Gli occhiali da sole sono per sempre

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Non so voi ma io gli occhiali da sole ho imparato ad apprezzarli con il tempo e li indosso solo quando le ore di sonno sono inferiori al tempo che impiego per la doccia. E poco contano le stagioni, sono dei salvavita, salva volto, salva tutto (soprattutto la domenica mattina).

Ma qual è la ricetta degli occhiali da sole perfetti per l’estate 2017? Prendi i cat eye + un modello specchiato over+ stelle e pentagrammi = St!ng Eyewear, il brand che ha pensato a capsule collection, ST!NG LOVES MUSIC, ispirata alla musica. E per celebrare il lancio della limited edition, al fianco di Sony Music ha organizzato un concorso per partecipare al backstage del video di Roshelle, una delle cantanti più amate e seguite dell’ultima edizione di X-Factor!

Come fare per partecipare al concorso? Fino al 30 aprile chi acquisterà un paio di occhiali da sole St!ng riceveranno una cartolina per tentare la fortuna. Grattando la superficie argentata, scopriranno un codice univoco da inserire all’interno di un’apposita landing page, insieme ai dati personali e alla prova d’acquisto. Questo il link alla landing page per partecipare al concorso: www.playsting.com. E, manco a dirlo, io ho partecipato!

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Antonio Ruocco e la sua bottega di preziosissimi sandali capresi: un’istituzione sin dal 1963 [ESCLUSIVA]

VelvetMag ha contattato telefonicamente Antonio Ruocco, figlio del noto artigiano di Capri Costanzo Ruocco, e proprietario della bottega Da Costanzo, famosa per i suoi esclusivi e personalizzabili sandali gioiello. Ecco quello che ci ha raccontato della sua storica attività, dell’impegno nel suo lavoro e gli aneddoti del passato…

Antonio, lei è il figlio di Costanzo Ruocco, noto artigiano di Capri, ci racconti della sua bottega e della sua storica attività
Io dirigo la bottega di mio padre, che prende il suo nome, Da Costanzo, insieme alla mia compagna Alvina. La nostra attività si trova a Capri, in via Roma 49, e siamo aperti dal 1963. Noi ci occupiamo del tradizionale sandalo caprese, originale e dall’antichissima tradizione. Il nostro speciale lavoro è quello di produzione il sandalo mantenendo la tradizione, arricchendo il classico modello base con preziose pietre Swarovski che un’azienda produce appositamente per noi.

Da Costanzo, via Roma 49, Capri

Qual è la forza delle vostre creazioni?
Noi disegniamo l’intera collezione su alcuni modelli basici che si possono poi decorare e impreziosire a piacere del cliente. Come base proponiamo oltre 30 colori e 200 tipi di gioielli diversi, in modo tale che ogni giorno dalla nostra bottega possa uscire un pezzo unico ed esclusivo. Proprio per contrastare la concorrenza abbiamo dovuto puntare e studiare l’unicità. La nostra attività vuole essere una garanzia per tutti i nostri clienti affezionati, come per i turisti che assiduamente visitano la nostra isola e sanno di poterci trovare sempre qui. I materiali con cui produciamo i nostri sandali sono tutti rigorosamente made in Italy, il cuoio ad esempio ci arriva dalla Toscana.

Come è nata in suo padre l’idea di una bottega che producesse proprio sandali?
Mio padre faceva questo mestiere da quando aveva 5 anni. Nel secondo dopo guerra per sopravvivere c’era solo la pesca, l’agricoltura e l’artigianato. Mio papà con il suo banchetto, che ancora oggi tengo in negozio, e lo scalpello, nel tempo ha poi perfezionato la sua arte che è diventata passione e così gli ha permesso di mettere su il nostro punto vendita. Tutto è nato dunque da un’esigenza che poi si è trasformata in un lavoro che ci ha portato tante soddisfazioni. Mio padre ha avuto la fortuna di realizzare sandali esclusivi per Jaqueline Kennedy e Sophia Loren e ha conosciuto tutto il jet set hollywoodiano degli anni ’50.

Capri, 1959, Da Costanzo, Sophia Loren e Clark Gable

Come funziona praticamente la realizzazione di una delle vostre creazioni quando un cliente si reca nella vostra bottega?
La nostra collezione è divisa in due parti; ci sono modelli che necessitano di un lavoro più lungo affinché vengano realizzati, altri invece che sono più veloci da decorare e l’applicazione dei gioielli non richiede più di mezz’ora. L’importante è creare qualcosa che sia sempre a misura dei gusti e dei desideri dei nostri clienti.

Photo Credits: Antonio Ruocco

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Prima il marito o i figli?

La maternità non ti cambia la vita. Te la stravolge. Manda a quel paese ogni equilibrio costruito con fatica oppure no. La maternità è un punto 0. Un nuovo inizio. Un cammino da condurre con le persone adatte. Perché la maternità è prima di tutto un affare di famiglia. Il papà in tutto ciò?

Il portale del Huffington Post ha pubblicato la lettera di una mamma diventata virale in tempo record. Si chiama Amber Doty e dichiara “mio marito verrà sempre prima dei miei figli” o ancora “se possiamo permetterci solo una vacanza all’anno, ci andiamo da soli” questo perché dedicarci sempre in primis al proprio marito sarebbe il motore di una relazione felice, facendo diminuire le probabilità di divorzio e di conseguenza assicurando una famiglia serena, di riflesso, anche ai propri figli.

