Stivali Sorel, come indossarli?


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Sono indietro con il blog, con gli amici, con tutto. Insomma con la vita in generale ma promesso che tra i buoni propositi del 2017 ci sarà anche quello di essere più costante, anche se non lo sono mai stata in nemmeno una delle cose che abbia mai fatto. Posso solo dire che in queste settimane ho avuto di meglio da fare, con una partenza per Parigi organizzata in tempi stretti (anche strettissimi), con la voglia di divertirmi, con le amiche di sempre pronte a farti tornare il sorriso anche solo con un messaggio. Che dire? Nonostante tutto, io mi sento fortunata.

Comunque, tornando a noi: come vestirsi in questo dicembre che sa di primavera? Per il giorno, divertitevi a essere più spensierate possibile. Prendete una minigonna svolazzante e un top con balze, poi abbinateci uno stivaletto. Questo che vedete in foto è di Sorel. Comodi ma anche glam, io li indosserei tutti i giorni a qualsiasi ora. Amo particolarmente l’abbinamento ankle boots e “mostrare le gambe”, perciò perché farlo solo d’estate quando il tempo aiuta anche nella stagione fredda? Ah sì, per completare il look io consiglio non un cappotto o una giacca, ma un parka o un maglione di quelli extralarge, magari rubatelo dall’armadio di lui!

Stivali: Sorel

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16 cose che abbiamo imparato con i 30 anni

Chi pensa che a 20 anni si fanno delle cazzate, non avete idea di quello che si riesca a fare ai 30 anni.

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1. Se ti lascia, non è più così tragica. Lo si fa con dignità, non si pensa più che sia la fine del mondo come a 20 anni in fiumi di lacrime. Tanto, hai imparato, che la teoria è sempre e solo una: prima o poi tornano sempre. Quindi si aspetta, del resto la vendetta è un piatto che va servito freddo.
2. Non hai più 8mila amici per le serate, ma sono rimaste tre o quattro (quelle vere).
3. Hai imparato a camminare con i tacchi. E, in caso contrario, pianelle tutta la vita.
4. Puoi avere un toy-boy che abbia finito le superiori e che non vada alle elementari.
5. Non segui più le mode e le tendenze. Questo significa: andare a una festa e non trovarsi vestita simile al 90% di ragazze intorno a te.
6. Hai capito come funziona l’universo maschile: “Calcio, calcetto, fantacalcio”. Perciò hai imparato la regola del fuorigioco: conoscere il nemico fa sempre comodo. E lo abbiamo anche messo in pratica: se un uomo parte a mille con 8mila chiamate e messaggi della buonanotte subito, insomma prima che tu abbia lanciato ogni segnale, per poi perdersi e farsi sentire ogni tanto con il dubbio di chiamare Chi l’ha visto?, lascialo andare. Tanto non segna.

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7. Abbiamo imparato anche a scappare da quegli uomini che si sono lasciati da poco, puzzano di ex.
8. Pensi che l’amore esista, ma anche del buon sesso (senza amore, ovvio).
9. Ormai hai provato di tutto: dal caschetto al taglio corto, dai boccoli al mosso, dal make up dai colori più impensati, e finalmente hai capito lo stile che ti valorizza di più.
10. Abbiamo imparato a raccontarci storie così credibili per superare le delusioni che meriteremmo l’Oscar alla regia.
11. Il più bello degli amori è sempre l’ultimo.
12. Se prendiamo un chilo in più, non smettiamo di mangiare: vestiamo di nero, e continuiamo a mangiare.
13. Non per forza si deve uscire per divertirsi, essere nei posti più chic. Basta un divano, un bicchiere di vino, la migliore amica e un film che puntualmente non si guarda per perdersi in chiacchiere per fare serata.
14. Sappiamo la differenza tra giusto e sbagliato. A 20 anni no, sbagli. A 30 lo fai consapevolmente.
15. La puntualità non è il nostro forte: la scusa è sempre il lavoro, no?
16. E soprattutto: le 20enni saranno pure più fighe, ma subito dopo il pensiero è: “Venite avanti, tanto prima o poi i 30 anni toccano a tutte. Voglio vedere come ci arrivate voi”.

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All’amore, ai nuovi inizi, a me

