Drew Bijou di Chloè

La borsa Drew di Chloè l’abbiamo amata dalla sua prima apparizione e l’abbiamo vista declinarsi in decine di varianti, oggi tocca all’ultima nata, la Drew Bijou. La ragine del suo nome è evidente sin dalla prima occhiata perché si tratta di una rivisitazione in chiave gioiello della borsa a mezzaluna che abbiamo apprezzato in ogni sua declinazione.

La borsa è stata avvistata per la prima volta durante la sfilata di debutto di Natacha Ramsay-Levi che è succeduta alla direzione artistica della maison francese. Si tratta di una variazione su tema di un modello ormai da considerarsi un classico della maison a cui si è aggiunto però un tocco più personale.

Qui si declina in pelle burgundy matelassé e si impreziosisce con una catenella ad anelli che ricorda una collana prima ancora che una tracolla e che essendo regolabile adorna il nostro look al pari di un gioiello, che la borsa si porti a spalla oppure a mano.

Le forme dell’accessorio in pelle sono invece quelle di sempre, con la mezzaluna appena allungata, la chiusura metallica, la tracolla a catena (ma anche in pelle) agganciata a due grossi anelli ovali. Schizza subito in cima alle nostre preferenze.

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Fashion Hub Market, sesta edizione: ecco i “Fab Fourteen”

Sono quattordici i brand di giovani stilisti, selezionati dalla Camera Nazionale della Moda, che hanno esposto le loro collezioni 2018 all’interno del Fashion Hub Market durante Milano Moda Donna. La kermesse modaiola, giunta alla sesta edizione, ha proposto marchi emergenti tra i più interessanti nel panorama internazionale.

Creatività, talento e una ventata di freschezza che ha suscitato l’interesse di giornalisti del settore e buyer internazionali. Sono le caratteristiche comuni dei quattordici brand emergenti, proposti dal Fashion Hub Market, che hannoe presentato le loro collezioni durante la settimana milanese della moda, Milano Moda Donna. Pret-a-porter, accessori come cappelli, scarpe, borse e occhiali: il Fashion Hub Market ha offerto una visione globale sul mondo della moda vista dai suoi protagonisti di domani. Allo Spazio Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci è andata in scena, per la sesta edizione, un’esposizione completa, il Fashion Hub Market appunto, che ha offerto a ogni griffe la sua personale vetrina. Ecco i “Fab Fourteeen” di febbraio 2018

Alessandra Micolucci. E’ nata e ha studiato a Venezia, presso l’Università IUAV, Alessandra Micolucci, classe 1989. Una stilista laureata in design della moda che vanta collaborazioni con Diesel e Marsèll. La sua passione per la modellistica d’abbigliamento e la sartorialità l’ha spinta a presentare la sua prima capsule collectione ALESSANDRAMICOLUCCI per l’autunno inverno 2016 / 2017. La sua donna nasce da una commistione tra arte, musica, subculture, ricerca per i tessuti e la loro resa minimale nel dettaglio

Angelia Ami. Si chiama Angelia Corno, il suo brand Angelia Ami. Giovanissima, è nata infatti nel 1993, ha lanciato il suo marchio nel gennaio 2016. Le sue collezioni sono tutte accomunate dall’ispirazione che nasce dalla curiosità e dalla voglia di affacciarsi sul mondo attraverso la libera interpretazione. Il risultato è un insieme di stili mixati tra loro destinato a donne contemporanee dalla spiccata personalità.

Archivio, Sono due le menti creative dietro al marchio Archivio: Cecilia Federico e Rosita Gianmarino. Cecilia è una designer e product developer che ha seguito le fasi di pianificazione e produzione delle diverse collezioni di importanti griffe di abbigliamento. Rosita è un direttore creativo freelance che ha collaborato con riviste d’arte e di moda come fotografa. Il loro brand è nato dall’esigenza di creare silhouette ibride che uniscano l’universo maschile e femminile in un tutt’uno.

Bams. Nel 2015 la prima collezione l’ha portata subito tra i finalisti di “Who is on the Next?”. Ginevra Vitale, anima del marchio Bams, è napoletana verace: dopo la laurea in scienze della comunicazione ha lavorato nell’ azienda di famiglia. Oggi è l’anima creativa di un brand partenopeo di scarpe e borse.

Bennu Berlin. C’è la tedesca Karen Jessen dietro al marchio Bennu Berlin. Il nome deriva dalla figura mitologica egizia Bennu, che è stata l’ispirazione principale della sarta, modellista e designer che ha fatto il suo debutto ufficiale nel mondo della moda nel 2012. Nel 2015 ha presentato la collezione al Vogue Salon durante la Berlin Fashion Week e nel 2017 è stata premiata dal Dipartimento del Senato per l’economia, l’energia e le imprese pubbliche e dal Fashion Council Germany nell’ambito del programma di mentoring per la moda sostenibile.

