Abito da sposa H&M ma davvero "Victor&Rolf" non vi dice nulla?

Non è la prima volta. Credo la seconda. Forse per sbaglio o per svista, in molti/e (fashionista, fashion blogger, fashion addicted, insomma tutte quelle “professionisti” o pseudo-tali che iniziano con fashion), l’hanno definito come il “primo abito da sposa H&M”. Non è proprio così. Era il 2006 quando dopo Karl Lagerfeld e Stella McCartney, cominciò l’era di Victor&Rolf (che adoro). Da questa esclusiva collezione cosa ne uscì? Un particolare vestito bianco con fiocco sul seno, che scende lungo i fianchi largo, senza stringere la vita e uno strascico. Perfetto per ogni donna e capace di unire l’essenziale o un delicato bon-ton moderno. Senza fronzoli, semplice, “ispirato al cuore” aveva dichiarato Margareta van den Bosch, responsabile creativo a quei tempi della catena svedese. Un video poi ironico, senza eccessi, ma con suggestioni barocche era stato girato per presentare la collezione “Victor&Rolf for H&M”. In questa mini pellicola (la trovate QUI) era stato mostrato l’abito indossato da una stupenda modella bionda nel giorno del suo matrimonio quando sta per dire il suo “”. Davanti all’altare, ad aspettarla, entrambi gli stilisti.
Otto anni dopo. H&M presenta un altro abito da sposa. Questa volta nessuno stilista celebre ma è una delle linee più conosciute: Conscious. Bianco, bustino decorato, drappeggi e una gonna che cade leggera sui fianchi. Senza eccessi anche questa volta. Un abito bianco, dicono in seta, fin troppo minimal però, senza neanche un misero tulle. Meglio di questo pure il Vera Wang nero, per dire. Certo che però è economico, avoja: meno di 80 euro (per la precisione 79,95 centesimi). Così continuiamo, in fondo, a voler bene a H&M che ha disegnato un abito da sposa non eccezionale, non da sogno ma davvero per chiunque. Per magre e grasse. O meglioper grasse e magre. Abito da sposa, per giunta, low cost. Poco meno di 80 euro non sono poi tante considerato che adesso da Zara (ladra) ci si prende forse una collana e una clutch (ma ho i miei dubbi). L’abito da sposa di H&M è pensato davvero per ogni donna che sogna di sposarsi. Due, tre, quattro, cento volte. Del resto, la vita è talmente lunga e perché dire si solo una volta.
I love you too…. Two”, video di Victor & Rolf for H&M



Abito da sposa H&M low cost
L’abito da sposa di Vickor&Rolf for H&M
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Diffidate dell’uomo che veste Mickey Mouse

Non si direbbe, ma gli uomini li amo davvero. E sono fortunata. Quelli che sono entrati e poi usciti dalla mia vita, non ci crederete, ma sono persone incredibili. Mentre quelli che continuano a restarci, invece, sono uomini straordinari. Un po’ come quella trasmissione che andava in onda su Rete 4. Non so se sia ancora in programmazione. “Vite straordinarie” credo si chiamasse. Trattava di santi.
Tutta questa premessa per dire che mi sono ritrovata davanti al computer a braccia incrociate. Posizione che assumo di solito quando penso – si io penso, se ve lo state chiedendo. Capita in rare occasioni ma ne sono capace – di compiere da lì a poco un gesto sconsiderato, quando dormo e quando guardo un film davanti la tv per tenere ferma la coperta in plaid (tutta vita insomma). Così ho deciso: parlerò oggi di uomini ma non nel contesto a cui siete abituati ormai – d’amore (cose da donne insomma) – ma di MODA. E guarda caso cosa si è svolta in questi giorni? La “London collection men” per le tendenze maschili autunno inverno 2015. E cosa ci sarà da domani? La settimana della moda di Milano, sempre dedicata agli uomini. Ma limitiamoci all’evento inglese. Tre giorni di passerelle, presentazioni, eventi di stilisti affermati, come Dolce & Gabbana o Burberry Prorsum, e quelli un po’ meno conosciuti (magari da me) come Siblings o Agi and Sam.

COSA MI E’ PIACIUTO INDUBBIAMENTE? David Gandy in giro un po’ ovunque. Ma questo è un altro discorso. Mi hanno davvero colpito l’eleganza di alcune sfilate in cui il gusto è quello British e un po’ passato come la collezione di Hackett, in cui il colore è sapientemente dosato per prendere il posto del classico nero, vedi le sfumature calde dell’arancio e del rosso dei maglioni di John Smedley, la sofisticatezza e la sobrietà di Hardy Amies. COSA INVECE NON MI HA CONVINTA? I capelli lunghi di Andersens, lo stile monacale, con influenze indiane, di Craig Green e tanto meno il punk reinterpretato in chiave fantasiosa ispirato a Topolino di Bobby Abley.

