Anya Hindmarch clutch

Anya Hindmarch clutch

Potrei dirvi che le amo per innumerevoli motivi. Perché mi ricordano l’infanzia quando da bambina mangiavo i cereali al cioccolato di nascosto, mai però inzuppati nel latte. Perché il passato mi affascina e trovo nostalgico ogni volta che ripiomba e cambia e si evolve con quello che è lo spirito del presente. Perché piace non prendersi troppo sul serio e rischiare, osare anche con poco, un accessorio. Perchè quando le guardi pensi “avrei voluto pensarci io” e che le ispirazioni a volte sono sotto i nostri occhi. E perchè sono simpatiche, gioiose, colorate e… le voglio. Tutte insomma.

Potrei ma non lo faccio. Perché la realtà è che ci sono cose che si amano senza un motivo.
Semplicemente perché esistono. E le clutch Anya Hindmarch sono una di queste.

(Costo di una clutch: 1195 sterline. Amen)

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Tutto in un inverno

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Ci saranno gli anni ’60 e la moda secondo Twiggy. Ci sarà il rosa, tanto rosa. Tonalità cipria o marshmallow. Come Gucci con i suoi cappotti che avvolgono dalle spalle fino alle ginocchia o le maglie di lana di Chanel. E poi i fiori. Chi ha detto che non sbocciano d’inverno? Così vuole Gimbattista Valli. Per lasciare tutto all’immaginazione e lasciare aperte le porte alla seduzione.

Ci sentiremo un po’ catapultatate nell’infanzia con i guanti-peluche extralarge di Msgm. E giocheremo a fare cerchi, triangoli e quadrati per ricreare quel geometrismo perfetto, surreale delle correnti artistiche contemporanee. Per sentirci un po’ brave anche noi nel disegnare, una sorta di rivincita sull’hand made in cucina che proprio non ci riesce. Dicono che ci voglia pratica, ore passate a impastare e creare con gli ingredienti. Anche se le ricette che più ci piacciono sono quelle della moda. Per questa stagione: camel coat, effetto serpente q.b. e un tocco di sport come ciliegia sulla torta. Ci saranno le piume, questo mi rincuora come una tisana bollente a fine giornata. E la voglia di cambiare. Eyeliner, tacco, vita.
Tutto in un inverno.

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Milano fashion week SS 2015

milano-fashion-week-ss-20155 giorni.
Un bagaglio di abiti e di scarpe, poi trucchi e creme. Dimenticarsi del balsamo e della spazzola che è un po’ come lasciare a casa spazzolino e dentifricio, questa volta però nel beauty-case. E poi Milano che ti accoglie con un sole che scalda l’anima. E l’estate, alla fine di settembre, non sembra poi lontana.

Così la metro, le corse e tutti i tacchi del mondo portati in valigia non indossati. Siano benedette le Converse e i mini-dress. Sempre. Non appariscenti, nemmeno così interessanti ma comodi per lo meno per arrivare da una sfilata a un’altra senza inciampare, perché sapete? Anche a Milano ci sono i sampietrini della peggior specie poi, un po’ invisibili. GoogleMaps sempre a portata di mano e se non ci fosse stato sarei arrivata anche prima. Cambi di rotta e di strada con i milanesi pronti a darti indicazioni manco fossi loro figlia e con i taxisti che “Fashion week? Stasera gioca il Milan”. Pausa a California Bakery e poi arrivare tardi a una sfilata per osservare immobile gli artisti di strada nei pressi del Duomo. Incantano: un gruppo di ragazzi alle prese con la breakdance, i mimi, un pappagallo, sonorità peruviane, un giovane mentre suona il piano. Quello stesso piano con i tasti bianchi e neri che giorni dopo avrei visto sfiorati dalle dita di Einaudi, come se fossero il corpo di una donna in occasione della presentazione di Emozione, la nuova fragranza di Salvatore Ferragamo. E poi i sogni che quelli non mancano mai. Dalle gonne lunghe e gli abiti corti di Dsquared2, a quello stile un po’ confuso, melting pot, un po’ mal d’Africa di Stella Jean. I pois di Genny si trasformano nelle stelle di Philipp Plein, l’abito lungo lilla di Roberto Cavalli con la schiena scoperta, gli anni ’70 che tornano prepotentemente con Casadei e Angelo Marani, senza tralasciare l’Oriente di Andrea Incontri e la pop art di Alberto Guardiani. Dolce & Gabbana che non deludono mai, nemmeno ispirandosi alla corrida e al flamenco spagnolo piuttosto che alla Sicilia.

