REVIEW Coppetta mestruale: cos’è, come si usa e perché preferirla agli assorbenti tradizionali

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Un argomento ancora tabù nel 2017, su cui le donne raramente (quasi mai) si confrontano, è il ciclo mestruale. Sebbene sullo smartphone quasi tutte abbiamo un’app che ci ricorda la puntualità del ciclo e in borsa un tampax d’emergenza che ci salvi la giornata, al ristorante ci alziamo ancora da tavola con un certo imbarazzo impugnando la borsa saldamente per andare in bagno a controllare “la situazione” e al supermercato arrossiamo se il cassiere è un uomo e noi abbiamo sul nastro due confezioni di assorbenti notte-quattro-gocce-plus con ali.

Eppure le cose sono cambiate e anche parecchio da quando le donne dovevano usare panni di cotone da sciacquare a mano ogni volta, abitudine poi soppiantata dalla massiccia produzione di assorbenti in fibre sintetiche che, se da un lato hanno regalato una certa libertà e tranquillità alle donne, dall’altro le distratte dagli effetti collaterali dei materiali sintetici e dalla possibilità di alternative più igieniche e confortevoli. Per questo è nata la coppette mestruale. A chi non la conoscesse premetto che quello sguardo perplesso, quell’essere un po’ prevenute e quella certa diffidenza sono abbastanza normali e comprensibili. Continuate a leggere per capire di cosa si tratta, quali sono le motivazioni e gli effettivi punti di svolta, per poi decidere se proseguire con gli assorbenti classici oppure no. Ricordate che se decenni fa le donne non avessero accettato il cambiamento, ancora oggi quelle che comprano assorbenti interni verrebbero accusate d’essere donnacce sfrontate che profanano il proprio corpo (true story).

Ma torniamo alla coppetta mestruale. Io la uso da diversi mesi e quando qualche giorno fa ne ho accennato su Snapchat ho scoperto che moltissime ragazze e donne la usano, anche da anni, altre sono curiose di saperne di più perché vorrebbero provarla e altre sono completamente diffidenti ma comunque interessante. Così ho raccolto un po’ di domande a cui rispondo qui sotto.

Che cos’è la coppetta mestruale?

È una coppetta in silicone medico che sostituisce l’uso dei classici assorbenti interni ed esterni durante il ciclo mestruale. A differenza degli assorbenti non è usa e getta e una sola dura anni. Va bene per tutte le donne e tutti i tipi di flusso (in particolari condizioni di salute dell’utero va consultato il medico).

Perché passare alla coppetta mestruale e abbandonare gli assorbenti?

Perché è più igienica (raccoglie e isola il flusso all’interno del suo cavo – tre volte più capiente di un tampone interno – tenendolo lontano dalle pelle), evita la sensazione di umido e di disagio causata dagli assorbenti esterni e quella di secchezza e fastidio causata da quelli interni). Evita gli odori. Il suo materiale la rende comoda e impercettibile. È economica (ne compri una e dura anni) e, per chi è interessato all’impatto sul pianeta, è ecologica (si evita di produrre tonnellate di materiale usa e getta). Opinione del tutto personale: a me il ciclo sembra durare meno usando la coppetta, probabilmente perché il flusso viene direttamente raccolto dalla coppetta, senza dover essere assorbito da assorbenti e tamponi da cambiare ripetutamente, e quindi impiega meno tempo a defluire.

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Qui di seguito una serie di informazioni che rispondono alle domande più comuni:

La coppetta va sterilizzata solo in 2 momenti ad ogni ciclo (basta metterla in un bicchiere e versare sopra dell’acqua bollita, come per un biberon o ciuccio di neonato o usare una soluzione disinfettante). Si sterilizza PRIMA di essere usata il primo giorno di ciclo e DOPO la fine dell’ultimo giorno, durante i giorni del ciclo non serve sterilizzarla ogni volta che la si svuota e inserisce, ma basta sciacquarla sotto il rubinetto, lavarla con sapone neutro se volete (io uso quello intimo) e così mantiene il suo igiene. Va svuotata e sciacquata al massimo ogni 8 ore, quindi meno spesso di quanto cambiereste un assorbente classico.

