#MissioneCorpoPositivo: 5 regole per chi non ha più 20 anni

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Il meteo ci ha aiutato: la prova costume è rimandata ma prima o poi arriverà.
A 20 anni è tutto più semplice e indolore: torni alle 6 della mattina, dormi solo 2 ore e sei fresca come una rosa, puoi fare colazione alle 3 della notte senza che quel cornetto vada a finire sui fianchi, non fai palestra ma – che problema c’è? – quando la bilancia segna sempre gli stessi chili? E mangi pure cioccolata quando e come ti va. Insomma, ti senti immortale. E alla prova costume ci arrivi, il più delle volte, senza fare nulla di nulla. Un sogno.

Dopo i 30 anni: torni alle 3 della mattina e ti servono 48 ore per recuperare, mangi la metà di quando ne avevi 20 ma la bilancia segna sempre un chilo in più, la palestra – e non è un vanto – è diventata una necessità come mangiare, bere e stalkerare lui su whatsapp. Palestra che, però, cerchi in tutti i modi di evitare cadendo nella tentazione di usare creme efficaci contro la cellulite. Che non funzionano. In caso, si chiamerebbe miracolo. Alla prova costume ci arrivi imperfetta, ma te ne freghi: che tra tutti i 3mila impegni al giorno quello che vuoi è solo startene sotto l’ombrellone a non fare nulla. Se non bere mojiti.

Ma c’è sempre l’eccezione e chi ci tiene, almeno tentando si arrivarci in forma.
Come prepararsi all’estate dopo aver raggiunto e superato i 30, quindi, con una dieta estate efficace?
Con 5 semplici regole e ricordate: prevenire è sempre meglio che curare.

1) Non saltare i pasti e fare colazione, sempre e comunque.
Non saltarla mai. I cereali fanno sempre al caso nostro, ne esistono un’infinità di gusti. Ad esempio, per iniziare al meglio la giornata Nestlé Fitness ha pensato al gusto classico, cioccolato latte, cioccolato fondente, cioccolato bianco e frutta esotica. Se non bevete latte come me, optate per lo yogurt bianco magro senza zuccheri. 

2) Bere, bere, bere. Acqua.
Niente bevande gassate, nulla di nulla. Unica eccezione? Lo champagne. Con le fragole.
Come si fa a dire di no? (Dimagrire sì ma senza perdere le gioie della vita).

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3) Muoviti… per 30 minuti
Non basta ridurre il mangiare, non si può dimagrire senza esercizio fisico o la palestra. Per chi non ha tempo, Nestlé Fitness ha pensato a una guida pratica per le donne che vogliono rimettersi in forma ma che non hanno tempo (che trovate QUI). Sono esercizi facili e veloci da svolgere in qualsiasi luogo e momento della giornata, anche in ufficio o a casa. Ogni donna può seguirli e postare sui social la propria esperienza con l’hashtag #BenvenutaEstate. Imperativo? Minimo 30 minuti al giorno.

4) Riposo
Otto ore al giorno consigliano gli esperti.
E come Penelope Cruz non mangiare dopo le 21.30 di sera.

5) Obiettivi, no sogni
Non è una gara. Bisogna porsi obiettivi raggiungibili e soprattutto avere costanza nel realizzarli. Non serve esagerare o sognare. Un passo alla volta, con calma e senza fretta. Anche la #MissionCorpoPositivo può essere un divertimento, invece che una imposizione. 

Tutto questo, per dire: diffidate da chi dice che sia così per via di Madre Natura.
Ognuna di noi ha dei piccoli segreti di bellezza.

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Matrimonio Belen. E Stefano?

 
Si è parlato del vestito diBelenRodriguez del valore di 80mila euro ma regalato – badate bene – e poi delle sue scarpe disegnate da Cori Amenta, dell’altro abito indossato per la cena e anche del menù con champagne, del coro Gospel, della sorella Cecilia, dei 70 bodyguards. Dei preti perchè nessuno voleva celebrarlo ‘sto matrimonio e della lettera di papa Francesco I, che ha tanto da fare ma trova il tempo per tutti sulla terra. Addirittura i giornali ed i social hanno raccontato degli invitati – da Elena Santarellia Claudia Galanti, fino ad Elisabetta Canalis. Ed anche di Santiago, dei suoi vestiti ed anche dell’ora di partenza dalla cerimonia del bebè. Tranne di lui che non si sa, invece, a che ora sia arrivato in chiesa con un dubbio: c’era all’altare sì? Mi riferisco allo sposo. AStefano De Martino che con quell’aria lì, tra lo spaventato e lo smarrito come fosse un bambino il primo giorno di scuola elementare senza zainetto sulle spalle, ha pronunciato quel “SI” tra 200 invitati vip, ovvero i “non comuni mortali”. C’è chi giura che ci fosse tra loro anche ET, dott. Spock di Star Trek, Predator, Chewbacca e Yoda.
Visto che è passato inosservato il giorno del suo matrimonio,
bhè ci penserò io. Qualcuno dovrà pur farlo.
 