Il marito deve venire sempre prima dei figli?

Io non sono d’accordo. Anzi. Questa lettera mi indispone. E ora vi dirò perché.

Alcune mamme dicono: “il marito l’ho trovato per strada. I figli? Sono sangue del mio sangue“,

Sì, ma non troppo.

L’amore nella coppia, non ha nulla a che vedere con l’amore per i figli. Sì, è vero, diventare mamma ti fa scoprire un amore mai provato prima. Di una rara intensità. Un amore puro che parte dal più profondo. Viscerale. Vero, tutte le mamme o quasi hanno pensato almeno una volta di non aver mai conosciuto un amore così forte. E magari di aver “finalmente” scoperto l’amore “vero”.

Eppure io continuo a pensare che siano due amori diversi che non possono essere comparati nè affiancati. Semmai si completano. Da una parte un amore fisico, alla pari. Dall’altra un amore legato anche dalla protezione, dall’accudimento. Dalla trasmissione.

Ecco perché compararli non ha senso.

Il marito prima dei figli? Anche no!

Il rapporto di coppia è per ovvi motivi potenzialmente più fragile e a rischio, e va preservato, sempre. Ma siamo sicure/i di farlo nel modo giusto?

In quanto mamma bazzico più o meno spesso e volentieri, più o meno felicemente in numerosi gruppi legati alla maternità. Gruppi che molto spesso, raccontano molto meglio di chiunque cosa significhi essere mamma oggi. Gruppi riflesso della società odierna e delle sue (nuove) mamme.

Oggi la maternità è anticipata o posticipata. Ci sono molte mamme di 20 anni così come altrettante di quaranta. Mamme e donne. Donne che si prendono cura di loro stesse. Giustamente.

Donne che non tralasciano la manicure, la palestra, e che esigono il diritto all’emancipazione. Donne che ancora hanno sogni e non stentano a realizzarli.

Eppure… donne capaci di commenti del tipo: “se non la dai a tuo marito, non lamentarti se va a cercare altrove“. “La coppia va preservata, e se poi lui si stufa?“, “non lamentatevi poi delle corna!

La stessa Amber, autrice della famosa lettera, scrive: “io ritengo che l’impegno nella relazione con mio marito possa essere di beneficio per l’intera famiglia. Mettere al primo posto le sue necessità, farà diminuire le possibilità di divorzio“.

Eh no cara Amber! Possibile che al giorno d’oggi la stabilità della famiglia e della coppia incomba soltanto alla donna? Una donna deve essere mamma e moglie. Donna e amante. Deve accudire e soddisfare.

E i papà?

Fino a prova contraria un figlio si concepisce in due, e da quei due deve essere cresciuto.

Credo che dare l’esempio di una relazione sana ai nostri figli possa aiutarli nei loro rapporti futuri” continua Amber nella sua lettera. Io aggiungo che l’esempio che vorrei dare ad entrambi i miei figli, a mio figlio e a mia figlia, è quello di una famiglia alla pari. Insegnando loro che una famiglia si costruisce insieme. Che una coppia si preserva insieme. Che non esiste chi viene prima e chi dopo. Dovrebbero soltanto esserci amore, collaborazione, rispetto.

Il tempo per la coppia è sacro. Ed appartiene a mamma e papà. Così come appartiene ad entrambi l’impegno di preservare e coltivare l’amore.

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Prince: dopo la morte, oppiacei ovunque nel suo appartmento

Sono stati presentati alcuni nuovi documenti, relativi al caso legato alla morte di Prince. Le indagini non si sono ancora concluse definitivamente.

È passato quasi un anno dalla scomparsa di Prince e ancora molte verità stentano a venire a galla. Ora, stando alle ultime informazioni, sarebbero moltissimi i farmaci oppiacei ritrovati nell’appartamento di Prince.

Dalle buste delle lettere ai sacchetti per il frigorifero, i farmaci in questione sarebbero stati riposti un po’ ovunque a Paisley Park.

Sulla morte di Prince, dunque, pare che alcuni chiarimenti  risultino ancora necessari. Non resta che attendere notizie più dettagliate.

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La Twisted Cabas di Celine si fa small

La Twisted Cabas di Celine è diventata rapidamente una borsa di culto sin da quando, poche stagioni fa, è apparsa in passerella. Accompagnava la linea autunno inverno 2015 e ci aveva subito conquistato. Per la nuova stagione si è rifatta il look cambiando dimensioni e accostamenti di colore.

Celine per le borse capienti nonostante il successo delle ha sempre dimostrato un particolare amore sue borse più piccole. Dalla Luggage alla Trapeze passando per le moltissime Cabas, questo non è che l’ultimo esemplare delle borse più generose della maison.

La nuova generazione di Twisted Cabas non fa eccezione e mantiene la sua dimensione Large a cui si aggiunge però anche la novità Small che appartiene alla linea primavera estate 2017 e cerca di rispettare il trend delle borse piccole senza rinunciare a spazio, praticità e stile.

Ci riesce, almeno così parrebbe a giudicare dalle moltissime varianti di colore e abbinamenti a contrasto che la maison ha scelto di proporrre per la nuova stagione, sicura del successo della nuova borsa. Le forme restano identiche, con forma a sacca e manico asimmetrico.

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