Kiko Less Is Better, la capsule collection che esalta la bellezza naturale

C’è aria di festa in casa Kiko e mai come quest’anno le novità che ci aspettano saranno ricche e numerose!

Era il 1997 quando Kiko apriva il suo primo negozio a Milano e in soli vent’anni l’azienda ha saputo affermarsi e farsi conoscere in tutto il mondo attraverso più di mille punti vendita e un negozio online presente in ben 36 paesi (www.kikocosmetics.com).

Per festeggiare i suoi primi vent’anni Kiko ha scelto di collaborare con alcuni fashion designers emergenti selezionati da Vogue creando una serie di sette capsule collection che via via usciranno fino a novembre 2017 e che sapranno conquistare tutte le makeup addicted.

La prima capsule collection uscita è Less Is Better, realizzata in collaborazione con SuperDuper Handmade Hats, brand di tre giovani designer italiani di cappelli che hanno trasmesso la loro impronta stilistica alle confezioni dei prodotti makeup e beauty della collezione.

Less Is Better promuove la bellezza naturale, quella del motto “il trucco c’è ma non si vede”, attraverso tinte delicate e luminose per esaltare il nostro viso con un look pulito e fresco.

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Less Is Better Pochette

La pochette è uno dei pezzi in cui più si esprime il mood di questa capsule collection. La trasparenza e i giochi d’acqua colorata al suo interno richiamano alla freschezza e alla naturalezza e la rendono un accessorio semplice ma d’effetto. Pratica, robusta e bella capiente è un must have per riporre i prodotti Less is Better ed averli sempre con sè anche in viaggio.

In vendita ad € 14,95.

Less Is Better Konjac Sponge Provata da Laura C.

Il primo passo per un makeup perfetto è una pulizia della pelle efficace, per questo Kiko ha inserito nella collezione la spugna konjac per detergere ed esfoliare con estrema delicatezza. Per chi non la conoscesse, si tratta di una spugna 100% naturale ricavata da una pianta di origine asiatica (chiamata Konjac) che si distingue per la sua straordinaria morbidezza. Adatta a tutti i tipi di pelle, si utilizza bagnata passandola sul viso da sola o insieme al proprio detergente preferito. E’ del tutto diversa dalle altre spugne, sembra quasi gelatinosa ma è molto molto compatta ed è davvero la spugna più morbida che abbia mai provato! Dopo l’utilizzo va risciacquata, strizzata e appesa con la sua cordicella per farla asciugare. Asciugandosi diventa piccola, rigida e secca ma non temete, basterà bagnarla di nuovo per alcuni secondi per rigenerarla e ritrovare il piacere di una delicata coccola sul viso.

In vendita ad € 5,95.

Less Is Better Eyeshadow Palette Provata da Fausta

Palette compatta e dal design semplice ma adorabile, packaging in lilla e rosa estremamente chiari e pastello, la palette contiene uno specchio e ben 9 ombretti da 1 gr ciascuno di prodotto. La disponibilità delle colorazioni consta di questa unica versione, nude, per un makeup leggero, appena accennato. Il finish è diverso per ogni fila di ombretti, dall’alto rispettivamente satinato, metallizzato ed opaco.
La prima fila contiene i colori più chiari della palette, i satinati, e quasi impercettibili, per lo più polverosi, estremamente nude, da utilizzare come base. Nella seconda fila abbiamo i colori dal finish metallizzato, nonostante non sia così percettibile di per sé, sono ottimi per delineare in maniera leggera l’estremità dell’occhio, anche questi presentano una texture polverosa e morbida. La terza fila infine contiene i colori opachi, da sinistra un malva e due varianti di marrone, chiaro e scuro, leggeri ma ottimi per un trucco elegante e per delineare la curva della palpebra superiore.
Da un utilizzo della palette si riscontra un difficile uso dei colori più chiari poiché molto poco visibili, quelli
più scuri possono essere usati per creare dei look comunque nude ma leggermente più delineati. Durata
medio bassa, dopo qualche ora tendono ad accumularsi nelle pieghe della palpebra mobile.

In vendita ad € 11,95.

