Vogliamo (pretendiamo) l’amore

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Vogliamo essere amate in maniera folle, cerchiamo qualcuno che ci capisca, che ci appoggi in ogni nostra scelta sconsiderata, vuoi anche semplicemente l’acquisto di un abito di Zara. Vogliamo che siano attenti a tutto, che notino il nostro nuovo taglio di capelli che è un po’ come per noi donne capire il fuorigioco: non lo vedranno mai. E, soprattutto, che considerino, ancor prima dei fiori, la poesia di un messaggio del buongiorno o di un «sei bellissima». Devono mentire sapendo di farlo ogni volta che la bilancia segna 2 chili in più: perchè tutti i «sei dimagrita del mondo» non varranno mai quanto un «ti amo», ma sempre di più. Vogliamo che ci sorprendano, ascoltino le nostre paranoie e ci chiedano di andare almeno una volta a Parigi. Che ricordino anniversari, compleanni, onomastici come fosse il calendario del campionato. Vogliamo un amore qualsiasi, la favola, senza trovare la felicità nelle piccole cose. E poco importa che siano baci rubati o gli abbracci che levano il respiro.

«Vengo a prenderti tra dieci minuti. Cosa importa se non sei pronta?
Non truccarti e lascia la tuta che sei più bella così».

Per tutte le volte che ci dimentichiamo di chi abbiamo la fortuna di avere accanto.

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Millefiori Milano, #MelodyFlowersforMarti

millefiori-milano-profumiLe giornate dovrebbero tutte cominciare con la calma di chi non ha bisogno di sveglie la mattina, di chi non ha la frenesia del tempo che passa, dei ritardi e degli appuntamenti in agenda da dover rispettare per dovere più che per piacere. Dovrebbero cominciare con il leggere il giornale, sorseggiare del thè caldo, ascoltare della musica che viene dall’altra stanza e le chiacchiere di gente dai balconi. “Buongiorno”, “Buongiorno come va?” “Tutto bene grazie, e lei?”. E poi sentire quel profumo di fiori, sempre. Anche se non è primavera. MILLEFIORI MILANO PROFUMI PER AMBIENTE – Quando ho ricevuto le fragranze, ho trovato un biglietto tra le varie scatole. Per scegliere, infatti, il profumo adatto a me, ho fatto giorni fa un test (QUI #SCOPRILATUAFRAGRANZA). In questa lettera c’è scritto: “Il tuo profilo è dolce: sei una donna dalla personalità romantica e sofisticata, ami circondarti di cose belle e dettagli preziosi, non senza una allure di originalità che contraddistingue il tuo approccio alla vita”. Per la mia casa così #MillefioriMilano mi ha consigliato un profumo caldo, avvolgente e ricercato, dalle note intense e avvolgenti da condividere con le persone che amo. #MELODYFLOWERS. (E io ora attendo solo un lui con cui condividere questa fragranza) millefiori milano profumi per ambiente millefiori-milano-profumi-per-ambiente 00 millefiori-milano-essenze

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Marsala per la casa

arredamento-casa-marsalOgni donna quando comincia a diventare grande, o quanto meno in età da marito, prima ancora che riesca a rendersene conto, comincia ad abbandonare le luci del camerino di Zara e a scegliere quelle per il suo spazio tutto per sè. Uno spazio, più in generale, che prende il nome di “casa” e poco importa se dentro ci sia un uomo come pezzo d’arredo, del resto non appaiono nemmeno tra i consigli nella newsletter di Dalani che ormai è un po’ il messaggio del “buongiorno” degli inizi di ogni relazione.

Ce la immaginiamo così la nostra casa. Bianca, piccola che poi bisogna pulirla e sappiamo tutti che le pulizie sono noiose. A meno che non ci sia Tina Turner alla radio, sia chiaro. Con i fiori e qualche quadro, tanti libri, il parquet e qualche spruzzata di bordeaux mischiata al viola. Un tocco di marsala: non perché ce lo consigli Pantone color institute come tonalità della prossima estate, ma perché semplicemente ci piace.

