Antonio Ruocco e la sua bottega di preziosissimi sandali capresi: un’istituzione sin dal 1963 [ESCLUSIVA]

VelvetMag ha contattato telefonicamente Antonio Ruocco, figlio del noto artigiano di Capri Costanzo Ruocco, e proprietario della bottega Da Costanzo, famosa per i suoi esclusivi e personalizzabili sandali gioiello. Ecco quello che ci ha raccontato della sua storica attività, dell’impegno nel suo lavoro e gli aneddoti del passato…

Antonio, lei è il figlio di Costanzo Ruocco, noto artigiano di Capri, ci racconti della sua bottega e della sua storica attività
Io dirigo la bottega di mio padre, che prende il suo nome, Da Costanzo, insieme alla mia compagna Alvina. La nostra attività si trova a Capri, in via Roma 49, e siamo aperti dal 1963. Noi ci occupiamo del tradizionale sandalo caprese, originale e dall’antichissima tradizione. Il nostro speciale lavoro è quello di produzione il sandalo mantenendo la tradizione, arricchendo il classico modello base con preziose pietre Swarovski che un’azienda produce appositamente per noi.

Da Costanzo, via Roma 49, Capri

Qual è la forza delle vostre creazioni?
Noi disegniamo l’intera collezione su alcuni modelli basici che si possono poi decorare e impreziosire a piacere del cliente. Come base proponiamo oltre 30 colori e 200 tipi di gioielli diversi, in modo tale che ogni giorno dalla nostra bottega possa uscire un pezzo unico ed esclusivo. Proprio per contrastare la concorrenza abbiamo dovuto puntare e studiare l’unicità. La nostra attività vuole essere una garanzia per tutti i nostri clienti affezionati, come per i turisti che assiduamente visitano la nostra isola e sanno di poterci trovare sempre qui. I materiali con cui produciamo i nostri sandali sono tutti rigorosamente made in Italy, il cuoio ad esempio ci arriva dalla Toscana.

Come è nata in suo padre l’idea di una bottega che producesse proprio sandali?
Mio padre faceva questo mestiere da quando aveva 5 anni. Nel secondo dopo guerra per sopravvivere c’era solo la pesca, l’agricoltura e l’artigianato. Mio papà con il suo banchetto, che ancora oggi tengo in negozio, e lo scalpello, nel tempo ha poi perfezionato la sua arte che è diventata passione e così gli ha permesso di mettere su il nostro punto vendita. Tutto è nato dunque da un’esigenza che poi si è trasformata in un lavoro che ci ha portato tante soddisfazioni. Mio padre ha avuto la fortuna di realizzare sandali esclusivi per Jaqueline Kennedy e Sophia Loren e ha conosciuto tutto il jet set hollywoodiano degli anni ’50.

Capri, 1959, Da Costanzo, Sophia Loren e Clark Gable

Come funziona praticamente la realizzazione di una delle vostre creazioni quando un cliente si reca nella vostra bottega?
La nostra collezione è divisa in due parti; ci sono modelli che necessitano di un lavoro più lungo affinché vengano realizzati, altri invece che sono più veloci da decorare e l’applicazione dei gioielli non richiede più di mezz’ora. L’importante è creare qualcosa che sia sempre a misura dei gusti e dei desideri dei nostri clienti.

Photo Credits: Antonio Ruocco

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La Twisted Cabas di Celine si fa small

La Twisted Cabas di Celine è diventata rapidamente una borsa di culto sin da quando, poche stagioni fa, è apparsa in passerella. Accompagnava la linea autunno inverno 2015 e ci aveva subito conquistato. Per la nuova stagione si è rifatta il look cambiando dimensioni e accostamenti di colore.

Celine per le borse capienti nonostante il successo delle ha sempre dimostrato un particolare amore sue borse più piccole. Dalla Luggage alla Trapeze passando per le moltissime Cabas, questo non è che l’ultimo esemplare delle borse più generose della maison.

La nuova generazione di Twisted Cabas non fa eccezione e mantiene la sua dimensione Large a cui si aggiunge però anche la novità Small che appartiene alla linea primavera estate 2017 e cerca di rispettare il trend delle borse piccole senza rinunciare a spazio, praticità e stile.

Ci riesce, almeno così parrebbe a giudicare dalle moltissime varianti di colore e abbinamenti a contrasto che la maison ha scelto di proporrre per la nuova stagione, sicura del successo della nuova borsa. Le forme restano identiche, con forma a sacca e manico asimmetrico.

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Glass nail art, nuova tendenza dalla Corea

Arriva ancora una volta dalla Corea l’ultima tendenza della nail art più artistica e originale: è la glass nail art, la manicure effetto vetro dai risultati sorprendenti e più vari di quanto non si possa immaginare a prima vista.

Abbiamo visto di tutto, dall’effetto occhiale da sole a specchio fino alla nail art tridimensionale con filo metallico, dunque stupirci non possiamo, ma rimanere ammirati per la grande creatività che la nail art è capace di raccontare certamente sì.

Sui social network, e in particolare su Instagram che è potente per diffondere i trend beauty del momento, spopola la nuova tecnica che talvolta si chiama glass nail art e altre volte più semplicemente opal.

La particolare manicure ha lo scopo di trasformare le unghie ispirandosi ai flaconi dei profumi, alle bottigliette dei prodotti beauty, alle boccette di cristallo esposte sul vanity table. Sfaccettate, piene di riflessi, con giochi di trasparenze e colori, i risultati possono essere tantissimi. Scoprite i più belli e originali in gallery.










