Make Up For Ever prodotti Artist per labbra rosse e sensuali

Un solo colore per diversi finish. Make Up For Ever ha scelto il rosso, il colore sensuale per eccellenza per la sua linea di prodotti labbra Artist composta da una tinta laccata, un balsamo colorato e un matitone opaco.

A seconda del risultato e dall’intensità del colore che volete ottenere, potrete scegliere il rossetto che fa per voi.

Artist Acrylip è un rossetto liquido e lucido: contenuto in un flacone che ricorda i tubetti di colore dei pittori, si stende con l’applicatore tipico dei gloss o delle tinte.

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La nuance n. 942 Deadly Raspberry è un rosso cremisi che riflette la luce facendo sembrare le labbra quasi “scolpite”. La texture è molto liquida, per questo si fissa con difficoltà e tende sin da subito ad insinuarsi nelle pieghette del contorno labbra.

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Prezzo al pubblico: €24,60

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Artist Lip Balm racchiude in un solo prodotto il comfort di un balsamo labbra e la lucentezza di un gloss. L’applicazione, data la texture morbida e scorrevole e il formato matitone, è estremamente facile e veloce.

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Il colore non è immediatamente coprente ma si possono stratificare diverse passate senza provocare sbavature, non è un rossetto a lunghissima tenuta ma il colore – il n. 940 Vibrating Crimson, un rosso fragola – resiste abbastanza bene se non lo si sottopone alla “prova” dei pasti.

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Prezzo al pubblico: €23,49

Infine, Artist Lip Blush ha lo stesso formato matitone del Lip Balm ma il prodotto al suo interno è completamente diverso: si tratta di  un rossetto opaco che lascia le labbra vellutate vestendole di un colore puro e omogeneo.

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In questo caso, dato il finish, la stesura risulta meno scorrevole e il prodotto non così confortevole, tuttavia la pigmentazione è molto elevata e la durata molto alta. La nuance . 941 Dangerous carmine è un rosso che dà sull’aranciato, senza dubbio il più caldo tra i tre.

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Prezzo al pubblico: €23,49

 

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Sanremo 2017 la pagella dei look

La 67esima edizione del Festival della canzone italiana è cominciata con i primi undici big e dunque undici canzoni, ma soprattutto undici look (esclusi ospiti e i padroni di casa Maria De Filippi e la valletta di colore che parla bene l’italiano Carlo Conti) che adesso passerò ai voti.

MARIA DE FILIPPI: Vestire Queen Mary non è una cosa facile, lei è indiscutibilmente brava, poichè penso sia la Miuccia Prada della della televisione italiana, ma al contrario della Signora, cammina come uno scaricatore di porto e quasi sempre è impalata. Riccardo Tisci con i suoi abiti disegnati per Givenchy  è riuscito però, almeno per la prima serata a regalarle grazia ed eleganza sia con il lungo nero che con il corto bianco che vista l’ora in cui l’ha indossato pareva la veste per andare a dormire. Voto 7

Carlo Conti: Per quanto mi riguarda è lui la valletta di questa edizione, ad un certo punto aveva in mano due microfoni che manco quando presentò Eva Herzigova si sono viste scene simili. Anyway il look, devo scoprire ancora la nuance del fondo tinta/terra indiana che usa e poi fare uno speciale, non era malvagissimo ma lo stylist dovrebbe sapere che in tv il velluto nero pareva viola, dunque stava bene ma non benissimo. Voto 6

Giusy Ferreri: La cantante di origini siciliane è la dimostrazione del fatto che se sai cantare non puoi anche avere buon gusto. Il semi-tuxedo, dicono le mie fonti, l’ha comprato lei da Philipp Plein e il fatto che dal press office del chiamiamolo stilista perchè altrimenti si offende non rivendichino la dice lunga su tutto. Voto 3

Fabrizio Moro: Lui ha sempre avuto l’aria da ragazzo di periferia un pò trasandato, ma stavolta ha forse esagerato: il completo semilucido andava prima ripreso sartorialmente (le arricciature sui pantaloni non mi hanno fatto ascoltare bene la canzone) e poi stirato. In più, Fabrizio caro pettinati. Voto 5