Un ritorno alla natura e ai suoi colori. Con il verde, il rosa, il lilla, il blu e soprattutto il giallo – divino quello di Luisa Spagnoli – insieme all’oro e all’argento, cominati tra loro per il ritorno del color-block. E poi Moschino con la sua Barbie con quella tonalità di rosa che stomaca. Quello che più mi ha colpito di questa sfilata? Il modo con cui una delle modelle teneva le mani, all’insù, per un’idea di bambola a mo’ del film “Una donna perfetta” con Nicole Kidman. Non mi ha convinto, nemmeno colpito. Ma già “sei matta? Questa è la storia. Ma ne sai qualcosa dello stile di Moschino? Che poi Jeremy Scott che è un genio”, tuonano quelle/i che è tutto amazing sempre e comunque. Ma io ne capisco poco di moda e di storia, dico la verità. Vado a pelle, a vista, a gusto e non potrebbe essere diverso con Coccinelle e le sue borse con le caramele Haribo. Scoprire pure che le presentazioni possono essere meglio delle passerelle, che ridere è il passpartout per ogni evento e lo fanno anche le modelle, sapete? Un po’ meno le fashion addicted che passeggiano avanti e indietro per le strade di Milano aspettando che qualcuno le noti o le fotografi per la fiera dell’apparire. Ma anche questo è viversi la fashion week.

E imparare che più imprevedibile di Dio, di Anna Dello Russo e del destino c’è solo Trenitalia.

Dolce & Gabbana spring/summer show at Milan fashion week

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Dolce & Gabbana Spring/Summer 2015 collection

Pics Dolce&Gabbana: TheGuardian

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Così la moda è alla frutta

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Si respirano i profumi della Sicilia con l’arancia e i mandarini e anche un po’ dei Caraibi con l’ananas, dell’Africa con l’anguria. E poi ci sono i limoni che hanno fatto il loro debutto sulle passerelle in punta di piedi con Stella McCartney che, a Parigi nel 2010, introdusse la stampa portata agli estremi l’anno seguente da Dolce& Gabbana. La frutta diventa così non solo motivo ispiratore di ricette, diete e bellezza, ma anche di eleganza, sensualità e un pizzico di ironia nella vita di una donna.  Quella stessa ironia che serve ora per osare e indossare una macedonia di frutta in un’esplosione di giallo, verde, rosso e arancio. La moda è così alla frutta.

MACEDONIA GLAMOUR, ECCO LA RICETTA – Ingredienti: limoni, arance, ananas, ciliegie, anguria, mandarini. Guarnizione: foglie. Preparazione: tagliare e mescolare. Come hanno fatto Shirt à Porter e Banana Republic con i loro abiti e Dolce & Gabbana con le zeppe della collezione SS 2014. N.B. Se vi piace un unico frutto, basta semplicemente non mischiare gli ingredienti. Così come propone Topshop o Rinascimento, entrambi amanti dell’ananas. Una parentesi a sé meritano i costumi  ispirati alla frutta, vedi Liu Jo o River Island. Per gli accessori, le borse, meglio se clutch, prendono la forma del vostro frutto preferito, vedi l’anguria di Nastygal o l’ananas di Zara e di Asos (che ribadisco: è il male)

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#Kissed – Eleonora Carisi per Patrizia Pepe

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Cinica, ingestibile, lunatica quanto basta per pensare all’amore come una sorta di frivolezza, come un attimo di incontri fatti di “arriverci e grazie, è stato bello. Ci risentiamo, forse. Un giorno magari“. E lo sapete bene. Ma questa volta voglio essere romantica. E, segnatela in agenda questa data, perchè così non lo sono mai stata. Penserete che voglia vedere un film, una commedia americana del tipo Nothing Hill o Autumn in New York, voglia trovarmi una storia come si deve su cui scommettere, penserete che abbia trovato l’uomo della mia vita. No, nulla di tutto questo. Ho conosciuto #Kissed, la limited capsule collection di Eleonora Carisi per Patrizia Pepe. Sei borse iconiche, maxi o pochette dal Purple all’oro fino all’Iridescent/GreenLips, più uno stiletto tacco esagerato. Tutti contraddistinti da baci fashion.  E, guarda caso,  a me è venuta solo una gran voglia di baciare.

Più la guardo e più mi piace.
#Kissed entra di fatto nella mia wishlist.
(Ecco cosa dovete portarmi al posto dei fiori: la pochette mini kiss. Quella purple.
Andate su Luisa via roma e 118 euro non è poi un’esagerazione.
Più o meno è quanto spendereste per portarmi a cena fuori.
E poi sì portate anche tanto amore)

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