La sua storia potrebbe essere quella di un film. Un Billy Elliot italiano che non solo riesce a conquistare i palcoscenici di danza – televisivi e non – ma anche il cuore della diva per eccellenza, la più osannata ed amata di questa Italia che per lei è un po’ come l’America: l’argentina Belen. E se si guarda bene questo uomo qui non è che abbia doti particolari: non brilla di eleganza e nemmeno di un ingegno così illuminato. Non parla se non in napoletano, comprensibile cioè solo per chi conosce il dialetto (che è bellissimo ma c’è bisogno di Google Translate per capirlo), e si limita a sorridere. Ma ha i tatuaggi che fanno tanto uomo, l’unica affinità con Fabrizio Corona, l’ex della showgirl rinchiuso in carcere da mesi. A questo ragazzo qui noi – cattivi, perfidi ed infami – non davamo nessuna speranza con lei conoscendo il carisma maledetto dell’ex. Lo indicavamo come un “flirt”, come una parentesi di pochi mesi. “Gliel’hanno gufata” tutti a partire da Emma Marrone, la ex di Stefano, che si è rivista mandare al mittente quel “mi rimpiangerai bello senz’anima“, dedicato a lui in diretta nazionale negli studi di Amici. Ed invece nel giro di un anno non solo l’ha sposata ma ha contribuito anche alla nascita di Santiago. E qui tutti lo ricordano. Insultandolo però. “Non è bello come la madre, è tutto il padre”, viene sottolineato ad ogni foto pubblicata dall’argentina. Così il giorno del matrimonio mister Rodriguez fa quasi tenerezza, immortalato in scatti che stanno ad indicare un uomo che, anche se non sembrerebbe, non deve chiedere mai. In tutti i sensi che con Belen, la suocera e la cognata Cecilia insieme dovrebbe essere impossibile proferire parola in casa. Non a caso, il viaggio di nozze? La sfilata alla #Mfw di Richmond. Quale uomo non lo vorrebbe? Continue reading

Matteo Renzi e Roberto Cavalli insieme per l’autobiografia dello stilista [FOTO]

Matteo Renzi e Roberto Cavalli insieme per l'autobiografia dello stilista [FOTO]


Roberto Cavalli
dice di Matteo Renzi: “E’ un amico, un compagno di viaggio”. Con il sindaco di Firenze Cavalli ha presentato il suo libro. Quattro anni di appunti, note a margine, notti insonni passate a scrivere e fogli riempiti di ricordi. E poi un solo minuto in cui si stava per buttare via tutto. È la storia di JUST ME, autobiografia di Roberto Cavalli edita da Mondadori, in libreria dal 17 settembre. Da non scambiare per un trattato sulla moda, al contrario: si tratta della storia di un uomo, non di uno stilista, che ha percorso il Novecento tessendo il filo rosso che lega le ferite della Grande Guerra agli splendori del Made in Italy in una narrazione semplice e splendente dove il sudore, i successi, le sconfitte, le intuizioni, gli sgambetti e le imprese della vita scrivono, senza censure e senza stereotipi, l’avventura di uno dei protagonisti più importanti della moda contemporanea.

IL MITO DEL PADRE
“Non avere paura”: l’autobiografia di Roberto Cavalli, si apre con la dolcezza e la drammaticità di una scena di guerra. È la frase d’addio del padre Giorgio, rapito dalla famiglia e fucilato sotto gli occhi della moglie il 4 luglio 1944 dall’esercito tedesco, nel paesino di Cavriglia. Roberto ha soltanto tre anni e l’episodio si tatuerà nella sua memoria come un monito e insieme un rimpianto. Il primo è un imperativo categorico a rischiare sempre, a chiamarsi fuori dal coro, a essere un pioniere, anche quando nessuno capisce le tue intuizioni o la tua estetica. Il secondo, invece, è una sorta di nostalgia che l’accompagnerà per tutta la vita: il desiderio di dare un volto al padre con una vita d’azione e di impresa, quasi fosse un’eredità morale.