Less Is Better Long Lasting Stick Eyeshadow 02 Pearly Quartz Provato da Laura C.

L’ombretto in stick di Kiko si veste di un delicato azzurro pastello e si ripropone in tre nuove tonalità. Io ho provato Pearly Quartz, un rosa quarzo dal finish perlato, perfetto per un look fresco e luminoso. Lo stick è morbido, molto scorrevole sulla pelle e ben pigmentato, sfumandolo il colore non perde intensità o luminosità. L’unica caratteristica che mi ha deluso è la durata, senza dubbio al di sotto delle aspettative. Senza l’utilizzo di un primer ho notato che sebbene non si sciolga va a segnare la piega palpebrale già nell’arco di un paio di ore, decisamente troppo poche per un prodotto che si propone come “long lasting”.

In vendita ad € 6,95.

Less Is Better Long Lasting Stick Eyeshadow 03 Metallic Rosy Copper Provato da Laura

Come lascia già intendere il nome, Metallic Rosy Copper è un ombretto in stick dal color rame e dai riflessi tendenti al rosa. Il finish metallizzato gli conferisce luminosità e lo rende perfetto per dei makeup eleganti e sofisticati. Così come i Long Lasting Stick Eyeshadow della linea permanente, anche questa tonalità presenta una buona pigmentazione e un’elevata durata. Si sfuma facilmente ma va lavorato abbastanza in fretta perchè tende a seccarsi e fissarsi nel giro di qualche secondo.

In vendita ad € 6,95.

Less Is Better Cream Blush n. 02 Tenuous Mauve Provato da Ilaria

Il colore di questo fard, un rosa antico scuro, risulta molto più acceso una volta steso sul volto. La texture è leggera e malleabile, l’ideale per una sfumatura semplice e veloce, senza macchie. Proprio per questa sua caratteristica, mi trovo bene a prelevarlo sia con le dita che con un pennello, quest’ultimo lo scelgo a setole compatte per un risultato più deciso oppure a setole più rade per dare giusto un tocco di colore, con effetto bonne mine. Adatto per il giorno in quanto non contiene perlescenze, ha una discreta durata (circa 5-6 ore).

In vendita ad € 8,95.

Less Is Better Fluid Highlighter 01 Gentle Champagne Provato da Fausta

Contenuto all’interno di un flacone in vetro opaco con dosatore che richiama i colori scelti da SuperDuper
per la collezione e cap trasparente, si tratta di un fluido illuminante per il viso, estremamente fresco, per
una pelle luminosa e raggiante. La texture è cremosa ma estremamente sfumabile, perfetta per lo strobing
e per accentuare le zone del viso in modo da ottenere un incarnato luminoso grazie alle microperlescenze
racchiuse nel fluido. Disponibile in due colorazioni, 01 Gentle Champagne e 02 Mild Golden Sand. Da utilizzare su pelli senza alcuna imperfezione.

In vendita ad € 11,95.

Less Is Better Matte Lipstick 03 Essential Rose Provato da Laura

Rossetto liquido dal finish completamente opaco e dal delizioso color rosa malva. L’applicatore si rivela un ottimo alleato per la sua applicazione: la punta in spugna rende agevole la stesura del prodotto, mentre la forma leggermente ricurva aiuta a seguire meglio la curvatura delle labbra. La formula è stratificabile e molto pigmentata quindi, nonostante si riesca a coprire il colore delle labbra già con una sola passata, è possibile farne una seconda per assicurarsi una maggiore durata. L’unica pecca è che tende a seccare e a rendere più visibili le pieghe delle labbra.

In vendita ad € 6,95.

Di seguito potete vedere gli swatch di tutti prodotti.

Less Is Better Eyeshadow Palette

Less Is Better da sinistra a destra: Long Lasting Stick Eyeshadow, Cream Blush, Fluid Highlighter, Matte Lipstick

Non finisce qui… Per il suo ventesimo anniversario Kiko ha pensato ad un regalo speciale per tutte le sue clienti, un braccialetto da comporre con sette charms, uno per ciascuna capsule collection prevista che potrete collezionare con l’acquisto dei prodotti. Per Less is Better il ciondolo non poteva essere altro che un cappello, l’accessorio principe dei designer SuperDuper Handmade Hats!