Se siete fuori e in un bagno in cui non c’è un lavandino interno, basta avere in borsa una confezione di salviette intime (se già normalmente andate in giro con una scorta di assorbenti e tampax comprenderete quanto avere solo una piccola confezione di salviette da borsetta possa occupare uno spazio irrisorio). Alcune persone che conosco dicono di non aver problemi ad uscire un attimo dal bagno, sciacquarla sotto il rubinetto e tornare in bagno ad inserirla (a meno che non vi troviate nel bagno di una discoteca con cento persone intorno a voi non è una cosa infattibile), io personalmente preferisco il primo metodo. Le aziende che le producono suggeriscono in questi casi che anche solo pulirla con la carta igienica non è antigienico o rischioso. Questo rende la coppetta perfetta anche in viaggio. Ps: su Amazon ho trovato anche questo contenitore per sterilizzare o sciacquare la coppetta quando si è fuori, si apre come i bicchieri portatili (basta riempirlo prima di entrare in bagno e usarlo per sciacquare la coppetta), non l’ho mai usato ma sembra furbo come sistema, a questo punto anche un bicchiere pieghevole lo è però.

È facile da inserire, la prima volta è normale essere nel panico e non avere idea di come fare, per questo consiglio di acquistarla e provarla prima dell’arrivo del ciclo mestruale mensile, così da poter far pratica più serenamente, on-line trovate immagini che vi mostrano come fare e i siti delle aziende che le producono sono pieni di informazioni, domande e risposte di ogni tipo. Può essere usata in qualunque circostanza e momento della giornata, in viaggio, durante lo sport e di notte.

Rimuovere la coppetta: A differenza degli assorbenti esterni richiede una maggiore consapevolezza del proprio corpo, usando la coppetta sarete a contatto con la vostra zona intima maggiormente rispetto agli assorbenti tradizionali, dovendo inserirla e rimuoverla all’interno (anche se la coppetta va meno in profondità di un classico tampone). Questo prevede un gesto meno “distaccato” del tirare un cordoncino di cotone, gesto che può comportare macchiarsi una o due dita in base al modo che scegliete per premerla leggermente quando la rimuovete, per contrastare l’effetto ventosa e tirarla fuori. Ma è il vostro corpo, non saprei come altro rispondere a chi chiede se fa “impressione” o se ci si sporca (comunque anche dopo aver rimosso un tampone interno ci si deve lavare le mani).

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Quale comprare?

Io uso la Mooncup, esiste in due differenti misure (Mooncup A se hai 30 o più anni o se hai avuto un parto vaginale, indipendentemente dall’età. Invece la Mooncup B se hai meno di trent’anni e non hai avuto parti vaginali); le misure che non c’entrano con il flusso del ciclo e quindi la capienza, ma solo con l’utero. Se avete un flusso abbondante l’unica differenza per voi è che potreste aver bisogno di svuotare la mooncup più spesso di donne con un flusso regolare, ma non è detto. È in silicone medico trasparente (la preferisco a quelle colorate di altri marchi), ipo-allergenica, priva di lattice, morbida ed è venduta all’interno di una scatoletta di cartone e di un sacchetto di tessuto. Purtroppo non esiste una custodia rigida, ma io ho ovviato a questo problema con una custodia per ciucci di neonato!

Consiglio: inizialmente vi sembrerà difficilissimo, avrete paura di averla messa male, di macchiarvi, di combinare qualche pasticcio in bagno. Vi suggerisco di provare ad usarla a casa PRIMA dell’arrivo del ciclo e, al suo arrivo, di indossare un salva-slip, che vi farà sentire più tranquille e vi proteggerà nel caso in cui qualcosa andasse storto.
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Avere un viso più giovane: 5 aree su cui intervenire con i filler viso

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Diamonds are a girl’s best friend”, cantava Marilyn Monroe nel musical Gli uomini preferiscono le bionde; oggi, accanto ai gioielli, i primi “accessori” che rendono una donna bella e fiera di sé sono i lineamenti del proprio volto: sì, perché la chirurgia estetica ha fatto passi da gigante nella ricerca di soluzioni in grado di rendere le donne giovani fuori così come lo sono dentro.

Trattamenti poco invasivi, rapidi, ma con risultati efficaci: ecco la filosofia da cui nascono i filler viso.

Il termine filler infatti deriva dall’anglosassone “to fill” – “riempire”, e caratterizza una tecnica che mira a ringiovanire i tratti del volto ed a rimodellare i volumi attraverso il riempimento dei solchi e delle piccole rughe. Attraverso un’azione volumizzante e rimpolpante, il filler viso funge da vero e proprio lifting tradizionale, ma senza la perdita di espressività dovuta all’eccessiva tensione dei tessuti cutanei e senza le potenziali criticità connesse all’intervento chirurgico.

Beautiful woman gets injections. Cosmetology. Beauty Face

I filler di ultima generazione sono prevalentemente composti dall’acido ialuronico, una sostanza già presente nel tessuto connettivo, e per questo assicurano risultati ottimi in tutta sicurezza, ridonando elasticità e compattezza alle aree del viso da trattare.

Ma quali sono, nello specifico, le zone su cui si può intervenire attraverso i filler viso?

