Damiani: quando la moda è fonte di vita

Straordinaria iniziativa del brand di gioielli di lusso Damiani: per il secondo anno consecutivo “Metropolitan Dream” by H. Nakata, una “capsule collection” di gioielli dedicata all’uomo, permetterà a tanti villaggi africani di avere pozzi di acqua potabile. Parte del ricavato della vendita di questi preziosi infatti sarà destinato a “Clean Water”, il progetto promosso con “Drop in a Bucket”, “Una goccia nel secchio”, grazie al quale molti villaggi già hanno acqua per bere e per tutti quegli usi che a noi paiono scontati ma che in Africa garantiscono la sopravvivenza soprattutto ai più piccoli.

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Ormai sono coinvolti, spirito e corpo, in questa importante iniziativa che li rende responsabili della buona salute e della vita di centinaia di bambini africani e dei loro genitori. Giudo Damiani, presidente dell’omonima azienda italiana di gioielli superlusso e l’ex calciatore della Roma Hiroshi Nakata per il secondo anno consecutivo hanno presentato la linea di gioielli da uomo “Metropolitan Dream” i cui proventi contribuiscono a realizzare pozzi d’acqua potabile in Africa.

I due non si sono limitati a disegnare e produrre questi accessori dal gusto raffinatissimo ma si sono recati più volte nel continente nero per verificare di persona la funzionalità di queste strutture costruite grazie anche alla recente donazione di 50 mila euro: 60 pozzi in tutto, disseminati lungo il paese, fondamentali per garantire la sopravvivenza nelle aree in cui un bene prezioso come l’acqua è spesso e volentieri inaccessibile o limitato a bacini infetti. Purtroppo il consumo di queste acque impure e contaminate è causa di malattie e decessi soprattutto tra i più piccini. Ogni giorno un pozzo fornisce acqua potabile a oltre mille persone permettendone una vita più sicura. Il progetto si chiama “Clean Water”, promosso insieme a “Drop in the Bucket” e il programma prevede quest’anno l’apertura di dieci nuovi pozzi.

La “capsule collection” Metropolitan Dream by H. Nakata è il simbolo del gusto e della qualità della gioielleria Made in Italy, frutto dell’unione tra design innovativo e artigianalità, ricerca stilistica e passione per i dettagli. E’ grintosa, audace e decisamente maschile, anche se non saranno poche le “fashion victims” che “ruberanno” questi gioielli al compagno.

Contemporanea e versatile, questa collezione iconica è stata proposta in argento nelle finiture silver e black con diamantini a illuminare le superfici. I bracciali e i pendenti a croce ricalcano il concept della originaria collezione e descrivono una nuova esperienza manifatturiera firmata Damiani.

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L’argento lavorato secondo la raffinata texture Metropolitan restituisce ai gioielli una nuova portabilità. Sono accessori da scegliere tutti i giorni per definire con disinvoltura la propria personalità. Disponibili nella versione rigida o in quella con laccio di pelle intrecciata, si indossano da soli o abbinandoli, uno accanto all’altro, in decisi contrasti cromatici che giocano sull’alternanza fra argento naturale e black.

Un grande classico della gioielleria tradizionale maschile, come è la croce, rivela nella variante in argento la migliore espressione della lavorazione tipica della collezione. Le superfici dei pendenti finemente cesellate sono interrotte dalla presenza di dettagli che danno movimento al rigoroso andamento geometrico della texture.

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Spesso si accusa la moda di essere frivola senza dimenticare che il Made in Italy di lusso è uno dei settori che più contribuisce all’economia italiana e che maggiormente sostiene svariate cause benefiche: la ricerca contro le malattie come cancro, Aids e fibrosi cistica, il sostegno alle categorie più deboli della popolazione e, in questo caso, la fornitura di acqua potabile in zone disagiate. Ed è noto che l’acqua è fonte imprescindibile di vita.