Che poi, voglio dire, se si presenta uno al primo appuntamento con la felpa di Mickey Mouse, c’è solo una cosa da fare: alzarsi dalla sedia e scappare. Darsela a gambe. Perché il messaggio è limpido, allusivo, direi a tratti premonitore: non è tanto sul fatto che non sia cresciuto, se ci pensate ci sono uomini che indossano giacca e cravatta e vivono ancora nel periodo pre-adolescenziale, figuriamoci. Ma perché un uomo che indossa una maglia della Walt Disney, le sa raccontare molto bene. Le favole.
(E non vorrete mica incorrere il rischio di cascarci vero?)
Bobby Abley – London collection men – Mtv
Sibling – London fashion week FW 2015 – Grazia
Bobby Abley – London collection men
Credits by Weheartit – Mtv – Grazia

E’ la vigilia

Sono poco presente in questi giorni. Scusate, lo so, ma gli impegni e la vita vera – quella che non è di certo davanti un computer e Glamour Marmalade ne è solo una parte – chiamano. Domani è Natale con quel 25 dicembre in cui la cosa che amo di più volete sapere qual è? Il rumore della carta scartata e il profumo di arrosto dalla mattina con i rumori di risate dalla cucina. E poi anche la mia sottana nera e un maglione sopra, i piedi scalzi e le luci dell’albero accese anche quando c’è la luce. La tavola imbandita per le grandi occasioni con la tovaglia bianca, linda, così pura che è quasi un peccato sporcarla con il vino rosso (succederà, avoja) con tutti i piatti posizionati perfettamente, con i bicchieri minimo due per l’acqua e per il vino, e le posate. Tante. Che poi da dove devo iniziare con le forchette? Non l’ho mai mica capito, dicono dall’esterno. Sarà. Ecco questa immagine si ripete ogni anno, sempre la stessa, senza mai stancare o essere banale. Un disco imparato a memoria che però ogni volta è incantevole. Tutto qua.

Dai su ve lo dico, ormai è il momento. Lo so da qualche settimana e con me pure le persone che mi conoscono da una vita, quelle che capiscono quando mi succede qualcosa di bello semplicemente guardandomi negli occhi, senza dire una parola. Come, del resto, qualcosa di brutto. Ma qui si parla di Gioia e non mi riferisco solo alla felicità, ma alla rivista con i miei primi articoli pubblicati. (E la Gioia così è anche nel credere che i sogni prima o poi, passo dopo passo, si realizzano. Con i loro tempi, ma prima o poi si avverano. Sempre)
Ecco il mio articolo: I trends 2013 più popolari per Google.

Pics by weheartit

 

Una gonna in tulle – Sammydress

E’ la mia Gubbio con i suoi vicoli e i suoi scorci che non si sa quanto mi fanno impazzire.
E poi ci sono io che vado in giro a dicembre manco fosse aprile indossando una gonna in tulle da ballerina (comprata su Sammydress). Bianca che fa tanto nuvola o, se preferite visto il periodo, tanto neve. Con quei pizzi svolazzanti e le trasparenze che sono così favolose. E non c’è un aggettivo migliore di questo, per descrivere quello che provo quando indosso il tulle, come quello che richiama la favola. Oppure userei “teatrale” come le ballerine pronte con i loro tutù a entrare in scena. Si, l’immagine del teatro mi piace decisamente di più: in fondo, lo sono anche io. Teatrale dico, non certo ballerina.

Do you know Sammydress? It’s the shop where I bought my skirt. You can find in this store everything you want. I love evry clothes and I think that the accessories are very fabulous. In the past days I bought a necklace “Love me” (you can see very soon) and the earrings (They are very elegant). Why you should buy on Sammydress? Because the shop sell perfect clothes in quality but…. low cost! The prices are very base.
What do you think about my skirt? It’s amazing, isn’t it?
skirt/gonna: Sammydress – bracelet/bracciale: Boccadamo
 
Pics by A. O.

 

La dura vita di quelle sempre perfette

Dare il buongiorno a mezzogiorno non vale vero? Poi vi spiego perchè. Ho fatto un esperimento
per tutto l’universo femminile come me: quello un po’ dannatamente in ritardo, spettinato, struccato
e se c’è quel poco di make up è sbaffato. Per quelle che, insomma, prima ancora della doccia,
della messa in piega e del caffè, l’unica cosa di cui hanno bisogno alla mattina è un messaggio.
Quello di lui con il buongiorno.
Questa mattina ho (in ordine):
fatto la maschera per i capelli al profumo di frutti, la piastra, spalmato tre kg di crema anticellulite sulle gambe, poi quella “anti-age” sul viso (“prevenire è sempre meglio che curare”). Mi sono pure truccata, vestita alla moda con criterio, non aprendo semplicemente l’armadio e dalla fretta prendere la prima cosa “civile” che capita facendo cadere tutto quello che è sopra. Ho lasciato da parte la tuta, lì sopra il letto. Ho messo pure l’ear cuff che fa tanto “rockettara glam”. Sono arrivata in ritardo al lavoro ma solo di dieci minuti – ci sono stati giorni peggiori, per dire. Tutto questo per provare, per un attimo, la dura vita di quelle che dalla mattina hanno la forza,

le energie, lo spirito, la volontà, la tenacia, la propensione di stare ore davanti allo specchio. Quelle, insomma, sempre perfette, impeccabili, precise ancor prima del caffè.
Che dire? Per me un’emozione unica.
Nel senso che una volta nella vita è già abbastanza.


Pics by Weheartit