Beauty trend per la sposa: qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato…ma soprattutto ciò che ti dona

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Siamo nel pieno della stagione dei matrimoni e, passando da una cerimonia all’altra da invitate, non si può fare a meno di immedesimarsi nella sposa e pensare a come potrebbe essere il nostro giorno speciale. Se questo tour de force da un banchetto all’altro, da una lista nozze all’altra, passando per una sapiente pianificazione dei look in modo da non apparire due volte nelle foto social dei matrimoni con lo stesso outfit ti sta mettedo alla prova ma, allo stesso tempo, ti sta facendo venire voglia di essere tu la protagonista della prossima stagione di nozze, ecco alcune idee per iniziare a pensare ad un matrimonio romantico, ma magari un po’ più “tuo” di quelli a cui siamo abituati a presenziare.

Perché, sì, il giorno del tuo matrimonio deve essere speciale, tu devi essere fantastica, ma non è detto che debba necessariamente conformarti alla canonica formula che prevede un vestito da cenerentola, i capelli raccolti in un rigido chignon e, magari, un make-up che non ti rappresenta.
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Il trend c’è già: sempre più future spose decidono infatti di puntare su un look che le valorizzi, che le renda splendide, ma senza “impacchettarsi” in un outfit preconfezionato. L’obiettivo è trovare un abito, degli accessori, un make-up e un’acconciatura che esaltino le tue qualità e ti facciano sentire la più bella del reame, senza stravolgere il tuo stile.

Se non ami tanto il look da principessa, o se semplicemente non lo trovi adatto a te, le opzioni sono tante: un abito corto, o in stile boho o hippie chic, con fiori e pizzi, o country, magari abbinato a degli stivaletti, o anche vintage, in stile ’30, ’40, ’50. Che il bianco non sia un must ormai è cosa nota ma, oltre ad affidarti alle tinte pastello dell’avorio, dell’azzurro o del rosa antico, puoi osare con dettagli colorati che ti facciano sentire unica. Sempre di più sono anche le spose che decidono di non comprare un abito da sposa, ma di scegliere un abito non da cerimonia che però le faccia sentire belle e a loro agio, magari impreziosendolo con dei gioielli o con un velo sbarazzino.

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Trucco e make-up sono ovviamente un punto chiave. Se non sei un’amante del trucco molto vistoso e solitamente esci di casa con un velo di BB cream e un po’ di eyeliner, vederti di colpo truccata da diva potrebbe non farti sentire a tuo agio. Per questo un consiglio è quello di puntare su uno o due elementi del tuo viso che vuoi far risaltare. Se ad esempio decidi di sottolineare le labbra, magari con un colore scuro o particolarmente acceso, basterà un tocco di mascara per avere tutti gli occhi puntati su di te.

E i capelli? Anche qui la parola d’ordine è naturalezza. Che tu decida di lasciarli sciolti con soffici beach waves, ornati da un pettine gioiello o da un fermaglio floreale, magari comprato online su siti come Etsy, o scovato in qualche mercatino vintage, sia che tu li preferisca raccolti in morbide e romantiche trecce, l’importante è che l’acconciatura valorizzi il tuo volto e ti faccia sentire radiosa e bellissima, come negli esempi proposti da Zalando Privé nella sua guida alle acconciature da sposa.

Ma non dimentichiamoci delle mani. Dallo scambio degli anelli, al lancio del bouquet, al taglio della torta: le tue mani saranno in primo piano. Fai in modo che siano perfette, optando per smalti dalle tinte pastello o osando con una manicure sgargiante.

Insomma, ora più che mai non ci sono regole. Scegli il tuo look pensando a sentirti bella, raggiante e soprattutto a tuo agio!


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Salone del Mobile 2015: Daa presenta una nuova visione del design

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Può una linea produttiva dedicata alla meccanica pesante incontrare il design del mobile? Daa nasce per rispondere a questa domanda, dando il via ad una sfida coraggiosa che coinvolge imprenditore, designer e addetti alla produzione: realizzare complementi d’arredo utilizzando processi e apparati originariamente destinati a scopi diversi.

