Ricordi e madeleine

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Notti che sono pomeriggi e mattine che sembrano notte fonda. Vivo capovolta. Spettinata e con poche ore di sonno. Non ho una canzone preferita in questo momento ed è un peccato. Solo chi sa cosa significhi non avere una melodia, può capire come sia triste: è come se mancasse un qualcosa che racconti un momento. Vi è mai capitato di ascoltare la radio, magari mentre state guidando, e mandano in onda una canzone della tua paylist di vita? Non siete colti da una insolita malinconia, nostalgia o da una risata improvvisa? Quella canzone racconta qualcosa di voi, una parte del passato che in quell’istante avevate dimenticato, cogliendone addirittura i profumi. Effetto Madeleine, direbbe Proust. E ogni volta che succede, mi emoziono davvero, è come se rivivessi tutto. Con il senno del poi, tutto sembra così semplice e ci scappa sempre da ridere. Perché? Perché ho vissuto. E il bicchiere, a me, piace vederlo sempre mezzo pieno, traboccante. Meglio se di mojito.

Non avere una canzone significa che manca qualcosa.
Mi mancano non le emozioni, ma le sorprese, anche solo fossero fiori.
(A proposito, il consiglio per San Valentino è uno: non diamanti ma fiori come se piovesse.
Ed evitate la cioccolata che siamo a dieta).

Ho fatto il punto della situazione attuale.
Ormai esco così: direttamente in sottoveste.
Ma con il velluto ai piedi.

Stivali: Jessica Buurman

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#MissioneCorpoPositivo: 5 regole per chi non ha più 20 anni

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Il meteo ci ha aiutato: la prova costume è rimandata ma prima o poi arriverà.
A 20 anni è tutto più semplice e indolore: torni alle 6 della mattina, dormi solo 2 ore e sei fresca come una rosa, puoi fare colazione alle 3 della notte senza che quel cornetto vada a finire sui fianchi, non fai palestra ma – che problema c’è? – quando la bilancia segna sempre gli stessi chili? E mangi pure cioccolata quando e come ti va. Insomma, ti senti immortale. E alla prova costume ci arrivi, il più delle volte, senza fare nulla di nulla. Un sogno.

Dopo i 30 anni: torni alle 3 della mattina e ti servono 48 ore per recuperare, mangi la metà di quando ne avevi 20 ma la bilancia segna sempre un chilo in più, la palestra – e non è un vanto – è diventata una necessità come mangiare, bere e stalkerare lui su whatsapp. Palestra che, però, cerchi in tutti i modi di evitare cadendo nella tentazione di usare creme efficaci contro la cellulite. Che non funzionano. In caso, si chiamerebbe miracolo. Alla prova costume ci arrivi imperfetta, ma te ne freghi: che tra tutti i 3mila impegni al giorno quello che vuoi è solo startene sotto l’ombrellone a non fare nulla. Se non bere mojiti.

Ma c’è sempre l’eccezione e chi ci tiene, almeno tentando si arrivarci in forma.
Come prepararsi all’estate dopo aver raggiunto e superato i 30, quindi, con una dieta estate efficace?
Con 5 semplici regole e ricordate: prevenire è sempre meglio che curare.

1) Non saltare i pasti e fare colazione, sempre e comunque.
Non saltarla mai. I cereali fanno sempre al caso nostro, ne esistono un’infinità di gusti. Ad esempio, per iniziare al meglio la giornata Nestlé Fitness ha pensato al gusto classico, cioccolato latte, cioccolato fondente, cioccolato bianco e frutta esotica. Se non bevete latte come me, optate per lo yogurt bianco magro senza zuccheri. 

2) Bere, bere, bere. Acqua.
Niente bevande gassate, nulla di nulla. Unica eccezione? Lo champagne. Con le fragole.
Come si fa a dire di no? (Dimagrire sì ma senza perdere le gioie della vita).

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3) Muoviti… per 30 minuti
Non basta ridurre il mangiare, non si può dimagrire senza esercizio fisico o la palestra. Per chi non ha tempo, Nestlé Fitness ha pensato a una guida pratica per le donne che vogliono rimettersi in forma ma che non hanno tempo (che trovate QUI). Sono esercizi facili e veloci da svolgere in qualsiasi luogo e momento della giornata, anche in ufficio o a casa. Ogni donna può seguirli e postare sui social la propria esperienza con l’hashtag #BenvenutaEstate. Imperativo? Minimo 30 minuti al giorno.

4) Riposo
Otto ore al giorno consigliano gli esperti.
E come Penelope Cruz non mangiare dopo le 21.30 di sera.

5) Obiettivi, no sogni
Non è una gara. Bisogna porsi obiettivi raggiungibili e soprattutto avere costanza nel realizzarli. Non serve esagerare o sognare. Un passo alla volta, con calma e senza fretta. Anche la #MissionCorpoPositivo può essere un divertimento, invece che una imposizione. 

Tutto questo, per dire: diffidate da chi dice che sia così per via di Madre Natura.
Ognuna di noi ha dei piccoli segreti di bellezza.

