E’ solo un acquazzone vero?

Lasciate perdere con questa menata del “no allo stivale in estate”.
Cioè vi darei ragione se l’estate fosse estate e non primavera o più un autunno.
Che qui più di una giornata di sole, c’è la possibilità di incappare in qualche goccia di pioggia.
Pioggia che dura minuti, mezz’ore e poi ore. Pomeriggi così passati ad aspettare che l’acquazzone se ne vada.
“Perché è solo un acquazzone, vero?”.
Non ci sono più le stagioni di una volta, come le estati.
E se fuori piove? Che mettete un sandalo aperto?
Quasi che riprenderei gli Hunter.
skirt: Frontrowshop
Credits: A. O.

Prendi una gonna d’oro

Prendi una giornata di sole, una giornata di shopping in cui trovi una gonna in paillettes d’oro
che diventerà la tua migliore amica per tutta un’estate, già lo so.
E perché cedere al fascino della semplicità, quando si può osare?
E farlo in una maniera così decisamente chic?
Ecco alcune idee per chi ama la luce, l’oro e le paillettes.
 
Quando indossarla?
1) Il mio compleanno. Diciotto anni per dieci volte non capita mica tutti i giorni no?
2) Scegliete questa gonna in paillettes oro, un crop top barocco e un sandalo alto,
con dettagli a mo’ di cavigliera per qualsiasi altra festa (senza coroncina e senza palloncini però).
3) Decisamente rock, perfetto per un sabato sera qualunque in questa estate.
Oro e nero ancora una volta. Questa volta cambiando sandalo
e indossando al posto del crop top, un comodo body nero.
 
Look: SISTE’S
Shoes: Jessica Buurman
#sisteslovesbloggers my Instagram @glamourmarmalade
Credits: A. O.

 

Come d’incanto

Mille volti, mille anime. E ne abbiamo a centinaia, decine di migliaia. L’universo delle donne è complicato, un po’ oscuro e lunatico e strano, incomprensibile, incerto, ma così puro. Sempre in cerca di qualcosa. E non sto parlando di un paio di scarpe o dell’ultimo rossetto di Dior e nemmeno del centesimo di euro come resto dell’abito comprato da Zara che, chissà perchè?, tutti i prezzi, qualsiasi esso sia, terminano con “… e 99 centesimi”. Nemmeno delle chiacchiere con le amiche o di una serata di balli e qualche cocktail di troppo. Ma di qualcosa di molto più banale. Dell’amore. E quando lo troviamo, quello che vogliamo è non essere svegliate.
Non riportarmi alla realtà.
Lasciami qui. D’incanto“.

E Incanto è anche l’ultima collezione di Stroili Oro, composta da orecchini a chandelier, bracciali, anelli e girocolli. Un dilagare di emozioni fiorisce indossando questi gioielli dall’allure eterea e romantica, in cui gli elementi naturali stilizzati diventando linee sinuose intrecciate tra loro. L’effetto materico di ruvide superfici si illumina, come in un gioco di luci, grazie ad una lavorazione unica.
Gioielli: Stroili Oro
Abiti: Siste’s
Credits: A. O.

"Perchè non hai un fotografo?"

Perché non hai un fotografo? Bella domanda. Una domanda che poi torna costantemente. Potrei dare circa un milione di spiegazioni, credo. Ma comincerò dalla più scontata: perché mi piace la normalità. E credo che la forza di un blog – o meglio di un fashion blog o un lifestyle blog o come diamine volete intendere Glamour Marmalade – sia quello dell’assoluta verità, soprattutto estetica. Ecco qui il punto: io sono imperfetta. Levatemi quella luce, i flash, il Photoshop usato troppo e il più delle volte troppo male, non siamo sulle pagine patinate di una rivista di moda e non c’è tempo per “sperimentare”. Datemi le mie mani da pallavolista in pensione tozze, le mie gambe troppo magre e la cellulite che c’è (e si vede). Che poi è la cosa più democratica che esista se ci pensate bene: colpisce tutte indistintamente. Non ho un muscolo e quando rido chiudo gli occhi e spesso piango. Succede per la gioia o per l’imbarazzo. Infatti, se non mi sento a mio agio, mi vergogno e finisce che su 3mila scatti me ne piacciono circa 3 che, puntualmente, non piacciono a chi mi ha immortalato . Mah. E se gli dici “non mi piace”, se la prendono manco si credessero La Chapelle.
Così cavalletto in spalla e via. Le location nemmeno vi piacciono? Succede. Ma chi diamine si ritrova in posti e luoghi fantastici ogni giorno tra gli impegni di lavoro, di amici e quelli del cuore? Suvvia. Ecco spiegato perché non voglio un fotografo che mi dica come mettermi, in che posizione, dove, che faccia sparire i miei difetti, che mi renda “perfetta”, mi indichi le espressioni più “artistiche”, quelle più sensuali, quelle più… più tutto. Ma in tutto questo dove sono? Mi perdo. Non mi trovo. Io voglio la mia cellulite, tutto qua.