Non mi resta che invitarvi a farvi contagiare dalla grande festa di Kiko e dal suo creativo mondo di colore. Buon compleanno Kiko!

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Se la moda non è arte, è l’arte a farsi moda

Venezia. Si è da poco conclusa la 57°edizione dell’ Esposizione Internazionale d’Arte alla Biennale di  Venezia.

La bella laguna non si è popolata quest’anno solo di critici d’arte snob e compratori, ma dal bel mondo glam del cinema e dello spettacolo e quasi tutto il gotha del fashion.

Tra fashion editor, blogger e designer vi racconto di una clandestina amicizia, tra moda e arte.

Per la maggior parte dei fashion designer, la Biennale di Venezia è un grande evento e un grande momento di ricerca, quest’anno c’erano tutti, dalla famiglia Missoni al mio coetaneo Nicolò Giannico Beretta. La moda non è stata solo spettatrice, ma ha organizzato gli eventi più esclusivi di tutta l’esposizione, dalla cena d’apertura organizzata dalla Maison Fendi, seguita poi da cene e serate organizzate da case di moda come Louis Vuitton, Bulgari, Prada e molti altri. 

Inutile negare che la moda e l’arte siano da sempre, almeno dal mio punto di vista, stati legati. Ma da qualche tempo la moda per l’arte non è solo più la sorella ricca a cui rubare gli spicci di nascosto, ma è diventata la sorella popolare da imitare!

Fino a poco tempo fa infatti era la moda a glorificare l’arte, mentre le arti maggiori la snobbavano. Da un po’ di tempo sembra essersi innescato il processo inverso, si vedono artisti come Marina Abramovic, Vanessa Beecroft e altri partecipare alle sfilate più glam delle fashion week di tutto il mondo.

Gli artisti sono ormai delle vere rockstar. Questa cosa sconvolge i puristi critici d’arte. Ma in realtà non c’è nulla di male, anzi credo che il ritorno dell’arte nel mondo pop, non in senso stilistico ma in senso concettuale, sia una cosa positivissima soprattutto per noi giovani.

Non so se la moda è un’arte, un’arte minore o non lo è affatto trovo per esempio ridicoli e senza molto senso alcuni abiti che non pensano minimamente al corpo di chi lo indossa rendendolo come intrappolato in cumoli di stoffa o materiali impensabili e mi chiedo come possano queste tipologie di “abiti scultura” pensare di raggiungere la donna contemporanea (ovviamente non mi riferisco a maestri del passato come Roberto Capucci o Ferrè e pochi altri che sono stati tra i pochi a saper unire la “scultura “ alla MODA).

So però che oggi oltre alle logiche commerciali e mediatiche diventate particolarmente simili tra loro, l’arte e il fashion hanno in comune il fatto di trasmettere emozioni e di essere veicolo per chi crea e chi compra di un pensiero, un concetto o un’idea verso altre persone.

Oggi credo si possa dire che la moda e l’arte siano l’una necessaria all’altra, da una parte l’arte ha bisogno della moda per raggiungere un pubblico maggiore ed essere in un qualche modo compresa, dall’altra la moda necessita dell’arte per trarre nuova linfa vitale.

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Tatuarsi la vagina: tutti i pro e i contro della moda del momento

Altro che Victoria’s Secret e lingerie super brandizzata, ragazze, la vagina va di moda se decorata con disegni, piercing, ma soprattutto tattoo.

Il Va-ttoing, il tatuaggio transitorio, va sempre per la maggiore, soprattutto con l’arrivo della bella stagione e quello che ne consegue, dai bikini striminziti agli amori estivi consumati sulla spiaggia.

Ma c’è anche chi opta per un tattoo vero e proprio, un disegnino – alla Belen per intenderci – o qualcosa di più visibile… in alcuni casi forse troppo. Ma vale sempre la regola De gustibus non disputandum est.

Anche se sorge spontanea la domanda:

Piacerà veramente ai maschietti?

Secondo un nostro sondaggio, se il disegno non è troppo vistoso o ridicolo, potrebbe anche risultare eccitante.

