In cerca di cose belle

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Dovremmo andare in cerca delle cose belle, di quelle che fanno stare bene solo a guardarle. Fosse anche una semplice giornata di sole, del profumo della pioggia, delle nuvole che sembrano zucchero filato. Di un rossetto rosso che dà sicurezza per rimetterlo una, due, tre volte durante la giornata. Non dico lo smalto che tanto dopo cinque secondi già è sbeccato, non so se succede anche a voi. Quelle cose belle come un viaggio improvvisato e poco importa dove, conta con chi. Senza pensieri, senza paura e senza la nostalgia che ti porta a non lasciare andare i ricordi. Belle come i capelli lunghi in una treccia che cade sulla spalla, un chiodo in pelle e un jeans strappato, meglio se boyfriend. Come un gelato alla stracciatella e rigorosamente con panna, che poi alla prova costume non siamo mai arrivate come avremmo voluto. E il lato b perfetto lo lasciamo a Gisele & Co, che poi vanno ora anche di moda le curvy. Quindi che curvy sia. Cose belle come “essere al posto giusto nel momento giusto”, per qualche strano caso del destino, improvvisamente come quando ascolti una canzone per la prima volta e ti piace. E dovresti tu sentirti meravigliosa, come non mai, ogni volta che c’è lui che ti guarda come se di fronte avesse la cosa più bella che esista al mondo.

Che se ci fate caso, ne sono convinta, ognuna di voi ce l’ha a fianco.

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La primavera in 5 motivi glam

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La primavera eccola. Con i fiori di ciliegio sbocciati, i profumi dei fiori e dell’erba tagliata, l’odore del bucato steso dai balconi e della voglia di andare a correre, liberarsi dei pensieri e di serate a base di calici di vino e parole, chiacchiere, a volte baci.

Ma la primavera è anche moda, rivoluzione di stile abbandonando maglioni di lana e sciarpe, con la voglia di scoprire e di scoprirsi. Perchè io l’adoro? Ve lo spiego in 5 motivi glam:

1. Ciao Ciao cappotti.
2. Datemi una t-shirt e cambierò il mondo.
3. Si è più leggere: nei tessuti. Avete presente quelle gonne svolazzanti a ruota leggiadre? Ecco.
4. Bentrovati sandali, rigorosamente con tacco o zeppa (come vedete dalle foto)
5. Abbinamento jeans strappato + t-shirt o maglie svasate, comode. Continue reading

Ciao jeans (solo questa volta)

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Abbandonati i jeans strappati (solo questa volta) e le gonne lunghe, da gitana, almeno questa volta.
E siccome mi piace sperimentare nella vita, così anche nella moda. Voglia di cambiamento? Forse.
Prendo una gonna plissettata metallizzata. Rosa, ma non quarzo che andrà tanto di moda e nemmeno troppo acceso.
Un fucsia sobrio, anche se la sobrietà (io) non so nemmeno dove sia di casa. Una maglia corta della stessa tonalità.
E quando indossarla questa gonna se non in primavera?

Gonna e maglia: Jessica Buurman

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Glam rock

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Bastano un  jeans, meglio se strappato, un top rigorosamente nero e un chiodo in pelle.
Per un look rock ma anche glam.
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La storia della giacca di jeans (FOTO)

Com’è possibile pensare che un capo d’abbigliamento creato circa 135 anni fa sia ritornato di moda con un’ampia richiesta dai consumatori? Nel mondo della moda tutto è possibile e oggi il capo più usato tra le tendenze 2015 è la storia della giacca di jeans. Fondatore dell’azienda ‘Levi Strauss & Co’, il signor Strauss creò la prima giacca di jeans nel lontano 1880 in tessuto denim, facendo di essa una vera leggenda.

Inizialmente, nell’ultimo ventennio del 1800 le giacche di jeans erano pensate ed ideate per gli operai, per i lavoratori delle miniere e per i lavori più pesanti, perchè le cuciture orizzontali che tengono le pieghe possono essere rimosse per dare, a chi lo indossa, maggiore elasticità e comodità. Ma con il passare degli anni il tessuto denim diventò il simbolo di tutti i ragazzi che si aggregarono ai movimenti controcorrente, come la ‘beat generation’ o gli hippie, credendo di poter cambiare il mondo con addosso un semplice paio di jeans.

È così fu: negli anni ’50 chi indossava il tessuto denim era considerato un “alternativo” perchè aveva un punto di vista diverso rispetto a quello comune, andando controcorrente alle culture sottostanti. I non conformisti era quelli che si distaccavano dalle regole della società e lo iniziavano a manifestare utilizzando proprio il proprio corpo e l’abbigliamento, indossando il primo tessuto che stava aderente alle proprie curve. Così il grande boom economico post bellico diede vita ad un’esplosione di novità, soprattutto nel mondo della moda, cambiando totalmente le visioni di stile che fino ad allora erano sempre rimaste fedeli al “non mostrare troppo le proprie forme”.

James Dean fu uno di quelli che dettò con il suo stile inconfondibile alcune regole della moda degli anni ’60,, ricordato nel tempo con il suo look sbarazzino e nella tipica giacca di jeans abbinata ad una t-shirt bianca: questo faceva di lui un’icona di stile e di bellezza maschile d’altri tempi.

huffingtonpost.com

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I più grandi del panorama musicale e dello spettacolo hanno indossato l’intramontabile giacca di jeans: da Marylin Monroe a John Lennon, da Claudia Schiffer a Sara Jesssica Parker e Madonna. Oggi la giacca di jeans torna a fare moda e sembra essere indispensabile averla nel proprio armadio. Più vecchia è, migliore sarà l’effetto, perciò le ragazze di oggi vanno alla caccia nei vecchi armadi delle loro mamme/nonne per ricreare quello stile dal sapore vintage.

Oggi la giacca di jeans è indossata su qualsiasi cosa: sugli abiti lunghi, sui jeans stessi (come prevedeva la tipica moda degli anni ’70), sulle minigonne o addirittura sui vestiti più eleganti per dare un tocco più sportivo. Oggi i migliori brand del panorama modaiolo ripropongono nelle loro sfilate l’intramontabile giacca di jeans in tante varianti, con il pellicciotto all’interno, con stampe appariscenti, nei colori più scuri o nella sua classicità del colore azzurro del tessuto denim.