Raoul Bova: L’Italia è il paese dove se una volta eri sex symbol allora lo sarai per sempre. Raoul Bova si ok è un bel Dilf ma sono certo che c’erano degli abiti Giorgio Armani migliori. Voto 7 (Solo perchè ho fissa nella testa l’immagine di lui che esce dall’acqua nel film “piccolo grande amore”)

Raoul Bova veste Giorgio Armani

Raoul Bova veste Giorgio Armani (Photo by Venturelli/Getty Images)

Elodie: L’abito è di Etro e l’idea delle stampe per evitare il total black ad un certo punto ha pure funzionato, ma l’orecchino a cerchio con le borchie indossato da solo, mi ha ricordato alcune mie compagne del liceo di cui non ho grande piacere, per non parlare degli anelli troppo grossi. Voto 5+

Lodovica Comello: Stonata come la Lecciso o forse un po’ di più, a salvarla l’abito firmato Vivetta, forse uno dei più belli visti ieri sera. Voto 8

Lodovica Comello veste Vivetta

Lodovica Comello veste Vivetta

Fiorella Mannoia: in Antonio Grimaldi (chi è?) L’ho trovata essenziale, chic, pulita, femminile e assolutamente moderna, e giusto per citarla: “che sia benedetta” Voto 9

Alessio Bernabei: Errore n.1: perchè non ha messo i calzini? Errore n.2: Perchè ha messo quelle scarpe così lucide? Errore n.3: la giacca sembra nata dalla collaborazione di qualche stilista con l’Amsa. (si quelli dell’immondizia). Voto N.C.

Tiziano Ferro: In classico Dolce&Gabbana per andare sul sicuro. Voto 7

Carmen Consoli: L’abito di Philosophy by Lorenzo Serafini non l’ho capito molto bene, troppe citazioni per un pezzo solo però le stava d’incanto, un po’ meno il trucco. Voto 7++

Al Bano: Lui piuttosto cambia moglie ma mai il vestito. Voto 3-

Samuel: I revers bianchi fanno tanto cameriere di lusso russo, il jeans probabilmente comprato da Piazza Italia puoi indossarlo ovunque ma non a Sanremo. Anonimo più della canzone Voto 3

Paola Cortellesi: Mi è piaciuto tantissimo il rossetto, credo il 404 Marzo di Armani, più che il vestito. Ma a Paola sta bene un po’ tutto. Super chic. Voto 8+

Paola Cortellesi veste Giorgio Armani

Paola Cortellesi veste Giorgio Armani

Ron: I capelli della Mannoia e gli occhiali di Malgioglio fanno pensare al peggio, ma invece il verde petrolio non è sbagliato. Voto 5+

Clementino: Marcelo Burlon è insignificante un po’come le canzoni di quelli che veste, ma per Clementino il look è giusto, anche se un pelino didascalico. Voto 5

Ricky Martin: Non lo so, è vestito così dal 1996 e nonostante basta che muove il bacino e tutti collassiamo, io non dimentico che vorrei vederlo con abiti nuovi. Voto 5+

Ermal Meta: Tra gli uomini in gara ieri è stato il migliore vestito bene, o meno peggio, Look chiaro, semplice ma con stile. Ho adorato le maniche tirate su e le spille sul revers e la canzone. Voto 8

Diletta Leotta: Penso che Alberta Ferretti ultimamente stia avendo una crisi stilistica, l’abito che ha indossato la “giornalista” ieri sera è discutibilissimo, per non dire orrendo, peggio di quelli che sta facendo indossare alla Marcuzzi all’Isola dei famosi. Ok, l’ho detto. Voto 5

Rocio Munoz Morales: L’abito superbo di Francesco Scognamiglio ha oscurato un po’ tutti quelli visti ieri sera, peccato per le “antenne”. Lei bellissima. Voto 7++

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Sanremo 2017: seconda serata, i look di Maria De Filippi [FOTO]

Dopo il debutto-bomba, la seconda serata di Sanremo 2017 sfodera nuovi outfit per Maria De Filippi. Ecco i cambi d’abito della conduttrice che affianca Carlo Conti.