In linea di massima, però, non sarà certo un Homer Simpson tatuato su una vagina a frenare il desiderio.

Come ha commentato un amico: “Quando sei dentro, sei dentro”.

Ora che abbiamo assodato che il tatuaggio intimo non funge da filo spinato per maschi vogliosi e che anzi potrebbe stimolarli ancora di più, cerchiamo di capire se ci sono controindicazioni.

Quali controindicazioni

Parliamo di un’area del corpo delicata, poco – se non per niente – esposta al sole, spesso costretta dentro materiale sintetico, una ferita, quindi, difficile da rimarginare. Non è un’impresa impossibile – non fraintendeteci – ma il processo di guarigione è sicuramente più lento.

Il dolore, poi, può essere veramente molto intenso.

Il nostro consiglio è quello di optare per un tatuaggio in prossimità della vagina, sull’inguine o anche un po’ più sotto, ma di evitare piccole e grandi labbra.

Se proprio non riuscite a resistere, beh, allora scegliete con cura il professionista a cui affidare la decorazione della vostra vagina, stringete i denti e seguite scrupolosamente i consigli di mantenimento.

Vi lasciamo con una fotogallery ricca di spunti, alcuni sicuramente esilaranti o aggressivi, altri più graziosi.

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Borsa Ring di Kara in cavallino

La nuova borsa Ring di Kara appartiene di diritto alla categoria delle clutch anche se di fatto le sue dimensioni fanno pensare più ad una tote bag, o addirittura ad una shopper. La struttura, i dettagli e il modo in cui si indossa però non lasciano dubbi, è una maxiclutch.

Si porta come una pochette a busta, con l’anello metallico pendente che diventa solo elemento decorativo, oppure agganciandola al polso o tenendola con la mano tramite lo stesso anello in metallo lucido argento che dà anche luce all’insieme.

La struttura è in pelle martellata rivestita poi quasi completamente in cavallino, che dona un tocco di movimento alla borsa dalla linea essenziale e la rende più “sauvage” nonostante un’aria tanto semplice dovuta sia alle forme geometriche che alla scelta del colore candido.

Una lunga cerniera sul lato superiore chiude la borsa, che restando morbida nella struttura si può anche ripiegare su se stessa. L’effetto tattile e visivo del cavallino contrasta con la algida essenzialità del manico e il risultato è di sicuro effetto.

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Profumo Pop Bluebell di Stella McCartney

Stella McCartney arricchisce la collezione di profumi con la nuova fragranza Pop Bluebell dedicato alle giovani donne determinate, piene di vitalità e dalla bellezza naturale e autentica. Questi i concetti su cui si basa il nuovo profumo che è anche concepito per essere sostenibile, come tutte le creazioni della stilista britannica.

Il profumo Pop, di cui la nuova fragranza è una variante, celebrava l’amicizia tra donne uniche e tutte diverse, legate tra loro da uno spirito di avventura nell’affrontare la vita. Pop Bluebell punta sullo stesso spirito, ma vissuto in modo ancora più profondo e consapevole.

“L’amicizia vera e duratura crea un profondo senso di intimità, altruismo e gentilezza d’animo. La campanula è il fiore più adatto a rappresentare questi sentimenti. La sua forza delicata è nascosta nelle profondità della terra dove le radici robuste le garantiscono una fioritura perfetta.”

Così Stella McCartney racconta l’essenza della nuova creazione, custodita in un flacone viola dai riflessi metallizzati. Agli accordi di campanula si sposano note di legno di sandalo e sentori di rugiada, violetta, tubersa e frangipane. La scelta della campanula inglese, un fiore tanto raro quanto delicato ma dall’aroma spiccato, è in linea con il mood che il profumo vuole raccontare.

Per sottolineare questo racconto sono state scelte Grimes, Kenya Kinski Jones, Amandla Stenberg e Lola Leon, artiste, musiciste e attrici ma anche attiviste impegnate nella difesa dell’ambiente e degli animali. Donne forti, dalla bellezza moderna e autentica, che insieme trovano nell’amicizia una forza ancora maggiore.

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