Yara Gambirasio, ultime notizie: Bossetti resta in carcere, la Cassazione boccia la richiesta di scarcerazione

yara gambirasio

La Cassazione ha bocciato la richiesta di scarcerazione e Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso Yara Gambirasio, deve restare in carcere. Ancora una volta la giustificazione è “il rischio di reiterazione del reato”.

Proprio per questa possibilità, lo scorso 25 febbraio, la Cassazione aveva già detto no alla prima richiesta di scarcerazione di Bossetti presentata alla Suprema Corte. L’avvocato Claudio Salvagni aveva spiegato che questa nuova istanza è stata presentata perché all’udienza del 25 febbraio “non era stata valutata la questione del dna mitocondriale“. Il legale su Facebbok ha commentato:

Massimo deve restare in carcere! Nonostante la normativa sulla custodia in carcere che vuole il pericolo di reiterazione concreto e attuale. Incredibile questa è la giustizia in Italia.

Intervista a Diego Della Valle: “il made in Italy può rilanciare l’Italia”

Intervista a Diego Della Valle: “il made in Italy può rilanciare l’Italia”

 

Per il numero celebrativo dei 75 anni di OGGI,  l’imprenditore Diego Della Valle ha affrontato il tema del made in Italy dicendo: «Il Made in Italy può dare un contributo fondamentale alla ripresa del Paese, perché è riconosciuto in tutto il mondo…”

“..A patto che ci sia un grande progetto legato alla valorizzazione delle belle cose che abbiamo da offrire, dai siti naturalistici al cibo, dalla qualità della vita alla ricchezza culturale, a città che sono opere d’arte a cielo aperto e al turismo… Ci sono investitori stranieri pronti a contribuire“.

Secondo quanto dichiarato a OGGI da Della Valle:

“Ci vorrebbe una sorta di Sportello Unico Governativo che accolga, valuti e smisti tutto quello che ruota attorno a questo grande progetto di rilancio del Made in Italy. Sembra laborioso, non lo è: le cose sono laboriose e difficili quando non ci sono idee e soldi. In questo caso, le idee ci sono e i soldi degli investitori stranieri sono pronti. Dobbiamo solo essere in grado di attrarli”

RIFLE: tendenza Parka per la collezione uomo autunno/inverno 2014/2015

RIFLE: tendenza Parka per la collezione uomo autunno/inverno 2014/2015

 

Rifle presenta per la sua collezione uomo a/w 14 il pezzo chiave della stagione: il parka di ispirazione militare rivisitato in versione urban casual, perfetto per molte occasioni diventa un evergreen del guardaroba maschile.

Realizzato in cotone imbottito all’interno, con cappuccio e fodera staccabile, doppia chiusura zip e comode tasche.

E’ il pezzo easy dello streetwear di tendenza.

Rifle ricomincia da tre, perché tre sono le anime che contraddistinguono la collezione uomo autunno inverno 2014-15: Heritage, Downtown e Wild Blue.

L’Heritage racconta la tradizione, attingendo dal cuore del prodotto Rifle, il jeans con le vestibilità e i lavaggi che hanno fatto la storia del marchio: 5 tasche in fit regular, comfort fino al classico relaxed e toni che vanno dallo scuro – adatto anche alle occasioni più formali – ai medi contrastati, fino a nuance più chiare dallo stile western.<br
/> Il tema si completa con i capi spalla, le camicie e le felpe iconiche del brand contraddistinti da forme classiche ma arricchite da dettagli moderni.

I tessuti sono gabardine smerigliate con mano fustagno e cotoni elasticizzati con vestibilità estremamente confortevoli e morbidi.

Uno stile essenziale caratterizza tutto il tema, compresa la maglieria. Nell’offerta della cartella colori si impongono toni ever green come moro, fango, blu navy, beige e antracite.

Una linea che piacerà a una clientela colta ed esigente amante di un guardaroba basic fatto di modelli classici ma rinnovati anno dopo anno nei dettagli e nella scelta dei tessuti.

Downtown abbraccia il mondo urban giovane e metropolitano. I jeans hanno un aspetto city, con vestibilità classiche o più slim, fino allo skinny, declinate in lavaggi scuri, come il blu indigo più intenso – che assume la profondità del blu notte e del blu black – e si arricchiscono di trattamenti resinati, sofisticati e raffinati.

Il total look offre nuove vestibilità sia per i bottom che per i top con un’ampia gamma di tessuti a tinta unita e fantasia, focalizzandosi sui dettagli.

Per i pantaloni la proposta prevede due nuovi fit slim arricchiti da tagli e giochi di impunture: un modello con cavallo leggermente sceso e un chino rivisitato.

I tessuti scelti per vestire questo tema sono un raso mano pesca in cotone elasticizzato – molto strutturato per adattarsi alle nuove vestibilità – e soprattutto le micro fantasie in versione tinto filo e stampato, arricchite da effetti smerigliati.

La camiceria è slim, con colli moderni e dettagli soft a contrasto o micro stampe eleganti

Le felpe si appesantiscono trasformandosi in veri e propri capi spalla con materiali smerigliati e garzati all’interno, o lavorazioni a coste importanti.

La palette cromatica sfodera tutte le sfumature del grigio tipicamente urban e street.

Anche la maglieria si aggiorna: cardigan tecnici in mix lana/nylon, soprabiti e sottogiacca leggeri e avvolgenti.

