Per senso di verità, per senso di chiarezza.

Una giornata come tante altre.
Me ne sto qui a leggere il Corriere e poi Repubblica, passando per Vanity Fair.
Una giornata identica a molte di quelle passate.
Uggiosa, lenta e con quella strana calma, come se il tempo non scandisca più le ore, i minuti e nemmeno i secondi.
Guardo l’orologio. Sono le 10.24. Lo riosservo poco dopo. Le 10.26. Due minuti che sembrano, in realtà, un’eternità.
Quello stesso senso di eternità che devono aver provato Giuseppe La Rocca, Luigi Schiavo e Ciro Imperante. Un’eternità lunga, per l’esattezza, 30 anni. Tre nomi per una vicenda entrata a far parte della storia della cronaca nera del nostro Paese.
Era il 1983.
E in quell’anno accade un delitto che sarà destinato a rimanere indelebile per la crudeltà e per poi i risvolti giudiziari.
Il massacro di Ponticelli.
Seviziate, pugnalate e date alle fiamme. Questo è quanto si legge sui verbali giudiziari.
Era il 2 luglio di 30 anni fa quando i cadaveri di Barbara Sellini e Nunzia Munisi, due bambine di 7 e 10 anni, vennero trovati carbonizzati il giorno dopo della scomparsa.
Accusati tre operai tra i 19 e i 21 anni: La Rocca, Schiavo e Imperante, considerati i mostri dell’omicidio, anche se da sempre hanno urlato la loro innocenza.
Dopo 27 anni passati in carcere, nel 2010, sono tornati uomini liberi. Buona condotta. Ed in questi anni, per la terza volta hanno richiesto la revisione del processo, respinta pochi giorni fa dalla quarta sezione della Corte d’Appello di Roma, nonostante nel dossier presentato siano state evidenziate le lacune giudiziarie di un’indagine che voleva a tutti i costi “dei” – qualsiasi – mostri sbattuti in prima pagina. Circa 1330 pagine che potrebbero aprire nuovi scenari d’indagine. E consegnare così la verità.
Negare di fronte all’evidenza. Ci si nasconde dietro la parola “giustizia” per giustificare anche i più banali errori in un’aula di tribunale. Errori poco ammissibili in passato e figuriamoci a distanza di 30 anni. Quella cosa, di cui ci riempiamo la bocca troppo spesso, dovrebbe essere sinonimo di verità, quella stessa verità che in caso di lacune o di dubbi, dovrebbe cercare la chiarezza prima di qualsiasi condanna definitiva. Ma il condizionale è d’obbligo. Se esiste il diritto di conoscere l’accaduto per le vittime, necessariamente deve esserci anche quello degli imputati alla difesa. Anche dopo 30 anni, soprattutto dopo questo tempo infinito e le lacune troppo evidenti delle indagini.
Sarebbe meglio riaprire quei fascicoli impolverati, chiusi in passato per la troppa fretta di individuare i responsabili e consegnarli al linciaggio. Sarebbe necessario restituire la libertà nell’animo a quei tre ragazzi, ora uomini, se innocenti e soprattutto consegnare giustizia alle bambine. Ma questo è possibile solo riaprendo le indagini e rimettendo in gioco tutto.Per senso di verità, per senso di chiarezza. Ed anche di coscienza.

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Festival di Cannes, si conclude la 66esima edizione

Lo ammetto. L’ho seguito poco ma non per questo l’ho amato meno.
Il Festival di Cannes ci ha regalato dei momenti di straordinario interesse e di pure emozioni. A cominciare dai film con gli italiani rappresentati da Paolo Sorrentino, uno di quelli che fa parlare di sé, un regista che non lascia mai indifferenti con le sue storie, quegli stralci di vita vissuta, reale, tagliente. ‘La grande bellezza’ è il titolo della sua pellicola che non ha vinto, ma è stato apprezzato dalla critica internazionale. E nel termine “internazionale” non è però compresa quella italiana che, invece, osanna “Il grande Gatsby”. Il film di Baz Luhrmann, interpretato da Leonardo Di Caprio, suscita il silenzio ed il gelo a fine proiezione. Come dire forse, ancora, i nomi contano più che la storia in sé in Italia.
Una kermesse in cui non sono mancate la bellezza e gli abiti pomposi, perfetti, eleganti di attrici del cinema mondiale come l’eterna Uma Thurman, Nicole Kidman, “Amelie” Audrey Taotou e la stupenda Marion Cotillard. Che ricordano tanto il divismo degli anni ’50. Presente anche Asia Argento che non smentisce la sua rinomata finezza e saluta tutti i fotografi e i presenti lungo la croisette con il dito medio alzato.
Ed è stato anche il Festival dei baci a cominciare da quello “vintage” di Paul Newman e Joanne Woodsward, tratto dall’indimenticabile film “Il mio amore con Samantha” del 1963, simbolo di questa 66esima edizione, a quello tenero di Valeria Golino e Riccardo Scamarcio, che dimostrano come l’amore non abbia età (alla faccia di quelli che in una loro rottura ci hanno sperato).
Il sipario così si abbassa su questa edizione.
Vince un film importante e quanto mai attuale, soprattutto in un momento in cui la Francia si apre alla realtà omosessuale che tanto ha lasciato e lascia parlare. E non solo in questo ultimo periodo ed in questi mesi, ma in secoli di storia.
“La vie d’Adèle” del regista tunisino Kechiche così si aggiudica la palma d’oro.
Con la benedizione, addirittura, di radio vaticana.
Inutile dire che quasi certamente ci sarà anche il plauso degli italiani.