LE DONNE DI ROBERTO
“Quando pensano a me e alle donne della mia vita”, racconta Roberto Cavalli, “la maggior parte delle persone cade in uno stereotipo: mi immaginano con un gruppo di modelle e una bottiglia di champagne millesimato”. Niente di più lontano dalle storie narrate in JUST ME. Gran parte del libro, infatti, è dedicato alla donne che hanno rappresentato un ruolo fondamentale nella vita di Roberto. Si parte dalla madre, presenza fondamentale, simbolo di una generazione formidabile che fu capace di trasformare una disgrazia, la guerra, in un mondo risorto, un paese di possibilità tutte da esplorare. Si passa poi a Lietta, la sorella che lo aiuterà a ricostruire il ricordo del padre. E si arriva alle due mogli: la prima, Silvanella, che gli darà due figli, Cristina e Tommaso; ed Eva, compagna di vita e di lavoro, che gli donerà Rachele, Daniele e Robert. Sono loro il fulcro, l’anima della donna sognata che poi diventerà l’anima della sua creatività.

NON SONO UNO STILISTA, MA UN TRASFORMISTA DI TESSUTI
“Non chiamatemi stilista, perché non sono mai stato in grado di disegnare una silhouette”, racconta e scrive Roberto. “Il mio talento, piuttosto, è trovare ciò che rende speciale un tessuto, un abito, una donna, pensando sempre alla moda come fosse un sogno prêt-à-portér, pronto per essere indossato”. JUST ME, di conseguenza, non è un elenco di modelle, successi, sfilate e collaborazioni con le star di Hollywood. È, piuttosto, l’epopea di un Ulisse perso nel mare del Made in Italy alla ricerca dell’eccellenza, delle persone, dei viaggi che renderanno possibile il proprio sogno:regalare alle donne un abito “in grado di cambiarti la vita, perché questo fanno gli abiti più belli: possono cambiarti la vita”.

MATTEO RENZI: UN AMICO, UN COMPAGNO DI VIAGGIO
L’incontro è avvenuto come la chiusura immaginaria di un cerchio: il 4 luglio 2012, il sindaco di Firenze Matteo Renzi invitò Roberto Cavalli alla commemorazione dei caduti durante gli eccidi della Seconda Guerra Mondiale a Castelnuovo dei Sabbioni. 50 anni dopo la perdita del padre, per Roberto fu come il sigillo di una vita e la scintilla di un’affinità elettiva che ancora oggi contraddistingue le due personalità, Renzi e Cavalli, entrambi caparbi, uomini d’azione, pionieri e mai e poi mai convenzionali.”

La Cuvèe Alpha dello Champagne Jaquart, presentata a Parigi, segna l’inizio di una nuova stagione creativa

champagne alpha

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E’ stata presentata a Parigi, in anteprima mondiale, la nuovissima Cuvèe Alpha dello Champagne Jaquart. La Cuvée Alpha segna l’inizio di una nuova stagione creativa per Jacquart: il punto di partenza alla ricerca della perfezione estrema. Forse per questo l’assemblaggio ha preso il nome di Alpha – il termine che nel greco antico contrassegna la prima lettera dell’alfabeto.La prima release della Cuvée Alpha fa riferimento alla vendemmia 2005: un’annata caratterizzata, in Champagne, da un inverno fresco e secco, da un giugno di buon soleggiamento, da una serie di precipitazioni leggere in estate e da un settembre nuovamente caldo. Le condizioni climatiche ideali per ottenere grandi uve.

La bottiglia, dal design unico e originale, ha completato l’opera: in essa prevalgono i colori bruno (a ricordare il sontuoso terroir della regione) e oro (a riprendere il prestigioso logo della Jacquart).
Floriane Eznack, enologo della Jacquart, ha commentato: “La Cuvée Alpha segna la ricerca estrema dell’armonia, in un connubio fra finezza e profondità. Un volume avvolto da una superficie, un succedersi di chiaroscuri evidenziati da una forma ben delineata”.