Fakbyfak. Il progetto dei due designer che hanno co-fondato il marchio Fakbyfak risale al 2013: allora si chiamava Fakoshima. Nel 2016 Roman Ilykhov e Alex Melnikov hanno rilanciato l’etichetta con il nuovo nome con base a Mosca. I loro occhiali vanno oltre le tendenze e agiscono come un pezzo di design artistico. Tra le collaborazioni presentate tra il 2016 e il 2017 ci sono: “Hell’s Belle Aviators” con lo stilista Manish Arora e “Toy Glasses” con il designer belga d’avanguardia Walter Van Beirendonck.

Fase Factory. E’ Flavia Grazioli, romana laureata al Politecnico di Milano, la stilista artefice del successo della linea di moda street-casual Fase Factory. Una griffe interamente made in Italy realizzata con La Rocca, azienda specializzata nell’abbigliamento sportivo di lusso, per cui Flavia Grazioli collabora in qualità di coordinatricce di produzione di vari brand oltre che come designer e manager di FAse Factory. La collezione 2018 comprende 45 capi tra uomo, donna e unisex.

Humanae Project. Pensata per riorganizzare il senso del guardaroba contemporaneo, la collezione Humanae Project creata da Marco Rambaldi e Giulia Geromel è femminile e a suo modo romantica. I due designer hanno posto particolare attenzione sulle forme senza tempo e su un forte senso della decorazione. Stampe, ricami, jacquard e applicazioni sono state disegnate usando esclusivamente tecniche manuali.

Manfredi Manara. Questo giovane stilista, nato nel 1990, il cui nome completo è Manfredi Conti Manara, ha imparato da zero i segreti dell’artigianato calzaturiero italiano. Dopo avere studiato al London College of Fashion e dopo gli stage a Londra, Parigi e New York, ha iniziato un pellegrinaggio nei più importanti distretti produttivi italiani di calzature come Marche, Veneto e Toscana. Poi si è stabilito a Parabiago, vicino a Milano, in un atelier a conduzione familiare dove ha dato vita alla sua prima collezione di scarpe nel 2016.

Martinacella. Martina Cella è una dei quattro vincitori del concorso “Next Generation” edizione 2014 di Camera Nazionale della Moda Italiana. Venticinque anni, ha studiato al prestigioso Istituto Marangoni. Ha già collaborato con diversi brand e atelier, negli ultimi due anni ha partecipato al Coterie show di New York e al White show di Milano.

Nicola Bacchilega. La ricerca di tessuti e ceramiche artigianali in Italia, il ricamo personale e la perseveranza delle sue idee, dallo schizzo iniziale al risultato finale, sono alla base del processo di creazione che rivela l’amore per il suo mestiere di Nicola Bacchilega, faentino che ha scelto Londra come città dove dare sfogo alla sua cratività. Ha studiato alla Scuola di Arte per la Ceramica di Faenza: nel suo curriculum c’è anche uno studio sulle tecniche di lavorazione dei metalli basate sull’iniziativa del Maestro Pomodoro.

Nico Giani. Nicolò Giannini, prima di fondare il suo brand Nico Giani, si è laureato in modellistica al Polimoda con specializzazione in fashion design allo Studio Berçot di Parigi, e master presso l’Academy of Arts di San Francisco. Le sue creazioni sono concepite come un’esplosione di colori e forme: il massimo impatto è dato da una meticolosa ricerca di proporzioni perfette. Recentemente ha vinto il premio “Who Is On Next?” 2017 di Altaroma in collaborazione con Vogue Italia.

Pardo Hats. Si è laureata come costumista all’Unversità di Palermo, pur essendo nata a Buenos Aires, Maria Soledad Pardo, che poi ha studiato design della moda a Barcellona, città dove attualmente risiede. Le creazioni del suo brand, Pardo Hats, sono oggetti esclusivi dedicati a quanti intraprenderanno la sfida di indossarli. Cappelli che riflettono le sue idee sulla reintegrazione dell’artigianato, sulla moda lenta e sul consumo etico.

Sindiso Khumalo. Attualmente vive e lavora a Londra, dove ha anche conseguito il master in Design for Textile Futures: Sindiso Khumalo prima di trasferirsi nella capitale inglese ha studiato architettura all’Università di Cape Town. Ha fondato il suo brand nel 2014 con una attenzione particolare alla creazione di tessuti moderni e sostenibili con una forte enfasi sulla narrazione africana. Disegna a mano tutti i tessuti delle sue collezioni attraverso acquerelli e collage. Nell’ottobre 2015 ha vinto il Womenswear Award per il concorso “Who’s On Next Dubai” di Vogue Italia.