Sguardo e borse sotto gli occhi

Lo sguardo è indubbiamente uno dei punti di forza del nostro viso. La zona perioculare però è anche quella maggiormente sottoposta a fattori di stress esterni, come sbalzi climatici, smog, temperature molto rigide o ritmi di vita intensi che, assieme ai fattori interni come l’invecchiamento e la carenza di collagene e di acido ialuronico, determinano col tempo uno sguardo segnato da solchi che conferisce un’aria stanca al viso.

Attraverso opportuni e specifici filler si possono correggere le occhiaie molto segnate o le borse palpebrali, con un risultato fresco e naturale tipico di chi è riposato.

Labbra e sorriso

Il sorriso ci caratterizza in modo personale ma un bel sorriso parte da parametri estetici armoniosi. Grazie ai filler di acido ialuronico possiamo rimodellare le labbra restituendo turgore e carnosità alla mucosa labiale. Con i filler si eliminano carenze di volume, si combattono le piccole rugosità e si ridisegnano i margini delle labbra.

Zigomi

Gli zigomi rappresentano un’altra zona del nostro volto che concorre a renderlo armonioso e che però con il passare del tempo tende a perdere volume. Gli effetti si riversano sull’intero aspetto del viso, perché gli zigomi sono un punto focale del volto: se ben pronunciati e proporzionati aggiungono personalità, mentre se, al contrario, risultano poco evidenti fanno perdere di forza ed espressività all’intero ovale.

E’ possibile ricorrere ad dei filler particolari, composti in percentuale maggiore da microsfere sintetiche e per la parte restante da una soluzione acquosa di gel. Questo materiale è biocompatibile al 100%, quindi non c’è alcun bisogno di effettuare test allergici prima del sottoporsi al trattamento.

Ovale e profilo del viso

I nuovi filler e quelli più avanzati – che hanno lo scopo di riposizionare i volumi – riescono a ridefinire i volumi e le geometrie del viso in modo naturale ed armonioso: è possibile migliorare ad esempio il contorno mandibolare ripristinando la linea morbida che disegna l’ovale tipica della giovane età. Ma non solo: si possono ridistribuire correttamente i volumi agendo su quella parte delle guance che con il passare degli anni perde tono e compattezza, con quell’effetto antiestetico di “scivolamento” verso il basso.

I filler vengono impiegati anche nell’intervento denominato profiloplastica: come dice la parola stessa si interviene sul profilo del volto per correggere diversi inestetismi, (come un piccolo gibbo del naso o il mento sfuggente).

Queste zone sono poco interessate dalla mimica facciale, e pertanto i risultati del filler sono molto duraturi.

Collo

Queste zone, si sa, sono da sempre le più difficili da trattare senza ricorrere alla chirurgia. Una soluzione efficace però è rappresentata dai filler, se utilizzati come biorivitalizzanti.

Sul collo infatti si utilizzano sostanze meno dense, che stimolando la produzione di collagene ed elastina (le componenti naturali della nostra pelle che le danno tono e compattezza).
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5 prodotti beauty coreani firmati TonyMoly che vorrete assolutamente provare

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Per chi non ne avesse sentito ancora parlare, TonyMoly è un marchio beauty coreano famoso in tutto il mondo, conosciuto per il suo packaging super divertente e colorato (non per niente “tony” in inglese sta per “stiloso” e “moly” in coreano indica il “confezionare”) che è arrivato anche in Italia.

Si tratta di prodotti smart, non solo confezionati in maniera accattivante, ma anche efficaci e utili. Qui abbiamo voluto raccogliere 5 prodotti TonyMoly che vi incuriosiranno e che vorrete assolutamente provare.

Panda’s dream Stick contorno occhi rinfrescante e decongestionante (10,90€): Un piccolo astuccio a forma di panda che custodisce un prodotto che già dall’applicazione dona sollievo (soprattutto con l’arrivo dell’estate) e, grazie all’estratto di bambù, decongestiona le borse sotto gli occhi e aiuta a defaticare lo sguardo. Ideale anche se avete dormito poco o viaggiato molto.

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Egg Pore Tightening Cooling Pack Maschera (€14,90): La forma ad uovo richiama uno degli ingredienti contenuti in questa speciale machera restringi pori dilatati, che contiene appunto estratto di uovo, aceto di vino, sale marino e altri ingredienti. Ha una consistenza molto particolare, una volta applicata basta attendere 20 minuti e poi risciacquare. Per un risultato migliore vi suggeriamo di abbinare Egg Pore Balsamo anti-punti neri, per prevenire e curare insieme!

Magic Food Banana Hand Milk (8€): Una crema idratante contenuta dentro una banana, sfrutta le proprietà dell’estratto di burro di karité e le proteine del latte per ammorbidire la pelle e nutrirla ed ha un piacevolissimo profumo di banana.