 

Che in un mondo in cui tutti si professano “fotografi” e mai appassionati di fotografia, solo per avere una Nikon in mano con tanto di obiettivo o i filtri di Instagram, credo che uno scatto abbia un senso quando dica la verità. E la verità sta in quello che viene ritratto, non in quella dimensione soggettiva del fotografo. Quello che dovrebbe riuscire a cogliere è l’anima di ciò che gli sta lì davanti. Anche sulle riviste non è così? Sfogliate Vogue e quello che ne emerge è sì uno stile del fotografo ma l’anima, quella sensazione di estro, è dello stilista. E’ un racconto. Ecco i fotografi sono i narratori di libri di favole “vere”, scritte per immagini; quelle immagini che in pochi riescono a vedere. Sarebbe meglio chiamarle emozioni che il fotografo non solo riesce a leggerle ma le porta in superficie. E sapete quando mi è venuta in mente questa cosa qua? A vedere #MetbyTestino. Se no tutto rimane lì, in una dimensione soggettiva, in una misera lezione di maniera. In una parola, per fare i fotografi non bisogna essere egoisti. Ce ne sono di veri in natura – pochi – ma ce ne sono. Perciò fino a quando non avrò una persona che capisca me e Glamour Marmalade, non avrò un fotografo. Accontentatevi dei miei sforzi.
(Se volete questo chiamatelo elogio all’imperfezione, un po’ la mia e anche la vostra.
Che se Glamour Marmalade ha un senso è quello di dire la verità, anche quella che non vorremmo sentirci dire. Quella che ci racconteremmo davanti a un thè bollente o uno spritz come fanno le amiche di una vita, intorno a un tavolo o sedute sul letto. Nient’altro che noi. Per prepararci a una serata di pianti e abbracci per una storia che muore o di confessioni per un amore che nasce, di serate a base di vodka o rum, di minigonne e di tacchi alti che saranno lasciati lì sul pavimento al ritorno a casa. Come sempre all’alba
).
Sandals: Jessica Buurman
Skirt and t-shirt: Romwe
 
Credits: A. O.

 

The dark side

A me piacciono le contraddizioni. Mi affascinano le incoerenze, i dubbi, le perplessità. Che con quelli che hanno fatto della certezza il proprio mantra, la sensazione è quella di trovarmi inadeguata, un po’ come avessi perennemente qualcosa tra i denti da sputare. E il più delle volte quel qualcosa è uno sbadiglio, fermo là in bocca. In una parola, “noia” di chi non ha dubbi e nulla da rischiare. Sarà per questo che ho sempre perso la testa per quelli che hanno sbagliato strada una, due, tre volte, con la cartina geografica messa al contrario in cui il nord sta per il sud e l’ovest per l’est. Senza nessun navigatore se non quello del cuore, verso una sola mèta: la felicità. Quella che coglie all’improvviso, quando meno te l’aspetti.
E così pure nella moda. Così se mentre le scarpe in pelliccia di Céline non mi hanno fatta decisamente impazzire, una specie di modello delle Birkenstock (o, per intenderci, la ciabatta), per i sandali di Jessica Buurman ho perso letteralmente la testa per un total look un po’ barocco, un po’ gotico senza dimenticare però un tocco chic. The dark side. (E quando vi ho detto che mi sento Aurora, non credetemi: sono Malefica in realtà).
Sandals/scarpe: Jessica Buurman
Skirt/gonna: Romwe

Credits: A. O.