Prendi il tuo cuore, fallo in mille pezzi

sogni
Siamo questo ogni volta che rincorriamo ciò che vogliamo, anche fosse un amore. Alla ricerca di qualcosa che seguiamo con volontà. Sogni e obiettivi che ci rendono vivi, facendoci uscire dall’immobilismo di una connessione wi-fi, di un iPhone e di una batteria scarica. Che i messaggi dovrebbero servire solo da cornice alle emozioni, con poche parole. Ti penso, mi manchi, ti voglio qui. Servono i silenzi, a volte. Davanti a un bicchiere di vino bianco con la musica in sottofondo. Le note di The power of love. Ed è proprio la forza dell’amore a darci coraggio, a purificare l’anima per la rincorsa smisurata in quello che ci rende felici. Respira, buttati, non guardarti indietro ma sempre avanti. Perché i sogni vanno rincorsi e poi afferrati per mano per stringerli forte e per sentire il battito del cuore esplodere. Il tuo.

Prendi il tuo cuore, fallo in mille pezzi.
E lancialo tra le stelle.
Prima di ricominciare a rincorrere un altro sogno ancora.
E poi un altro ancora.

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Imparare a dire no

imparare a dire no (2)

La voglia di cambiare, di perdersi e poi ritrovarsi. Chiudere con il passato per poter vivere il presente, senza mai dimenticarlo: sono le esperienze, gli errori fatti, le decisioni prese a renderti ciò che sei. Capire che ogni cosa accade per un motivo e poco importa che sia per il destino o sia per tutta colpa di Freud e del suo inconscio. Sentirsi a volte sola in mezzo a un milione di persone: guardarle, scrutarle e lasciarsi incantare da due innamorati che si abbracciano prima che lei salga sul treno. Con le distanze, in realtà, che non sono mai spaziali o temporali, ma sono sempre limiti nella nostra mente e spesso nei nostri cuori. Imparare a bastare a se stessi per lasciarsi scorrere ciò che accade intorno a te, sempre con l’ironia. Trovare sempre poche parole ma quelle giuste, tipo un semplice «dove sei?». Riprendere in mano la propria vita che spesso coincide con una sola regola: imparare a dire di «no». La (in)coerenza: il desiderio di ritornare per l’ennesima volta in Spagna ma con il biglietto aereo per la Grecia pronto per questa estate. Sembra ieri Capodanno con il tempo che non è mai abbastanza, sempre troppo poco soprattutto per se stessi. Camminare di sera, ascoltare della musica, spegnere il l’iPhone, ripensare ad alcune persone con il sorriso, chiudere parentesi trascinate e lasciarsi stupire dalle piccole cose. Tipo, a maggio, raccogliere le ciliegie e tanta voglia non di rose ma di peonie, margherite e calie.

imparare a dire no

Wanderlust, la nuova collezione di Kiko

wanderlust kiko make up collezione

Amiamo partire, attraversare continenti e vivere nuove avventure. Vogliamo che qualcosa ci sorprenda per sentirci vive, per credere che tutto sia possibile. Vogliamo sentirci belle, come se avessimo sempre 20 anni ma con la sensualità di una 40enne. Siamo donne e siamo nate con la borsa in spalla. E dentro quella borsa tutto il necessario per no: iPhone, caricabatterie, soldi, passaporto e il beauty case con tutti i nostri segreti di bellezza on the road.

È pensata proprio per le donne pronte a partire la collezione estiva in edizione limitata WANDERLUST di Kiko Milano, ispirata alla passione per il viaggio. Fondotinta e dd cream dall’effetto abbronzato e con protezione solare, illuminante, eyeliner, eyesshadow, rossetti per labbra brillanti, lip oil dal finish glossy e le fragranze Sahara sun e Oasis Sunset. Ogni prodotto beauty di Wanderlust è disegnato nel pack da Ross Lovegrove, il designer futurista definito come l’autore visionario della nuova estetica moderna. Lovegrove unisce estetica e logica, natura, arte e tecnologia per dare vita a pezzi unici, mai visti prima.