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Voglio che sia un inizio, uno dei più belli e dei più liberi. Che della libertà ne ho fatto una ragione di vita per la quale mai scenderei a compromessi. Libera di decidere, sbagliare, arrovellarmi la mente e distruggere in mille pezzi il cuore disseminandolo qua e là come fosse dei petali di fiori. Per poi ricomporlo, e così una, due, mille volte. E chissà quante altre succederà. Ho amato e lo sono stata in maniera folle, così dannatamente, da farmi arrossire come se non me lo meritassi. E lo sono tutt’ora da quelle persone che – puoi contarci – puoi chiamare nel cuore della notte, tanto loro ci stanno anche con figli, mariti e mogli a seguito. Ho trascorso serate indimenticabili a ballare sotto la pioggia a piedi scalzi con le amiche di sempre, altre passate a guardare le stelle, a contarle una a una, immersa nei pensieri ascoltando musica in sottofondo. Non ho rimpianti e lo dico: rifarei tutto, dal primo fino all’ultimo giorno, senza cambiare una virgola e nemmeno un punto. Ho ricevuto messaggi quando meno me lo aspettavo che mi hanno tolto il respiro e non sono mai quelli alle 2 della notte. Ho imparato a dire no, a vivere le emozioni, a trovare l’ironia anche nella disperazione, a non trattenere i sorrisi e neanche le lacrime, che l’ho capito con il tempo non sono segno di debolezza ma di liberazione. A entrare nella vita delle persone in punta di piedi e uscirne allo stesso modo. A guardare il mondo in rosa, “la vie en rose”. A emozionarmi ascoltando alcune canzoni, a continuare ad amare la cinematografia francese e a piangere per alcune scene di film. A continuare a sognare che il finale di Pretty Woman sia possibile per tutte noi, perchè l’amore esiste, anzi gli amori a seconda della nostra vita. Basta aspettare e non avere paura. Con coraggio ho lasciato andare persone che ho amato alla follia, come amici che erano fratelli, e in pochi sanno quanta forza ci vuole. Ingestibile anche per me stessa, ho imparato ad accettare i miei difetti che la perfezione la lascio a chi vive a seconda di convenzioni, fogli excel e buoni propositi. Che poi di propositi io, a dire la verità, ne avrei anche ma che di buono non hanno nulla. Ho inseguito i miei sogni fino a raggiungerli alcuni, su altri ancora ci sto lavorando. Ma non ho mai rincorso un uomo: del resto, non vado a correre per una taglia 40 figuriamoci per uno di loro.

Ai miei 30 anni, che non sono un traguardo ma un nuovo inizio.

buon compleanno

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Lichtena Sole, i solari per chi sceglie di abbronzarsi proteggendosi

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Mangiamo in modo consapevole, abbiamo compreso l’importanza di fare un po’ di movimento, scegliamo accuratamente i prodotti da spalmarci addosso e leggiamo le etichette di ciò che acquistiamo. Ma quando ci esponiamo al sole, il più delle volte lo facciamo senza pensare alle conseguenze.

E’ un dato di fatto, siamo disposti a pagare cifre esorbitanti per un fondotinta o un rossetto ma trascuriamo l’importanza di mettere nella borsa-mare i prodotti giusti, quelli che ci proteggono dalle scottature, infiammazioni, eritemi e, peggio di tutti, il foto-invecchiamento.

Magari non sappiamo nemmeno di avere la pelle sensibile e, puntualmente, ogni estate conviviamo con i problemi tipici di una pelle reattiva e con tutti i disagi che ne conseguono. Per questo vi voglio parlare di una linea di prodotti che ho scoperto da poco grazie a MyBeautyBox e che non potevo testare se non sotto il caldo sole di Sicilia che già da qualche giorno regala picchi di 34 gradi, mettendo in difficoltà chi, come me, è più vulnerabile poiché ha una pelle più reattiva di una pelle normale, quindi più predisposta all’insorgenza di eritemi, macchie solari, arrossamenti, e altri simpatici amici.

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Disseta la tua pelle con un sorbetto

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Tutto inizia con la raccolta dei grappoli freschi, nei primi mesi della vendemmia con l’uva dei vitigni di Merlot e Muscat che diventano l’ingrediente segreto per l‘idratazione pelle viso e per la nostra bellezza. Una bellezza non stereotipata e non comune: un canone legato alla libertà e alla freschezza unita a uno stile spontaneo ed edonistico. Piuttosto che sedurre, queste donne vivono di istanti, vogliono ridere e mordere la vita – come fosse chicchi d’uva – insieme agli amici. Senza complicarsi mai la vita.

L’ispirazione? «Pensa a quel momento di puro piacere quando gusti un acino d’uva dolce e succoso: è questa sensazione che evocare con la gamma Vinosource all’acqua d’uva bio. Per un effetto ancora più goloso, ho colorato le confezioni delle creme con la dolcezza del rosa. Un invito a gustare la vita come se fosse un acino d’uva!». Parola di Mathilde Thomas, founder di Caudalie.

The best for me (insomma quello che vi consiglio):
Crème Sorbet Hydratante, l’anti-secchezza per le pelli sensibili. Grazie alla sua tecnologia “quick break” questo gel in crema si trasforma a contatto con la pelle in una riserva d’acqua che lenisce, idrata e fortifica. Tra i principi attivi: acqua d’uva bio, camomilla lenitiva, polifenoli. Disseta, idrata e fortifica: la pelle ritrova lelasticità, i sensi sono risvegliati. La fragranza? Note dei fiori di mandarino, foglie di limone, acqua di cetriolo e menta fresca per un drink fresco a prova d’estate!

Pronte per un sorbetto al gusto dell’uva per il vostro viso?

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