E finiti i lavori di arredo su quel divano che tende al rosso ma non lo è, al marrone ma che non è marrone, un bicchiere di marsala e musica in sottofondo con i cuscini intorno è tutto quello di cui avrete bisogno. (Con o senza di lui) marsala-arredamento-casa

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 Credits photos: Living4 media

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Dovrei ma vorrei

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L’amico/a: “Dove vai?”
Lui/lei: “Devo chiamarla/o”.
Per la cronaca dovrebbe sempre essere “voglio chiamarla”.

C’è un confine sottile che delimita tutti i “dovrei” e i “vorrei”, un confine labile che spesso si perde e si confonde senza più sapere quale sia la differenza. E ci troviamo disorientati quando accade, un po’ senza sapere dove sia il Nord e così sbagliamo strada, a volte proprio direzione andando dalla parte opposta. Ecco il Nord sono i vorrei, il Sud i dovrei. Dovrei chiamarla/o, dovrei mandarle/gli un messaggio, dovrei sentirla/o, dovrei regalarle/gli quell’abito, quell’anello, quella luna là, dovrei portarla/o a cena. Dovrei, dovrei, dovrei. Dimenticandoci dei vorrei, della naturalezza, di ciò che siamo. Come se tutto diventasse un film già visto, in bianco e nero, senza parole, senza musica, senza sfumature. “Lo devo fare perché è giusto così”, perché le relazioni devono essere fatte di chiamate, incontri e deve esserci il sesso programmato, deludente, sempre lo stesso, magari la domenica. Dovrei alzarmi presto la mattina, dovrei mandarle/gli il buongiorno, la buonanotte, un’icona con lo smile quando non si ha nulla da dire, così tanto per. Dovrei, dovrei, dovrei.

Che poi quando diventa tutto un “dovrei” si perde un po’ il senso, un po’ la bussola, un po’ il tempo. E l’unica cosa che dovremmo fare davvero, seguire i vorrei. Anche se l’unica cosa che vorreste in quel momento è una birra ghiacciata, andare al mare anche se inverno, baciarla.

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Amore 2.0

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Abbiamo bisogno di controllare whatsapp con tutti i suoi visualizzati e le sue spunte, e poi Facebook, Messanger e Twitter, a volte anche Instagram. Vogliamo leggere messaggi, sentire le chiamate, analizzare le amicizie alla ricerca di chissà cosa o chissà chi, fedeli discepoli del “chi cerca trova”, anche quando non ci sta nulla da scoprire. Pretendiamo “ti amo” come fossero “buongiorno”, la felicità come fosse caffè alla mattina, giuriamo e spergiuriamo di fidarci, di essere onesti, come dei Giuda 2.0, trascorrendo tempo a perderlo. Non ci fidiamo degli altri, di amici o amanti, e abbiamo bisogno di prove, dimostrazioni tangibili non si sa di cosa. Come se le relazioni avessero una ricetta da seguire passo per passo. E più che sentire il profumo della pelle, vogliamo avere la certezza di chi abbiamo di fronte e che tutto andrà per il meglio. Senza mai mettersi in gioco, rischiare, ripetersi che vale la pena andare avanti giorno per giorno. Siamo talmente concentrati su noi stessi, nell’imporre ciò che crediamo, che non vediamo più chi ci sta di fronte per poi ritrovarsi a pensare – come quando siamo al cinema e dopo i trailers già il sacchetto di popcorn è vuoto – “E’ già finita?”, raccogliendo le briciole.

E di verità ce n’è una sola. Quello che conta in una relazione è la fiducia. Più della passione, di tutta la banalità dette e scritte. Se viene a mancare, lasciatevi. E dedicatevi ad altro. Che tutto si può imparare, tranne ad amare.

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