È la seconda serata di Sanremo, storicamente forse la più delicata (la prima di solito garantisce un certo share per la semplice curiosità dei telespettatori). Maria De Filippi, ripresasi alla grande dalla febbre e dall’influenza, ha attraversato leggiadra la prima diretta con due splendide creazioni di Tisci: l’abito nero semitrasparente e quello bianco a filamenti di strass e brillantini. La lode è stata unanime, o quasi, mentre nella serata dell’8 febbraio la sua apparizione ha creato un certo sconcerto: spuntata improvvisamente in platea a distrubuire gadget di mini-Carlo Conti, la conduttrice è apparsa con uno strano look, che ha fatto quasi pensare che si fosse dimenticata di cambiarsi.

Come definire il primo look? È una specie di vestaglia lunga nera, che sembra fatta di cotone, con una fila di bottoncini sobrissimi da allacciare a piacimento. L’outfit tra l’altro aderisce perfettamente (troppo perfettamente) al corpo della De Filippi segnando le forme non scolpitissime della presentatrice. Sul decolleté si affaccia una bordatura di pizzo (o similtale) mentre al collo pende una collana enorme, pesante, d’argento e di pietra verde, forse uno smeraldo. C’è chi la paragona a quella di Sailor Moon e, più numerosi, a quella di Rose in Titanic. Qualcuno intanto si chiede se il look, creato da un professionista affermatissimo come Riccardo Tisci, non sia quasi una provocazione sullo stile “Io Sanremo lo conduco dallo scalino e mi presento in vestaglia“.

Maria De Filippi

Eccola tra il pubblico

Chissà… In ogni caso i commenti fioccano veloci da Twitter: “Maria ieri in Givenchy e oggi in PiazzaItalia. Perché?”, “Maria per favore dimmi dove hai preso quella magnifica camicia da notte”, “Maria si presenta al festival vestita di m*** e noi muti”. Purtroppo per Queen Mary, sotto il tessuto leggero spunta anche un capezzolo in rilievo.

Look Maria De Filippi Sanremo

Il secondo cambio d’abito di Maria, che ha baciato sulla bocca Robbie Williams prima di “trasformarsi” come Cenerentola (ma lei il principe lo baciava dopo), controbilancia decisamente il primo, anche se qualcuno sui social lo paragona impietosamente a una rete da pesca e qualcun altro contesta l’eccessiva pelle scoperta. L’outfit è sempre total black, composto da un abito nero luccicante e coperto di pailettes, sotto un velo a rete composto da uno strutturato insieme di fili, trasparenze, punti luce, scintillii. L’abito è praticamente trasparente e crea un effetto vedo-non vedo (più vedo che non vedo).

Maria De Filippi

 

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Beyoncé incinta di due gemelli

Queen B ha dato l’annuncio un’ora fa sulla sua pagina Instagram. Uno scatto che la ritrae con un pancione ormai più che accennato, davanti ad una composizione di fiori e rose multicolore.

Beyoncé e Jay-Z aspettano due gemelli

“Vorremo condividere con voi tutto il nostro amore e felicità. Siamo stati benedetti due volte. Siamo incredibilmente grati, la nostra famiglia cresce “per due” e vi ringraziamo per i vostri auguri – The Carters” scrive la star su Instagram. Così la piccola di casa, Blue Ivy, sarà presto una sorella maggiore a tutti gli effetti.

Un annuncio che dovrebbe quanto meno far tacere tutte le voci riguardo ad una presunta crisi nella coppia…

We would like to share our love and happiness. We have been blessed two times over. We are incredibly grateful that our family will be growing by two, and we thank you for your well wishes. – The Carters

Una foto pubblicata da Beyoncé (@beyonce) in data:

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Facebook anniversario: i numeri di un grande successo

Il 4 febbraio 2004 nasceva Facebook e da quel momento la storia della comunicazione mondiale era destinata inesorabilmente a mutare. Nato come semplice social che aiutava a ritrovare i compagni di scuola, oggi Facebook è una piattaforma che sta cercando di fagocitare dentro sé il maggior numero di servizi possibili, per far sì che l’utente non abbia alcuna ragione per abbandonarlo.