 

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La maschera peel-off contro i punti neri che si strappa come un cerotto

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Punti neri. Chi ne ha di più, chi ne ha di meno, ma portatemi qui una donna che non ne ha e le conferisco immediatamente il premio “bellezza pura”. Assodato che tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo a che fare con questa questione, adesso arriva la domanda “come rimuovere i punti neri?” non esiste un metodo definitivo ma, partendo dal presupposto che una buona e costante igiene del viso collabora a mantenere la pelle più pulita e che una pulizia del viso in un centro estetico ogni tot di tempo male non fa, veniamo alla soluzione o meglio al prodotto che risolve il problema dei punti neri.

Qualche mese fa una ragazza mi ha consigliato la maschera Missha Black Ghassoul, una maschera peel off (la trovate anche QUI su Amazon), ovvero che si strappa via come un cerotto (ma a differenza dei cerotti di cui ho scritto QUI, non ha una forma pre-definita e potete quindi applicarla dove volete, senza sprecarne né tralasciare nessuna zona).

Su Youtube si trovano assurdi video di gente che la ricrea miscelando colla vinilica o roba varia, con un mix chimico che ci credo che tira via i punti neri, insieme a chissà quanti strati essenziali di epidermide e film protettivo della pelle. 

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Come si usa?

Dopo aver lavato e asciugato per bene il viso, versate qualche goccia di tonico (qualunque abbiate in casa) su un dischetto di cotone e passatelo nelle zone in cui intendete applicare la maschera (io la applico sul naso e al centro delle sopracciglia, voi fatelo sulle zone che notate la presenza di punti neri). La consistenza è gommosa, applicate uno strato non troppo spesso ma sufficiente a coprire le zone interessate ed aspettate 15 minuti. La maschera deve essere completamente asciutta, se è così sollevate gli estremi inferiori (aiutate delicatamente con le unghie o una pinzetta) e strappate come un cerotto ma lentamente e delicatamente. Dal basso verso l’alto.

Consigli: Guardate il “cerotto” e noterete se, oltre alla peluria, avrà portato via con sé anche dei punti neri. Naturalmente se prima di applicare il cerotto farete un bagno di vapore (basta mettere acqua bollente in una pentola, inclinare la faccia verso di questa e coprire la testa con un asciugamano per concentrare il vapore per circa 30 minuti) i pori saranno più aperti ed i punti neri più facili da incollare alla maschera. Ma non è necessario farlo, sta a voi capire se la maschera riesce a raggiungere per bene i punti neri. Vi consiglio di fare gommage e scrub prima, perché in questo modo “mozzerete” la testa dei punti neri e sarà difficile per la maschera strapparli via.
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MasterChef Italia … ma la cucina dov’è?

Siamo arrivati al decimo episodio della sesta stagione di una delle trasmissioni tv più seguite degli ultimi tempi e la sensazione che si stia trasformando in una specie di grande fratello tra i fornelli piuttosto che uno show di cucina, è sempre più forte.
Troppi “personaggi”, troppi litigi, troppi interventi inutili e occasioni create ad hoc per mettere uno contro l’altro, creare amicizie e inimicizie gratuite.
Dov’è la passione per la cucina? Dov’è l’amore per il cibo, la voglia di imparare, di scoprire sapori nuovi?
Forse è solo questione di aspettare, sperare che quando rimarranno solo i più bravi il livello dei piatti cucinati si alzerà, che vedremo impiattamenti degni di un ristornate (al momento anche i bambini di Junior MasterChef sono nettamente più bravi) e soprattutto abbinamenti di sapori nuovi e ricercati. Speriamo.

Ingredienti “sexy”

Nell’attesa durante gli episodi appena andati in onda abbiamo potuto vedere una Mystery Box “sex killer”, con ingredienti dai sapori e dall’odore molto forti – aglio nero, verza, cipolla, puzzone di moena, fagioli borlotti, trippa, sardella, carne di pecora, aringa in salamoia e peperone giallo – con cui gli aspiranti MasterChef hanno dovuto preparare in 45 minuti un piatto adatto a una cena romantica.
Il miglior piatto è quello del diciottenne Valerio, che con il suo estro creativo ha saputo utilizzare la trippa in modo intelligente ed equilibrare gli ingredienti.