Dopo il Fashion Hub Market le creazioni dei 14 brand verrano proposte sulla piattaforma multimediale di vendita wholesale Ordre. Tra questi, Ordre e CNMI ne selezioneranno due che potranno rimanere nello showroom online per tutto il 2018.

Photo credits: Fashon Hub Market Press Office, Karla Otto

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Isola dei Famosi: Rosa Perrotta rifatta, le polemiche

Rosa Perrotta è una delle concorrenti dell’Isola dei Famosi 2018. La naufraga è molto sexy, ma molti la criticano per aver fatto uso della chirurgia estetica.

Rosa Perrotta, ex tronista e (si presuppone) attuale fidanzata di Pietro Tartaglione, è uno dei naufraghi che lunedì 22 gennaio sbarcherà in Honduras per l’Isola dei Famosi. Mediterranea, burrosa e supersensuale, Rosa è stata più volte attaccata per il ricorso eccessivo alla chirurgia estetica. Rosa, qualche anno fa, aveva partecipato anche a un’edizione di Veline, il programma che avrebbe scelto le presenze femminili da affiancare ai conduttori di Striscia la Notizia.

Proprio la sua presenza in quel programma aveva scatenato il diffondersi in rete – durante il trono a Uomini e Donne, avvenuto nel 2017 – di foto che segnalavano una trasformazione enorme negli anni. Le immagini mostrano che Rosa avrebbe rifatto il viso: scavato le guance, risistemato gli zigomi, scolpito il naso e gonfiato le labbra. La modella sarebbe praticamente irriconoscibile rispetto agli esordi. Inoltre la Perrotta avrebbe rifatto il seno. Rispetto a pochi anni fa, Rosa ha fatto anche alcuni cambiamenti non chirurgici: i capelli sono più scuri, di una tonalità castana con sfumature caramellate, e il make up più “consapevole”.

Ma c’è chi non accetta proprio gli interventi chirurgici, per quanto oggettivamente ognuno sia libero di fare quello che vuole con il proprio corpo, senza dover per forza subire giudizi massacranti. Bombardata da attacchi social (e anche della “collega” Desirée Popper) durante il trono, Rosa era stata intervistata dal settimanale Oggi sugli ipotetici interventi a cui si sarebbe sottoposta. La tronista aveva risposto glissando: “Ancora siamo a parlare di questo nel 2017? La domanda hai le te**e rifatte? Mi fa ridere”. Di certo l’argomento verrà rispolverato durante la partecipazione di Rosa all’Isola dei Famosi.

Rosa Perrotta

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Photo Credits Instagram, Twitter via BitchyF

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Cassius Clay: 4 cose che (forse) non sai su Muhammad Ali

Cassius Clay molto probabilmente non ha bisogno di presentazioni. Tutti lo conoscono e tutti sanno l’importanza che ha avuto nel mondo del pugilato e dello sport internazionale.

Definito come “sportivo del secolo”, Muhammad Ali rientra a pieno titolo nella classifica dei campioni più famosi e vincenti del pugilato.

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Muhammad Ali curiosità

1. Il nome Cassius Clay è un nome da schiavo, per questo motivo decise di cambiarlo in Muhammad Ali.

2. Amava cantare. Ebbene sì, prima diventare un grande pugile e di cambiare il suo nome in Muhammad Ali, Cassius Clay incise un album.

3. Il primo pugno lo diede alla madre. Pare che il talento da pugile sia emerso piuttosto presto: a soli due anni Cassius Clay diede un pugno alla mamma facendole saltare ben due denti!

4. A lui è dedicata una stella di Hollywood. All’inizio degli anni 2000 gli viene assegnata una stella sulla celebre Walk of Fame, ma il pugile chiese di spostarla sulla sulla parete del Kodak Theatre, perché non voleva che qualcuno calpestasse il suo nome.

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Ark di Cult Gaia in acrilico multicolor

La borsetta effetto cestino di Cult Gaia è diventata rapidamente un cult la scorsa estate ma non intende perdersi d’animo nel cuore dell’inverno, quando il modello esplicitamente estivo potrebbe apparire fuori luogo.

Ecco la nuova Ark di Cult Gaia declinata in acrilico multicolore, una variante che rispetta il modello originario simile ad un cestino dalla forma a mezzaluna ma ne modifica il materiale scegliendo l’acrilico al posto del legno.

Il risultato è divertente e coloratissimo tanto che non possiamo resistere e aspettare il ritorno della bella stagione, ci viene voglia di indossarla subito nonostante il netto contrasto che creerebbe con cappotto e stivali.

I colori hanno una finitura madeperlacea che rende questa borsa simile a un piccolo gioiello e vanno dai toni del bianco a quelli naturali dell’ambra con un tocco di verde e un minimo guizzo di violetto.

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