Daa è un percorso in cui il Disegno Industriale si riappropria del suo originario significato fatto di serialità, processo e visione progettuale. Sede dell’iniziativa sono gli impianti leccese e torinese di Alcar che ha voluto aprire una via alternativa, e al contempo integrata, alla sua tradizionale vocazione metalmeccanica.

Daa applica il Design Thinking al processo industriale per realizzare complementi d’arredo dalla grande forza espressiva. Linee create per realizzare benne, bracci e telai per macchine movimento terra, e una materia complessa come il ferro, sono il perimetro che ha affascinato 13 designer e studi di progettazione.

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Sono Angeletti Ruzza, Studio Bartoli Design, Luca Casini, Castiglia Associati, Carlo Contin, Lorenzo Damiani, Studio Klass, Gianluca Milesi e Michiko Yamada, Emilio Nanni, Marco Romanelli e Marta Laudani, Marc Sadler, Denis Santachiara, Leonardo Talarico.

Un’esperienza di frontiera che ha prodotto una linea di complementi d’arredo che saranno presentati in anteprima al Salone del Mobile 2015 presso il prestigioso spazio Erastudio Apartment-Gallery di Via Palermo, 5 a Milano.

Daa è Made in Italy, ma lontano dai makers, in quanto restituisce centralità all’industria, rappresentandone appieno le tradizionali qualità non solo produttive, ma anche culturali e ideative.

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“Un nido, un fiore. Le forme della natura ci hanno sempre affascinato, così come provare a ricercare l’equilibrio nel disordine, l’armonia nel caos. Hippy è uno sgabello pensato per la casa e per gli spazi pubblici. E’ una presenza allegra, spontanea, che regala un tocco di vitalità alla casa riunendo in un solo oggetto la funzione pratica a quella emotiva del gioco. L’andamento dinamico e avvolgente della seduta offre una sensazione di comfort ed elasticità che trasforma la percezione del materiale metallico, da duro e severo, in quieto e malleabile. Hippy è disponibile in differenti altezze: basta avvitare delle prolunghe che rendono lo sgabello più alto e permettono di effettuare gradevoli giochi cromatici.”

Mercedes-Benz Italia festeggia i suoi primi quarant’anni

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Mercedes-Benz Italia festeggia i suoi primi quaranta anni di attività; una vera e propria storia d’amore con la Penisola dove la Casa di Stoccarda ha venduto fino ad oggi 1,5 milioni di vetture.

Un matrimonio di successo il cui “Il merito principale va alla grande azienda che abbiamo l’onore di rappresentare”, affermava Piero Boccanelli, Presidente Mercedes-Benz Italia dal 1973 al 1981, “alla sua capacità di produrre auto di eccellenza, agli uomini che la dirigono, alla nostra volontà, il nostro continuo sforzo di anticipare le evoluzioni e i cambiamenti socioeconomici, la nostra costante determinazione nell’affermare e nel portare avanti i valori chiave del marchio Mercedes-Benz e la sua immagine”.

Quaranta anni raccontati attraverso le pagine di ‘Autoritratto’, un libro che sottolinea come l’industria automobilistica, più di altri settori, abbia colto i mutamenti sociali e lo sviluppo economico realizzando prodotti e soluzioni di mobilità in sintonia con la cultura, le esigenze e le aspettative di una società che nel corso degli anni ha completamente cambiato il proprio modo di muoversi e comunicare.

Mercedes-Benz Italia festeggia i suoi primi quaranta anni di attività. Quattro decadi di passione, successi e obiettivi sempre più ambiziosi raccontate oggi attraverso un libro che vede protagonisti persone, modelli ed eventi che hanno lasciato un segno nella storia della Stella in Italia. “Festeggiare un compleanno è sempre una bella cosa”, dichiarava Ewald Andratsch, Vicepresidente e Amministratore Delegato di Mercedes-Benz Italia dal 1983 al 1990, in occasione del 15° anniversario dalla fondazione della rappresentanza in Italia, “sia esso quello di una persona o, come nel nostro caso, di un’azienda; se poi in questa ricorrenza, si presentano tante soddisfazioni, il piacere è ancora più grande”.

