uomini che quelli veramente è impossibile ma cose del tipo quella musica un po’ troppo malinconica che tutti osannano, un giacchino vintage, un film fantascientifico della serie “salviamo il mondo” e speriamo che finisca presto se no “salvate me”, il pranzo della domenica con i parenti dopo aver fatto le sei della mattina. E pure la cucina. Diamine solo a pensare agli ingredienti a me viene la disperazione, per non parlare del peso – preciso – della farina o del burro che sono gli unici numeri della bilancia che resistiamo a vedere aumentando i gr senza una lacrima. E’ contro la nostra natura: si sa che noi donne andiamo a sensazioni amando persone semplicemente perché c’è nell’aria uno strano profumo (e non di bruciato). Per non parlare poi dell’aspettare che il forno si scaldi. Che, voglio dire, non accettiamo un uomo che arrivi in ritardo al primo appuntamento, ma lo concepiamo con Ariston. Ci vuole precisione, attenzione, pazienza, manualità. E non fa per me la cucina. Considerato pure che la cosa più manuale che ho fatto in vita mia è aver ritagliato un tovagliolo e averci scritto il mio numero con chiamami. O quello del take away più vicino.

Roma – Bayern ieri sera.
E io che provo a sfornare cupcakes manco se a lì a poco dovessero suonarmi alla porta Cracco Bastianich e Barbieri. Carini a vedersi ma provateci voi a mangiarli.
La prossima volta ci provo con i biscotti va’.
Si accettano consigli, ricette e segreti per diventare la donna perfetta – part I.
(E scrivete QUI tutto quello che vi viene in mente, pubblicherò su Glamour Marmalade i vostri consigli tra i fornelli. Anche la preparazione per un’insalata particolare può andare. Meglio se con l’avocado, come piace a me. Diamoci una mano, amiche).

disastri-in-cucina toast bruciati
cucina-forno-donne

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Mai dire mai

mai-dire-mai C’è dubbio, insicurezza, curiosità insensata, mai innocua, mai banale o scontata. Mai come “mai dire mai” che le amiche ci ripetono finita una storia con la delusioni,i ripianti, la voglia di chiudere una parentesi e gettarsi con i piedi leggeri, come se sfiorassero la sabbia e poi l’acqua del mare, in un’altra storia. Che chiodonon schiaccia chiodo, però aiuta a non pensare quanto meno. Con tutte le promesse del non ricascarci che vengono giurate e spergiurate. E con l’attesa che il portone si apra dimenticandosi della porta, facendo dei giri immensi per poi tornare sempre lì.

“Mai dire mai”, dicono le amiche. E hanno ragione. Perché poi finisce che tutte le promesse vengono rinchiuse in un cassetto chiuso a chiave da un semplice messaggio, uno sguardo, una serata a base di vodka e di vino bianco. Che quello che ci spinge a riprovarci con un ex è la sensazione di aver fatto tutto il possibile per una storia, più che per noi stesse.

(Una volta sola però, poi basta)

Ogni tanto una serata passata a casa ha quel che di straordinaria ordinarietà. Prendi un mercoledì, anzi un freddo mercoledì di fine ottobre, con l'euforia di tanti per Halloween alle porte. Di tanti tranne la mia. Una tisana e pantofole di pelliccia con leggins e maglione. Le gocciole e i cereali ai frutti di bosco nei contenitori trasparenti sul tavolo. Perchè tutto sia pronto per domani mattina a colazione. E un film. Che in televisione non è vero non ci sia mai niente da guardare che non sia X-Factor. Prendi su canale 5 questa sera "Quasi amici - intouchables". E, se non l'avete visto, lasciate perdere qualsiasi riferimento all'amore. Che noi siamo fissati con il romanticismo, non riuscendo a vedere, come se fossimo dietro a un vetro appannato, che ci sono altre emozioni e relazioni e questioni di cuore che vale la pena vivere. Vedi l'amicizia.

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