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Esce il 12 Giugno il nuovo capitolo di Star Trek

Esce il 12 Giugno il nuovo capitolo di Star Trek – Into DarknessL’Enterprise ritorna sulla terra! In seguito ad un incidente galattico, il Capitano Kirk si reca sul pianeta terra, ma è sempre impaziente di tornare tra le stelle per portare aventi una nuova e più intraprendente missione in nome della pace e dell’esplorazione – vedere il video a schermo intero

Ma sul Pianeta Blu le cose non vanno affatto bene. Un devastante attacco terrorista ha rivelato una realtà allarmante e la Flotta Stellare ha subìto un attacco dall’interno, che ha provocato delle disastrose conseguenze globali. Il Capitano Kirk guiderà l’Enterprise in una missione incredibile che spazia dal pianeta Klingon alla Baia di San Francisco. Il nemico che si annida a bordo dell’Enterprise ha un unico scopo: la distruzione totale. Kirk guiderà i suoi compagni in un ingannevole regno di specchi dove non si erano mai inoltrati prima d’ora, penetrando il sottile confine fra amici e nemici, vendetta e giustizia, alle prese con una guerra totale e la potenzialità di un futuro unito.

Dieta efficace estate per la prova costume contro la cellulite (credeteci)

Trucco, make up, capelli perfetti.
Eye liner senza il minimo indugio. Meglio se waterproof.
Chanel numero 475. Red Dragon.
Che con lo smalto dalla tonalità scarlatta, non si sbaglia mai.
Poi vestiti all’ultima moda, quelli di tendenza.
E sia benedetto Zara con le sue collezioni. Ma non per i camerini che con quelle luci là anche Giselle si sentirebbe a disagio.
Per ogni donna, poi, non può mancare la prova costume in vista dell’estate.
Da aprile stiamo così attente alla linea e usiamo creme per eliminare quella pelle a buccia d’arancia là, sperando in un miracolo in vista dell’estate. Lo stesso che ha portato Belen, dopo la gravidanza, a ritrovare la forma perfetta dopo circa un mese 1/2 dal parto. Ma già, il metabolismo. O almeno è quello che ci fanno credere.
Sulle creme contro la cellulite potremmo scrivere dei manuali e sulla loro efficacia trattati filosofici. Ammettiamolo: non funzionano mai, anche se ci piace crederlo. Un po’ come succede con il principe azzurro raccontato nelle favole da piccole. L’unica cosa a cui servono? E il motivo per cui sono state ideate? Farci credere che la lotta contro gli inestetismi sulle cosce sia possibile e farci sentire un po’ meno in colpa quando stendiamo la crema con movimenti circolari, del tipo metti la cera e togli la cera, dopo aver divorato un gelato non ai frutti ma al gusto nutella, cioccolato, zuppa inglese più panna.
E ci affidiamo anche alla dieta efficace, così dicono, pubblicata sulle riviste di salute, benessere e moda. Una delle ultime, molto di tendenza, è quella Part time – giuro – Secondo Marc Mességué, erborista ed esperto di alimentazione naturale, la One day light è una sorta di «antidieta che rovescia lo schema tradizionale sei giorni a stecchetto e uno libero». Che più o meno sta alla possibilità di trovare il bucato già asciutto e stirato uscire direttamente dalla lavatrice o di incontrare Patrick Dempsey sotto casa in stile Julia Roberts e Richard Gere in Pretty Woman.
Una di quelle diete che specificano nei dettagli cosa mangiare a colazione, pranzo e cena, aggiungendo anche lo spuntino a metà mattina e pomeriggio, con piatti improbabili composti da mirtillo, fragole di bosco, ananas, arancia, crusca e musli e chi più ne ha ne metta, che quando vai a chiedere al commesso dove trovarli, ti guarda come a dirti: “Davvero vendiamo ste cose qui?” oppure “Esistono?“. Ecco più o meno ti prendono per una sorta di esaurita. Perchè, mi domando, non proporre una banale mela e, soprattutto, una frutta di stagione che costa poco, meno di un miliardo all’etto? In un maggio così freddo, in cui la cosa più esaltante è stare davanti la televisione a guardare film di qualsiasi genere ed abbuffarsi di pop corn e di tortillas, ma di cosa stiamo parlando? Se continua così l’estate sarà a dicembre, per la pace delle nostre anime.

Il segreto per la prova costume perciò qual è? Mangiare di tutto, ridurre le porzioni ed anche un po’ i dolci e soprattutto fare attività fisica. E con attività fisica intendo tutto quello che provoca sudorazione. Perciò lo stare su facebook, fare shopping online e rispondere alle email non è compreso mica.

Dovrebbero insegnare che la bellezza, per una donna, non è tutto.
E se per la prova costume abbiamo qualche kg di troppo,
che cosa volete che siano? Quisquilie.

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Come vestirsi alla moda: Persunmall – shopping consigli

Ce ne innamoriamo. E ricontrolliamo il portale per vedere se quell’abito è già stato venduto o potremmo ancora sognare un po’ nell’immaginarcelo addosso. Siamo a volte anche un po’ scettiche convinte che se non è provato in un camerino un vestito non sarà mai perfetto. Siamo diffidenti sempre, figuriamoci con un abito di cui non si conosce la qualità e nè la vestibilità.
Impariamo ad azzardare però, perché se vi chiedere “Come vestirsi alla moda?”, la risposta è semplice.
Ascoltando voi stesse e quello che volete.
Non pensateci così tanto, suvvia, compratelo quel vestito là se proprio vi piace.
E se poi addosso non vi sta bene o avete sbagliato la taglia, sarà contenta la vostra migliore amica.
(Come vestirsi alla moda? Io vi consiglio Persunmall
)
……. Continue reading