Nel tema Wild Blue il denim si fa più selvaggio ed aggressivo: i lavaggi vintage si arricchiscono di rotture, rammendi e toppe realizzate con pattern a contrasto con tessuti di grande attualità, dal pied de poule, al herringbone, al check e al tartan per arrivare alla vera pelle nera. Le vestibilità passano progressivamente dallo skinny tapered al loose allo straight: un nuovo fit comodo ma molto di tendenza per l’autunno 2014.

La collezione si completa con una parte in jeans eco-friendly, con lavaggi e trattamenti ecologici nel rispetto dell’ambiente, le immancabili camicie in denim, versatili , aggressive e innovative grazie a lavaggi laser mixati con materiali pied de poule, herringbone, check e tartan.

Il capo spalla da portare sul jeans cinque tasche è in nylon bicolor (con interno ed esterno a contrasto) o in jersey di lana.

Le felpe e la maglieria puntano su grafiche che riflettono il dna denim di Rifle e sono decorate con stampe flock e ricami effetto lana, assumendo un mood vintage grazie anche ai grossi intrecci e i mix di lavorazioni che attingono al passato per proiettarsi nella nuova era del brand.

Telefonini, smartphone e tassa: è ancora un giallo, si pagherà? Bray ancora non ne parla

La tassa sui telefonini è qualcosa che risulta ancora poco conosciuta: quando si compra un dispositivo mobile dotato di una memoria digitale infatti, si pagherebbe un contributo al diritto d’autore. La polemica imperversa negli ultimi giorni: è giusto che ciascun utente paghi questo contributo, come se fosse una sorta di tassa quale il canone Rai?

Esso finirebbe nelle casse della Siae, la Società Italiana degli Autori ed Editori, che da tempo chiede un aumento delle entrate per far fronte a tutte le spese: contro i 100 milioni di euro del 2013, sarebbe stata fatta una stima di 175 milioni per il nuovo anno. E’ arrivata però secca la smentita di Massimo Bray, attuale ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Ecco come si distribuirebbe l’eventuale aumento della tassa: 5 volte in più sugli smartphone (da 0,90 a 5,20 euro); i tablet (da zero a 5,20 euro); da 29 a oltre 32 euro sui decoder; in misura articolata per chiavette e hard disk. Scatterebbe poi per tutto l’Iva, al 22%.

Chi è a favore? E chi è contro? Nel primo gruppo c’è ovviamente la Siae, in prima linea per la difesa dei diritti d’autore; nel secondo i big delle telecomunicazioni: Stefano Parisi, presidente della Confindustria digitale, afferma che tale rincaro è ingiustificato e danneggerà lo sviluppo dell’Agenda Digitale Italiana, causando un notevole ritardo rispetto agli altri Paesi Europei. A cercare di risolvere la questione è ora il ministro Bray, che un mese fa ha sospeso tutte le decisioni per aprire una consultazione fra le parti. Il decreto precedente del 2009 è infatti scaduto: si sta lavorando ora verso un compromesso che tenga conto di tutti i pareri, compreso quelli dei cittadini, primi utilizzatori di smartphone e tablet nonché diretti interessati dell’eventuale pagamento. Qualsiasi conferma sulla tassa è quindi rinviata.

Bono degli U2 ricorda Nelson Mandela: “Maliba mi guida ancora nella lotta contro l’Aids”

«L’ultima volta che ho visto Mandela è stato un meraviglioso momento di 18 mesi fa. Ero andato da lui con mia moglie Allie e i nostri due ragazzi. È stato bello. Era una persona estremamente seria ma con uno spiccato senso dell’umorismo. A chi voleva andare a trovarlo lui diceva: “Perché vuoi venire a vedere un vecchio rivoluzionario come me?”. Umiltà e umorismo vanno sempre insieme». Così Bono degli U2 ricorda il suo amico Nelson Mandela sul settimanale Oggi da mercoledì 11 dicembre in edicola.

Gli U2 hanno scritto una canzone, Ordinary Love, per la colonna sonora del film su Mandela, tratto dalla sua autobiografia “Lungo cammino verso la libertà”. Il testo di Bono è ispirato alle lettere d’amore che Mandela scrisse a sua moglie Winnie mentre era in prigione.

«Abbiamo lavorato per Mandela da sempre, da quando eravamo teenager», dice Bono a Oggi. «Uno dei primo concerti degli U2 fu proprio una partecipazione a un anti-apartheid rally a Dublino negli Anni 70. Molti esiliati dell’African National Congress trovarono rifugio in Irlanda. Kader Asmal, che ha scritto la Costituzione Sudafricana, era un esiliato politico e insegnava al Trinity College, quindi siamo stati impegnati da sempre nella causa contro la segregazione razziale. Ho preso “ordini” da Mandela nella lotta a favore della cancellazione del debito che le nazioni povere africane avevano verso i Paesi più ricchi. Sto prendendo ordini da lui (Bono parla al presente, ndr) per la lotta contro la diffusione dell’Aids».

E guarda al futuro del Sudafrica con spirito positivo: «Mai sottovalutare il popolo sudafricano», dice a Oggi. «Ha grandi capacità di forgiare il proprio futuro, anche quando le condizioni sono dure. Non sarà facile trovare un nuovo leader. E ci saranno persone che cercheranno di risollevare vecchi problemi, ma l’eredità di Mandela è che il futuro è molto più interessante del passato».