Una storia che inizia il 18 aprile 1973 a Roma, quando la casa automobilistica tedesca, cavalcando l’ondata di cambiamento ed innovazione che stava colpendo il settore automobilistico e della mobilità in generale, fondò Mercedes-Benz Italia. La filiale ufficiale della Stella fu aperta a Roma, in via degli Abruzzi 3, ed inizialmente fu dedita esclusivamente alla vendita di veicoli commerciali ed industriali. Hans Breithaupt, primo a guidare la Mercedes-Benz Italia in qualità di Amministratore Delegato, fu anche tra i maggiori promotori di questa nuova scommessa italiana, tanto da  spingersi ad affermare di fronte all’allora Presidente Boccanelli: “mi faccia fare a modo mio per un anno e vediamo i risultati; se non arrivano, mi dimetto”. Ma tutto funzionò per il meglio.

Gli anni ‘80 in Italia sono per Mercedes quelli del primo importante allargamento della gamma e quindi del mercato. In termini percentuali, si verifica la progressione più importante nella storia della Mercedes-Benz Italia che, dal 1982, ha riunito in un’unica organizzazione la commercializzazione di veicoli industriali, commerciali e delle vetture. I risultati sono immediati e significativi tanto che, nella penisola, il marchio chiude il decennio con oltre 35.100 vetture, quasi il triplo di quelle consegnate nel 1980.

La bellezza delle donne

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La leggerezza di noi donne, la frivolezza con quel pizzico di insicurezza ogni volta che proviamo un abito in camerino. La dolcezza del trascorrere del tempo e della giovinezza che scivola dalle dita senza accorgersene come i granelli di sabbia. More, bionde, rosse, alte, magre, in carne o in qualsiasi forma vogliate, la bellezza della perfezione di un’età che non chiede nulla in cambio, se non viverla questa vita con determinazione per cercare prima e per poi trovare noi stesse. Quella strada che ci apparterrà per tutta la vita perché in fondo è quella che ci siamo scelte anche se ci piace pensare che sia tutto in mano al caso. Quell’illusione di destino che ci dà coraggio e poco importa se nel lasciarsi alle spalle una relazione o scegliere nuove prospettive e sfumature, e ancora un nuovo stile. Guardate il modo di vestire di una donna, il modo di indossare un abito, e capirete la sua anima.

La vita cambia in un istante. Ma una donna non è mai vecchia.
E Joni Mitchell per Yves Saint Laurent e Joan Didion per Cèline sono qui a ricordarcelo.

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Total white outfit

1Un total white outfit a prima vista e invece… un po’ anticonformista. Il bianco non è mai semplice da indossare e non perchè è il contrario del nero e perciò tende a ingrassare purtroppo che a snellire. Nemmeno per l’intimo che deve essere scelto con la massima attenzione per non essere Miley Cyrus. Della serie, lasciare nulla all’immaginazione. Cioè sono aspetti importanti da tenere in considerazione ma il motivo è un altro. Per l’eleganza che trasmette, quasi austera. Questa versione che vedete è un po’ diversa dal solito. Abbandonati minigonne e crop-top questa volta, per scegliere paillettes chiare dalle sfumature policromatiche che vanno dal rosa fino al verde. E’ difficile darvi un’idea di quanto ami questa gonna. Con cosa ho giocato? Con gli accessori, le scarpe e la borsa. Bracciali colorati con tanto di diamante, clutch acquamarina e scarpe abbinate della stessa tonalità. Dicono che sia demodè ma a me abbinare scarpe e borsa mi dà un senso di eleganza senza fine.

La mia ultima scoperta: DUEPUNTI GIOIELLI. Sono bracciali in silicone con tanto di brillante (0.02 Carati). Dagli infiniti colori, sono da abbinare con gli anelli sempre in silicone con diamante per un effetto decisamente anticonvenzionale. Da provare!

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