Lo chef Heinz Beck e il primo Marco che se ne va

Valerio ha così il vantaggio nell’Invention Test dove il protagonista è stato lo chef con 3 stelle Michelin Heinz Beck che ha portato gli ingredienti che compongono 3 piatti del suo menù di Heinz. I cuochi amatoriali hanno dovuto utilizzarli in modo creativo e originale per cucinare un nuovo piatto.
Quelli scelti da Valerio sono scampi, San Pietro, mandorle, pane in cassetta, dragoncello, liquirizia, pomodori, rapa bianca e un’arancia e chi riesce a utilizzarli tutti nel modo migliore è Loredana, che diventa il capitano della prova in esterna, chi in quello peggiore Marco M., che mette fine alla sua gara.

Il matrimonio in Grecia e il secondo Marco che se ne va

Si parte poi per la Grecia, dove i concorrenti hanno dovuto preparare il banchetto nuziale di una giovane coppia di Santorini naturalmente in pieno stile greco, tra agnello, feta, cetrioli, olive, aragoste e melanzane.
La squadra capitanata da Loredana vince mentre per la squadra blu li attende il pressure test “all’asta”. Ogni concorrente ha 60 minuti di tempo da utilizzare per “comprare” gli ingredienti che i giudici mettono all’asta e comporre così il loro piatto per la salvezza.
Essersi aggiudicato i rognoni per Marco V. non è stata una grande strategia, sbaglia completamente cottura e abbinamento e lascia la cucina di Master Chef.

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Intimo rosso (e sexy) per San Valentino? Ecco la proposta Triumph

Si chiama Sexy Angel Spotlight la proposta di Triumph per San Valentino: sexy e rigorosamente realizzata in rosso intenso.

Sono due i reggiseni creati per la festa degli innamorati: il nuovo push-up nato per valorizzare le forme e il reggiseno a balconcino, caratterizzato da ricami raffinati. Entrambi sono abbinabili allo slip brasiliano o allo string.

Triumph - Sexy Angel Spotlight

Triumph – Sexy Angel Spotlight

Triumph - Sexy Angel Spotlight

Triumph – Sexy Angel Spotlight

Triumph - Sexy Angel Spotlight

Triumph – Sexy Angel Spotlight

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Kiko Perfect Gel Duo Rouge Noir e Sangria, la review

Fra le proposte di Kiko dedicate alle unghie oggi parliamo dei Perfect Gel Duo, gli smalti ad effetto gel in un packaging da poco rinnovato.

Il set dei Perfect Gel Duo si compone di uno smalto colorato e di uno speciale top coat trasparente, confezionato in una boccetta metallizzata che lo protegge dalla luce solare. Il nuovo packaging ha mantenuto il design moderno ma le linee sono ora più morbide e bombate.

La formula dei Pefect Gel Duo non è troppo densa e nemmeno troppo fluida, risultando facile da controllare durante la stesura. Il pennello, ampio e con punta leggermente arrotondata, si adatta bene all’unghia facilitando ulteriormente l’applicazione.

LEGGI ANCHE: Kiko Smalti Perfect Gel Duo, la review

I tempi di asciugatura sono rapidi, così come indicato sulla confezione: circa due minuti per il colore e circa tre minuti per il top coat.

Il top coat trasparente abbinato rende il colore ancora più lucido e bello ma non garantisce la durata promessa di 7 giorni. Qualche scalfittura o sbeccatura può verificarsi già al terzo giorno.

I Kiko Perfect Gel Duo sono disponibili in 15 referenze; noi abbiamo provato il n. 683 – Rouge Noir e il n. 704 – Sangria.

Perfect Gel Duo n. 683 – Rouge Noir

Kiko Perfect Gel Duo 683 Rouge Noir

Rouge Noir è un color vinaccia intenso, sofisticato ed elegante. Per esaltarlo è preferibile applicarlo in due passate perché con la prima non sempre risulta completamente pieno ed omogeneo.

Perfect Gel Duo n. 704 – Sangria

Kiko Perfect Gel Duo 704 Sangria

Sangria è un classico rosso per unghie, chic in ogni occasione. Questo colore è già coprente e bello con una sola passata ma per un risultato ancora più pieno e definito ne consigliamo due.

Il prezzo di vendita è di 7,90 euro a confezione.
Quale tra i due colori avete preferito?

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