Mini Lip Balm (7,50€): sembra uno di quei prodotti che ci concedevano di usare quando eravamo troppo piccole per il make-up e lo spirito infantile di TonyMoly si fa notare proprio in questi aspetti, ma si tratta di un ottimo lip balm idratante a forma di ciliegia, disponibile anche nelle versioni al gusto di pesca e mela verde, che non solo idrata le labbra ma le protegge dal sole grazie al fattore SPF15 PA+.

Maschera viso in tessuto al pomodoro (5,50€): Ci hanno detto di usare il miele, il bicarbonato, di mettere i cetrioli sugli occhi, ma il pomodoro ancora non le avevamo trovato in nessuna maschera. Grazie alle sue proprietà il pomodoro illumina l’incarnato e apporta idratazione e morbidezza alle pelli ruvide.
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Blotterazzi, la spugnetta rivoluzionaria che elimina l’eccesso di oleosità

1013709089Dopo il successo della Beautyblender, rivoluzionaria spugnetta rosa della quale vi avevamo parlato qui, latex free per l’applicazione di primer, fondotinta liquidi, cipria e blush in crema, l’ultimissima novità in casa Beautyblender è Blotterazzi.

 

Il nome è decisamente cacofonico, ma deriva dall’inglese to blot= assorbire, si tratta di un prodotto rivoluzionario che elimina l’eccesso di oleosità che la nostra pelle tende a lasciare durante il giorno. Blotterazzi è realizzata con lo stesso materiale della classica Beautyblender, ha quindi proprietà assorbenti e rappresenta un’alternativa innovativa, lavabile e riutilizzabile alle classiche salviettine opaccizzanti.

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La forma, studiata per  seguire tutti i contorni del viso, facilita il raggiungimento di angoli difficili da tamponare con le salviettine anti untuosità tradizionali. Un elegante strumento da borsetta quindi, da tirare fuori all’occorrenza per ravvivare il makeup, assicurandogli una durata maggiore.
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5 trucchi per trasformare i cosmetici che non usate in qualcosa di utile

5 trucchi per trasformare i cosmetici che non usate in qualcosa di utile

Un acquisto impulsivo, un regalo poco azzeccato, una tendenza passata troppo velocemente, un colore sbagliato… alzi la mano chi non ha a casa almeno un paio di prodotti che non utilizza più o non ha mai utilizzato per le ragioni sopra elencate (o per tante altre).

Gli sprechi non piacciono a nessuno e buttar via un cosmetico ancora nuovo nemmeno, per questo qui vi diamo 5 trucchi per dare un senso ai cosmetici che non usate più.

Rossetto come blush: quel rosa zitella, quel fucsia decisamente troppo Barbie, quella tonalità che sulle vostre labbra proprio non rende o quello che si è spezzato accidentalmente… non buttate via i rossetti che non usate, trasformateli in blush applicandoli sui polpastrelli e sfumandoli sulle guance, eviterete uno spreco e risparmierete sul blush in crema!rossetto_come_blush

Mascara come eyeliner: vi hanno regalato un mascara marrone o lo avete trovato in un cofanetto makeup, ma non riuscite a rinunciare a quello nero per le ciglia. Come utilizzare quello marrone? Con un pennellino prelevatene un po’ e utilizzatelo sfumato sulla rima dell’occhio, otterrete uno smokey inaspettato!

Crema viso come crema mani/piedi: c’è quella troppo nutriente, quella che si assorbe lentamente, quella per pelli secche mentre la vostra pelle è grassa. Di creme sbagliate in giro per casa ne abbiamo tutte e di barattoli iniziati e mai più utilizzati anche, non buttateli via ma cambiatene la destinazione d’uso. Mani e piedi, specialmente in inverno, hanno bisogno di essere nutriti, idratati e protetti, quindi qualunque crema può tornare utile a questo scopo (certo quella anticelullite non avrà grandi effetti).

Latte detergente per pulire borse, giubbini e accessori in pelle: Capita che la fragranza di un prodotto o l’effetto sulla propria pelle non abbia il risultato che ci aspettavamo, ma nulla è sprecato, nel caso del latte detergente, toglietelo dall’armadietto dei cosmetici ed usatelo come rimedio casalingo per pulire borse, scarpe e capi in pelle.

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Fondotinta del colore sbagliato: Se è troppo chiaro potete usarlo come illuminante, da applicare solo in certe zone, mentre se è troppo scuro sarà un ottimo prodotto per il contouring.

Non buttate via i prodotti inutilizzati, qualunque cosmetico potrebbe avere una seconda vita o semplicemente piacere ad una delle vostre amiche!
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