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Più cioccolata per tutte

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Siamo complicate, dobbiamo essere multitasking sempre pronte a dividerci tra impegni e pensieri, tra il dire e il fare, tra l’essere e l’apparire. Tra il bisogno di dare e ricevere amore. E l’amore spesso, è un po’ di cioccolato a fine giornata, seduta a gambe incrociate a guardare un film romantico in tv. E poi con i sensi di colpa per qualche chilo di troppo e soprattutto per quelle imperfezioni della pelle, la mattina dopo e guardarsi allo specchio e non piacersi, è il miglior modo per rovinare una giornata.
Piuttosto, però, di fare a meno delle piccole gioie quotidiane, meglio prevenire. E vi svelo un piccolo segreto riconoscersi, nell’immagine di sé riflessa in uno specchio.

Tra le mie ultime scoperte? PURE DEEPSEA HYDRATING MASK di Skin Inc.
Una maschera gel trasparente che purifica, idrata e illumina. Da cosa è composta? Da sostanze nutritive come acqua dell’altura Okinawa, estratti di soia beans e acido Ialuronico. Da quanto la uso? Circa due settimane, non tutti i giorni anche se potrebbe benissimo essere un trattamento quotidiano. I benefici: pelle idratata (che d’inverno è fondamentale), pelle più illuminata e la sensazione di freschezza, a prova di imperfezione sembra che la pelle respiri migliorando la texture della pelle.

Da provare. E insomma, più cioccolata per tutti senza sensi di colpa.

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Happy birthday (to me)

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La Marti che corre, che mangia cioccolata, che ride, piange. Imbronciata e incazzata. Che non ha paura di niente e nessuno, nemmeno del tempo che passa. Che crede che la crema anticellulite non faccia miracoli ma serva a sentirsi meglio. O almeno a posto con la coscienza. Che pensa che le giornate sarebbero migliori se ognuno facesse quello che gli va. Tipo mandare un messaggio, prendere e partire, urlare “ti amo”. Che crede che per vivere basti della buona musica, dell’ottimo vino e del sesso senza pensieri. Senza quei film che legano due persone più per il dovere che per la voglia dello stare insieme. E che se, proprio dobbiamo pensare che l’amore sia possibile, sarebbe sempre come gli inizi, come la prima volta. La Marti che scrive, legge e si tormenta. Che ha voglia  di partire sempre e che cerca sempre una destinazione come porto di partenza. “Che vuoi fare da grande?”. Non lo so, ma sicuramente mangiare macarons e ballare scalza tutta la notte.

“Sei una zingara e sei bella così”, trovo scritto su un biglietto.
E credo che, nonostante tutto  e il tempo che fugge, rimarrò sempre libera.

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Freak show, il ritorno di American horror story

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Lo adoro. Come la sfilata di Stella Jean, come la cioccolata, come i libri della Fallaci e come qualsiasi cosa bella possa capitare nell’arco di una giornata. E non potete nemmeno immaginare la gioia quando ieri ho visto la prima puntata di Freak Show con quella voglia di sapere, di conoscere ogni dettaglio della storia. Ecco, di American horror story – in tutte le serie – ho amato la cura dei dettagli, della bellezza delle parole, del non dare nulla per scontato come spesso accade nella vita reale. E poi la bellezza e il fascino e l’eleganza. E poco importa che sia il glam in una casa spiritata come in Murder house, in un manicomio come in Asylum, in una casa di streghe con indosso sempre e solo un colore (il nero) come in Coven. E mi piace anche il potere delle donne, direi vitali in tutte le serie. E poco importa che sia potere di seduzione o di carattere.
(Per dire, che se volete invitarmi al cinema, non sono il tipo da commedia romantica. Prendete nota).

10 motivi per non perdere Freak Show American horror story:
1. Jessica Lange. E solo lei vale il prezzo del biglietto se fossimo al cinema.
2. Perché Coven, diciamo la verità, con le streghe e la magia non ci ha conquistati. E vediamo se invece riesce a superare le aspettative di Asylum (la seconda serie, la mia preferita fino ad ora).
3. Perché già nella prima puntata “Signora deve pagare il conto”.
“Oh cara, offre la casa. Le star non pagano mai!”.
4. C’è l’evoluzione di IT, quel clown che sconvolse l’infanzia di tutti noi.
5. Per lo stile così barocco, così ‘900sco, istrionico, circense divino e glam.
6. Perché già dopo la prima puntata si muore dalla voglia di sapere come finirà la serie. (Sono 13 puntate, per la cronaca)
7. Per chi ha seguito le serie precedenti di American horror story, ormai gli attori sono un po’ diventati di famiglia. (E che cast: Sarah Paulson, Jessica Lange, Evan Peters, Frances Conroy, Finn Wittrock, Angela Bassett, Kathy Bates, Denis O’Hare e Emma Roberts).
8. Perché è ambientato in un circo e chi non ha amato il circo da bambini?
9. Perché alla fine di ogni puntata, si rimane con il dubbio, l’attesa, la voglia di sapere.
10. Perché a Ryan Murphy e Brad Falchuk, ideatori della serie, dovrebbero assegnare l’Oscar.

Per dire, American horror story è una delle poche cose al mondo che riuscirà ancora a sorprendervi.
(E io ho bisogno ora solo di questo).

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