In futuro, sempre più, sarà possibile trovare in Facebook tutto ciò che occorre: accedere ad internet potrebbe equivalere ad accedere a Facebook. Fantascienza? Impossibile? Lo sapremo solo tra qualche anno, o anche meno.

Nascita e numeri di Facebook

Parlare del compleanno di Facebook significa ricordare anche come tutto ciò possa aver avuto inizio. E per far questo dobbiamo tornare a quel 4 febbraio 2004, giorno in cui il social network nasce ufficialmente, grazie alla collaborazione dei giovanissimi Mark Zuckerberg, Eduardo Saverin, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. E da quel momento la scalata di Facebook è stata praticamente inarrestabile: all’inizio del 2010 l’azienda valeva già 14 miliardi di dollari, a fine 2015 Facebook valeva oltre 44 miliardi di dollari. E nel frattempo erano state acquisiste importanti realtà come WhatsApp (pagato 19 miliardi di dollari) e Instagram (per cui Mark Zuckerberg e soci hanno sborsato un miliardo di dollari).

facebook compleanno mark zuckerberg

Il grande valore di Facebook è ovviamente legato al numero di utenti che lo utilizzano in ogni istante della propria vita. In base ai dati aggiornati all’anno 2016, si stima che la piattaforma social possa contare su 1,65 miliardi di persone che utilizza Facebook almeno una volta al mese; 1,09 miliardi di persone che usano il social quotidianamente; 1,51 miliardi di persone che ogni mese utilizzando Facebook da dispositivo mobile. Tradotto in percentuale, il 66,1 per cento degli utenti iscritti al social vi accede quotidianamente e in media lo utilizza per almeno quaranta minuti al dì.

Se tutti questi numeri vengono tramutati in possibile platea di clienti per le aziende, si comprende immediatamente quanto Facebook possa essere appetibile per chi lavora e punta alla comunicazione e al raggiungimento di clienti e mercati sempre più ampi.

Facebook e il potere di fagocitare tutto

Se Facebook ha avuto così tanto successo, lo deve soprattutto alla grande mole di servizi e contenuti per aziende e privati che consente di utilizzare. Ma non solo. Procediamo con ordine però. Gli utenti privati, attraverso il social, possono, tra le altre cose, mantenere i contatti con le persone che conoscono oppure possono conoscerne di nuove, possono gestire foto, far parte di gruppi di discussione, trovare notizie e informarsi, condividere quello che reputano giusto mostrare agli altri, possono comunicare in modo semplice e immediato, possono commentare i contenuti degli altri utenti, possono guardare video e dirette streaming e a loro volta possono pubblicare e condividere video e dirette live. Gli utenti commerciali possono comunicare le proprie iniziative, possono utilizzare Facebook come una vetrina in grado di far ampliare il mercato, possono pubblicizzarsi e trovare tantissime nuove opportunità di business grazie agli strumenti messi a disposizione da Facebook.

facebook compleanno mobile

Accanto a tutti questi aspetti pratici di Facebook, non bisogna tralasciare però l’aspetto psicologico che potrebbe spingere a utilizzare il social. E non bisogna tralasciare neppure il fatto che questa piattaforma abbia in parte mutato abitudini e relazioni (basta pensare a quanto sempre più spesso Facebook finisca per essere citato nelle cause di divorzio), dato spazio alla frustrazione di chi si sfoga trascorrendo il tempo ad insultare gli altri utenti – con commenti spesso violenti e offensivi ma anche incentivato il voyeurismo e la curiosità morbosa di controllare le vite degli altri. Solo per quest’ultimo aspetto ci si potrebbe scrivere un intero trattato di psicologia!

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