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Design: l’eleganza del Piatto (Unico)

Gli architetti che conosco si manifestano con una molteplicità di vite possibili veramente sorprendente. Li trovi nelle fila degli stilisti, dei giornalisti, degli artisti, dei fotografi.

Si travestono da qualche altra cosa, ma sotto sotto restano comunque, e per fortuna, meravigliosamente architetti cioè custodi di quell’irresistibile e cocciuta tendenza a costruire cose mettendo insieme elementi diversi e lavorando fino a raggiungere fra di loro la perfetta armonia. Emanuela Sala, ideatrice di Piatto Unico, applica perfettamente questo principio creativo che inventa il nuovo mettendo in ordine cose che non c’entrano niente.

Piatto Unico - Mammiferi Esclusi
Piatto Unico – Mammiferi Esclusi

I suoi ingredienti sono ceramiche d’epoca e stoviglie vintage sommate a illustrazioni con soggetti d’altri tempi ma non solo, che si incontrano nobilitandosi reciprocamente e aggiungendo una doppia vita anche al piatto: strumento per mangiare o oggetto da guardare, a seconda di come è stato realizzato, e che ognuno faccia il suo gioco.

A noi l’idea è piaciuta e abbiamo inseguito Emanuela nel suo buen retiro sulle rive del lago per farle un po’ di domande, per vedere dove nasce Piatto Unico e cominciare a entrare nel clima della Milan Design Week (a proposito, Piatto Unico sarà da Bloft alla Casa dello Zecchiere nel distretto delle 5 vie – via Bollo 3 dal 4 al 9 aprile, just in case).

Piatto Unico - Tempo
Piatto Unico – Tempo

Cosa ti affascina del passato? “Non mi affascina in sé il passato, ma i segni del tempo che passa e contemporaneamente la sua ciclicità. Il tempo è qualcosa che ci sfugge, assoluto e relativo insieme, è un enigma pazzesco!”

Ogni piatto è una piccola opera d’arte, come suggerisci di usarlo? Quando lo crei lo pensi su una tavola o appeso a una parete? “Sì, ogni piatto è una micro storia, se ne trovi uno che ti parla semplicemente scatta qualcosa e lo vuoi avere con te. Pensavo che i miei pezzi diventassero complementi d’arredo (centrotavola, svuota-tasche, porta gioie su un comodino) invece spesso vengono appesi alle pareti, a quanto sento è una moda mai tramontata. Si cercano pezzi che, per quanto provenienti dal passato, parlino al nostro presente, con grafiche nuove, non necessariamente legate alla tradizione. Poi c’è la serie limitata di Piatto Unico, pensata espressamente per la tavola, perché le ceramiche utilizzate, pur preziose e fatte a mano, vanno anche in lavastoviglie”.

Come è nato il primo Piatto Unico? “Non lo so! Non è nato a tavolino, ma dalla voglia di fissare un’idea su una vecchia ciotola di ceramica, per averla sempre sott’occhio all’ingresso della casa in campagna. Poi un’idea tira l’altra…”

PiattoUnico - Homo Faber
PiattoUnico – Homo Faber

Chi sono i clienti di Piatto Unico? Come li immagini? Come immagini la loro cucina o la loro casa? “I clienti dei pezzi unici sono per la maggior parte uomini, la serie limitata invece piace alle donne. Hanno le età più diverse e quelli a cui ho venduto direttamente sono tutte persone con cui uscirei volentieri a pranzo, sono persone originali, c’è sintonia”.

Se dovessi definire il tuo mestiere che parole useresti? “Designer, maker. Non mi sento degna di essere chiamata artigiana perché non padroneggio nessuna tecnica manuale con totale maestria, anche se faccio diverse cose, sui mobili oltre che sui miei piatti. Amo progettare e realizzare velocemente quanto pensato, in fondo sono pur sempre architetto”.

Piatto Unico - Mammiferi Esclusi
Piatto Unico – Mammiferi Esclusi

Hai un pensatoio, un luogo dove immaginare le tue creazioni con calma prima di realizzarle? “Incorporo di continuo stimoli visivi ed emotivi, cerco sempre ceramiche e vecchi libri, poi nel fine settimana, col silenzio intorno, tiro fuori un po’ di cose su un grande tavolo di cristallo e comincio a fermare qualche idea, che poi, con pazienza, prende vita sulla ceramica giusta”.

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Zaino Gucci Soft GG Supreme

Uno zaino è un modello immancabile nel nostro parco borse, ormai il ritorno è compiuto e che si scelga una variante sportiva o una versione più ricercata, il diktat non si può ignorare. Anche Gucci si allinea al trend e propone il suo nuovo zainetto.

Ha spirito sporty e anima pop perché riprende un modello multitasche preso a prestito dalla montagna, lo declina in tela monogrammata con lussuose finiture in cuoio e poi lo ricopre quasi completamente di toppe ricamate e colorate che vanno da Paperino agli stickers da che un tempo si incollavano sui bauli da viaggio.

Lo zaino è grande, capiente, comodo ma anche lussuoso, ricercato e raffinatissimo nella scelta dei dettagli in cuoio per la chiusura con fibbie, i profili delle tasche, lo schienale e gli spallacci regolabili. Tutto è al tempo stesso lussuoso e pratico.

Sotto la patta superiore lo zaino si chiude con una stringa e gli interni sono in cotone con una ulteriore tasca per riporre al sicuro gli oggetti più piccoli. Il retro è leggermente imbottito, come gli spallacci, per garantire una vestibilità perfetta e comoda. Lo zaino ideale per i viaggiatori.

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