Volete sapere cosa ne penso? Amo il pack di ogni prodotto: incantevoli nell’estetica ma anche funzionali e pratici. I miei prodotti preseferiti, must have per il beauty case di ogni donna: Desert moon highlighter che dona immediatamente radiosità al viso e risulta facilmente sfumabile, Sunshine dd cream dalla coprenza medio-bassa con vitamina C e l’estratto della pianta della resurrezione, e Desert dunes baked bronzer per un effetto abbronzato garantito.

wanderlust collezione desert moon kiko make up

Le migliori amiche

bbf1Le amiche, quelle che ti ascoltano in ogni occasione, che passano la loro pausa pranzo al telefono con te, che escono mentre fanno la doccia mentre con una mano prendono un asciugamano e con l’altra l’iPhone stando immobili a sentire freddo. Le amiche, quelle che chiami alle 6 della mattina o alle 2 della notte e loro stanno là a tranquillizzarti, a convincerti che lui non la lascerà ma che comunque ci sono qua loro, quelle che ti rassicurano quando tu vorresti solo morire. Quelle che le interrompi quando sono a cena a lume di candela con lui con messaggi e chiamate fiume che durano dall’antipasto fino al dolce, e litigano se lui si lamenta definendoti “una rompiballe clamorosa”. Le amiche sono quelle che ti fermano “contro ogni tua volontà” per impedirti di fare azioni e cose di cui ti pentirai, e quelle che non ti giudicano mai. Nemmeno quando una è puritana, di una rigidità morale impeccabile e l’altra, di rigido, ha giusto la clutch gioiello da abbinare il sabato sera a un minidress nero. Quelle che, in ogni caso, sono le prime a difenderti, anche quando davanti ti ritrovi un peso massimo che fa paura. E, infatti, tu te la svigni di soppiatto per poi chiedere “come è andata?”, e lei neanche si incazza ma ti racconta dicendoti che è tutto risolto. Quelle che ti ripetono che sbagli, te lo ricordano ma poi ti dicono di fare quello che cavolo vuoi, quello che senti. E non se la prendono se gli rispondi male. Capiscono, ti capiscono.

E tutto questo, molto probabilmente, a causa di un tizio che manco conoscono.

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La borsa di una donna, quando il caos regna sovrano

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Non le trovo mai le chiavi di casa o della macchina in borsa, nemmeno se sia una pochette – di quelle minuscole in cui (non so come) metto di tutto – riesco a trovarle subito. Nemmeno quando le metto nella tasca laterale con cura e attenzione, tanto poi mi dimentico a fine impegni o serata. E’ così sempre. Anche quando fuori piove e la macchina sta lì ad aspettare solo me, anzi le mie cavi e io rimango chiusa fuori. Perché se dimentico dove le ho messe e sono in borsa, pensate che mi sia ricordata dell’ombrello? Se così fosse saremmo di fronte a quello che si chiama “miracolo”. E io sono ancora lontana dalla strada della beatificazione.

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Vi siete mai fermate a controllare quello che avete in borsa?
Portafoglio, l’iphone che se ce lo dimentichiamo potremmo entrare nel panico, burrocacao, crema per le mani e poco importa che sia inverno o estate, portadocumenti, una piccola trousse con dentro rossetto, terra, un pennellino, matita e mascara. Non si sa mai quello che riservi la giornata. Occhiali da sole, fazzoletti profumati, caricatore del cellulare. In alcuni casi, per le manie della fotografia, anche una camera. Un block notes e una penna. “Guardate nella borsa di una donna e capirete chi avete di fronte”.
E nel mio caso, che ho la carta di credito in giro in borsa come la patente in cui c’è sempre qualche traccia di crema profumata al pompelmo per le mani che spesso si apre in borsa. Non chiudo mai bene il flacone. Oppure sa di rosa perché i fazzoletti profumati sono sempre una mano del Signore nel caso in cui si combini qualche disastro tipo una boccetta di smalto che cade aperta sulla moquette. E l’alcol del profumo su quel pezzo di carta fa miracoli sapete? Ecco, io ho anche uno smalto in borsa. Perché durante i minuti morti al lavoro a una passata (ma anche due) di colore non si rinuncia mai. E poi mette di buon umore.
Ecco uomini se incontrate una con una borsa come me, scappate finchè siete in tempo. Ma prima di andarvene toglietemi una curiosità: ma come fate ad andare in giro semplicemente con il cellulare e il portafoglio e a non sentirvi come se vi mancasse qualcosa, come se foste nudi? Ecco noi donne ci sentiamo esattamente così senza la nostra borsa: nude.

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